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Noah Lyles critica la mentalità sportiva attuale: "Gli atleti non sono al primo posto"
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Noah Lyles critica la mentalità sportiva attuale: "Gli atleti non sono al primo posto"

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ANSA Sport
Yayıncı
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Direi che nello sport, oggi, non c'è una mentalità che metta gli atleti al primo posto. E per questo si crea molta vulnerabilità". Lo ha detto Noah Lyles alla vigilia del Golden Gala, parlando della sconfitta di Jannik Sinner al Roland Garros. La gara non l'ha seguita perché ancora in America "e il fuso orario non lo permetteva", ma parlando in generale della condizione degli atleti di oggi aggiunge: "Proprio ieri eravamo in allenamento e c'erano persone ovunque che arrivavano fino alla pista. Se non ci fosse stata la sicurezza, avrebbero potuto facilmente scavalcare le transenne e provare a interrompere i nostri allenamenti, senza capire che noi siamo lì per lavoro. Io non verrei mai al lavoro di qualcuno per interromperlo". E poi ancora: "Anche se è bello vedere la passione, c'è un tempo e un luogo per ogni cosa. Sono proprio cose come questa a mostrare che non c'è una mentalità che metta l'atleta al primo posto". Secondo Lyles in ogni sport "ci sono molte situazioni in cui gli atleti non sono a loro agio, sentendosi stressati". Per questo "la depressione può insediarsi facilmente". "Un grande momento può arrivare e sparire altrettanto in fretta - ha concluso -. E purtroppo gli atleti restano vulnerabili, perché non hanno quella sicurezza, quella protezione, quell'amore e quel sostegno di cui hanno davvero bisogno".

This article was originally published by ANSA Sport.

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