Stretto di Hormuz chiuso: petrolio e gas in rialzo, rischio rincari e stop ai trasporti
Fallite le trattative Usa-Iran, i prezzi dell'energia volano. L'Unem avverte: benzina e gasolio destinati a salire. Camionisti pronti al blocco dei servizi.
L'essentiel
- La chiusura dello Stretto di Hormuz causa un balzo dei prezzi di petrolio e gas.
- L'Unem prevede rincari imminenti per i carburanti in Italia, mentre gli autotrasportatori minacciano uno sciopero per l'aumento dei costi del gasolio.
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Lo Stretto di Hormuz è un punto di passaggio cruciale per il commercio mondiale di petrolio e gas. La sua chiusura, a seguito di tensioni tra USA e Iran, sta causando un rapido aumento dei prezzi energetici globali.
Lo Stretto di Hormuz resta chiuso, e le quotazioni di petrolio e gas schizzano verso l'alto. I prezzi dei carburanti in Italia non si sono mossi. Ma l'Unem, l'associazione dei petrolieri, prevede che saliranno presto, sulla scia del greggio. I camionisti, di fronte all'aumento del gasolio, minacciano il blocco dei servizi: venerdì 17 si riuniranno per decidere.
Il petrolio Wti è arrivato oggi a 104,57 dollari al barile, con un aumento dell'8,28% per poi ripiegare leggermente. Il Brent è salito del 7,12%, a 102,03 dollari al barile. Quanto al gas, al Ttf di Amsterdam, ha fatto un balzo del 10,45%, arrivando a 48,2 euro al megawattora. Su questi rialzi pesa la mancata riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo il fallimento delle trattative Usa-Iran. Anche le borse europee risentono della ripresa dei venti di guerra.
I prezzi dei carburanti in Italia oggi sono stabili, dopo tre giorni di discesa. Il prezzo medio della benzina in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è 1,783 euro al litro, stabile rispetto alla rilevazione di ieri. Quello del gasolio è 2,160 euro al litro, in leggerissima discesa. Ma col rialzo del greggio, anche benzina e gasolio sono destinati a rincarare presto.
Per Gianni Murano, presidente dell'Unem, i prezzi dovranno tornare a salire. Murano non vede il rischio di non avere più carburante alle pompe: "Per aprile e maggio le coperture sono garantite. Dopo, il petrolio si dovrebbe trovare, anche con lo Stretto di Hormuz chiuso, e la produzione nazionale di raffinati è sufficiente a coprire la domanda".
La vera emergenza è il carburante per gli aerei, il jet fuel. La metà di quello che consumano Ue più Regno Unito viene raffinato nel Golfo. L'Europa ha chiuso 35 raffinerie e deve importarne il 50%. "Per aprile e maggio siamo coperti - dice Murano -. Dopo non sappiamo".
Gli autotrasportatori intanto continuano a protestare per le tariffe aumentate del gasolio. L'intera categoria, annuncia Unatras, è orientata verso il blocco dei servizi. Venerdì 17 aprile il Comitato esecutivo nazionale di Unatras sarà chiamato a pronunciarsi sul fermo dei servizi. I camionisti chiedono credito d'imposta e dilazione di 6 mesi dei contributi fiscali e previdenziali.
Anche dalla Regione Lombardia trapela preoccupazione. Fonti regionali dichiarano all'ANSA che dall'inizio della guerra in Ucraina poco è stato fatto, dalla commissione europea e dal governo nazionale, per evitare la speculazione sui costi dell'energia.
À surveiller
Perspective IA — des possibilités, pas des certitudes
Aumento dei prezzi alla pompa in Italia nei prossimi giorni
Très probable · En quelques jours
Possibile sciopero nazionale degli autotrasportatori
Probable · En quelques semaines
Questions ouvertes
- Quali misure concrete adotterà il governo italiano per mitigare l'aumento dei costi?
- Come risponderà la comunità internazionale alla chiusura dello stretto?






