Riforma elettorale, FdI divisa: Vannacci spinge per il voto segreto, Lega e FI contrarie
L'essentiel
- La riforma elettorale italiana crea divisioni: Fratelli d'Italia è incerta se sostenere o meno l'emendamento sulle preferenze.
- Lega e Forza Italia sono contrarie, mentre il centrosinistra è diviso tra favorevoli e contrari.
- La norma "anti-Vannacci" sulla raccolta firme penalizza i partiti senza gruppo parlamentare.
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Pourquoi c'est important
La discussione sulla riforma elettorale italiana prosegue con dibattiti interni ai partiti e tra alleati. Le votazioni sono previste a partire dal 7 luglio.
L’iter
Dopo la discussione generale i partiti avranno ancora tempo prima che si entri nel vivo con le votazioni, che dovrebbero partire dal 7 luglio. Entro il giorno precedente (con la scadenza del termine per gli emendamenti fissata da regolamento 24 ore prima dell'avvio dei voti in Aula) Fratelli d'Italia dovrà decidere se formalizzare o meno l'emendamento in materia.
Cosa farà FdI?
Da fonti di FdI si sottolinea che al momento non c'è alcun dubbio in proposito. Ma Lega ed FI hanno ribadito in più sedi la propria contrarietà e portare avanti una battaglia che potrebbe creare fibrillazioni. Soprattutto se il centrosinistra decidesse di non partecipare a quel voto lasciando la partita nel solo campo avversario. La scelta è in capo ad FdI - si osserva tra gli alleati - ma, a conti fatti, se non dovessero passare le preferenze si rischia una figuraccia, se passassero il centrodestra si spaccherebbe.
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La posizione di Vannacci
Roberto Vannacci si è buttato a capofitto in questa situazione di incertezza presentando emendamenti e chiedendo alla premier di invitare gli alleati a evitare il voto segreto. È lui che non lo vuole - si osserva in replica dalle parti della Lega - perché teme che qualcuno dei suoi non lo voti.
Divisioni anche nel centrosinistra
Nel campo largo, Avs è contraria mentre il M5s è a favore insieme a parte del Pd. "Dobbiamo batterci perché tornino le preferenze per eleggere i parlamentari", sottolinea il presidente del partito Stefano Bonaccini. Il centrosinistra, intanto, torna a paventare che la maggioranza voglia mettere la fiducia sulla riforma. L'ipotesi della blindatura viene al momento smentita dalla maggioranza tanto più che, secondo quanto viene spiegato, si sta lavorando anche a qualche possibile aggiustamento su temi come quello del voto dei fuori sede e degli italiani all'estero.
La norma sulla raccolta firme
Nessuna ulteriore limatura dovrebbe arrivare invece sulla norma ribattezzata “anti-Vannacci” che esonera dalla raccolta delle firme i partiti che abbiano un gruppo parlamentare dal 2025. Non FnV che, a questo punto, sarà costretta anche ad anticipare la presentazione delle liste sotto le quali vanno raccolte le firme. La norma penalizza anche +Europa con Riccardo Magi che si dice pronto a dare battaglia e chiede un impegno su questo da parte di tutti i leader di centrosinistra visto che si tratta di una questione di "agibilità democratica".
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À surveiller
Perspective IA — des possibilités, pas des certitudes
Le votazioni sulla riforma elettorale inizieranno intorno al 7 luglio.
Probable · En quelques jours
La norma "anti-Vannacci" sulla raccolta firme penalizzerà i partiti senza gruppo parlamentare.
Très probable · En quelques mois
Questions ouvertes
- Deciderà Fratelli d'Italia di presentare l'emendamento sulle preferenze?
- Il centrosinistra parteciperà al voto se le preferenze non passeranno?
- La maggioranza porrà la fiducia sulla riforma?





