Sicilia: Inchiesta su Cefpas, 12 indagati per presunte irregolarità e nepotismo
Assunzioni di parenti e amici, contratti di consulenza dati a gente di fiducia, scambi di favori per mantenere il comando e la gestione del Cefpas, ente pubblico strumentale della Regione siciliana. Per la Procura di Caltanissetta, che ha indagato 12 persone tra cui il deputato regionale di Forza Italia Riccardo Gallo Afflitto, e per 8 ha chiesto misure di custodia cautelare, sarebbe stato costruito un sistema di presunte irregolarità, nepotismo e favoritismi nel Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del personale del servizio sanitario. Tra i reati contestati ci sono la corruzione e il falso ideologico. Da tre anni i poliziotti della mobile di Caltanissetta indagavano sulla presunta rete di potere e relazioni attorno al centro di formazione ma l'inchiesta potrebbe riservare nuovi sviluppi. Appena un mese fa il deputato regionale Nello Dipasquale (Pd) aveva presentato una interrogazione parlamentare all'Assemblea regionale chiedendo al governo regionale di intervenire e aveva depositato un esposto in procura per fare luce su presunte anomalie, tra cui l'assegnazione di 75 incarichi in soli dieci giorni, molti dei quali a parenti di esponenti politici del centrodestra. Segnalazioni che avevano indotto la commissione regionale antimafia, guidata da Antonello Cracolici (Pd), ad aprire una istruttoria, ancora in corso, sul Cefpas. A notificare agli indagati gli avvisi a comparire per l'interrogatorio davanti al gip, su richiesta del gruppo reati contro la pubblica amministrazione della procura, sono stati gli uomini dello Sco di Roma e gli agenti delle squadre mobili di Caltanissetta, Agrigento e Palermo. Sequestrati carte, documenti, personal computer, tablet, smartphone nella sede del Cefpas e nell'ufficio personale del deputato Gallo Afflitto, all'interno della sede di Forza Italia a Caltanissetta. Oltre al politico, sono indagati il direttore pro tempore del centro di formazione Roberto Sanfilippo; Giuseppe Capodieci, dirigente generale dall'Asp di Agrigento; Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, funzionari in servizio all'ente; Salvatore Enrico Giambelluca Salvatore Enrico, medico in quiescenza; Pietro Tirone, legale rappresentante della Sice srl e di Vincenzo Raitano, funzionario regionale in pensione. Secondo l'accusa Sanfilippo, in cambio del sostegno per avere l'incarico di direttore, avrebbe "asservito le funzioni e i poteri connessi al suo ruolo agli interessi e comunque alle indicazioni del deputato Gallo Afflitto", favorendo "l'assegnazione dell'incarico dirigenziale per esperto amministrativo giuridico a Gioacchino Pontillo, uomo di fiducia dell'esponente politico; l'assegnazione, alla moglie di Gallo Afflitto, su richiesta di quest'ultimo, di quattro incarichi di consulenza e la sottoscrizione di un contratto a tempo pieno e determinato all'ente; la sottoscrizione, su richiesta del deputato, di un accordo quadro fra il Cefpas e l'Asp di Agrigento che prevedeva la possibilità di avviare procedure di distacco del personale fra i due Enti, in modo che la moglie del deputato regionale potesse lavorare ad Agrigento e l'affidamento dell'appalto per la realizzazione di una biblioteca digitale a un operatore economico privo di competenze in materia, fratello di un alto prelato". Subito dopo la notizia dell'inchiesta, il governo di Renato Schifani ha nominato commissario straordinario del Cefpas Gianluigi Amico, dirigente della Regione e attuale segretario della giunta.






