Studente transgender discriminato al Liceo Aristofane: docente rifiuta nome e pronomi maschili
Flc Cgil Roma Est Valle dell'Aniene esprime solidarietà e chiede alla dirigenza scolastica di tutelare i diritti dello studente e adottare la 'carriera alias'
L'essentiel
- Uno studente transgender del Liceo Aristofane di Roma sarebbe stato discriminato da una docente che da mesi si rifiuta di chiamarlo con il nome maschile e di usare i pronomi maschili richiesti.
- Il ragazzo ha fatto coming out lo scorso ottobre.
- La Flc Cgil Roma Est Valle dell'Aniene ha espresso solidarietà e chiesto alla dirigenza scolastica di garantire i diritti degli studenti in transizione e di adottare la 'carriera alias'.
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Pourquoi c'est important
La questione dei diritti delle persone transgender a scuola è un tema delicato in Italia. La 'carriera alias' è uno strumento che consente di riconoscere formalmente il nome di elezione delle persone in transizione, ma non è ancora adottato in tutte le scuole. Il Ministero dell'Istruzione ha emanato linee guida in merito, ma l'applicazione rimane a discrezione delle singole istituzioni scolastiche.
Uno studente transgender del Liceo Aristofane di Roma sarebbe stato offeso e umiliato da una docente che si è rifiutata di chiamarlo con il suo nome e di riconoscerne l'identità di genere. A renderlo noto è la Flc Cgil Roma Est Valle dell'Aniene che nell'esprimere piena solidarietà allo studente e alla sua famiglia «sente l'urgenza di ricordare che la scuola deve essere un luogo di confronto e crescita, vero e proprio faro nella tutela dei diritti di ogni individuo dove l'educazione al rispetto dell'altro è elemento fondativo. Deve essere, soprattutto, uno spazio inclusivo, capace di promuovere e difendere la dignità di tutte e tutti».
«Sta soffrendo ogni giorno, da mesi, per una professoressa che si rifiuta di usare i pronomi maschili e di chiamarlo con il nome che ha chiesto di utilizzare», spiega la mamma del ragazzo a Fanpage. Lo scorso ottobre il giovane ha fatto coming out e ha chiesto di essere chiamato con un nome maschile a scuola. «Noi, la sua famiglia, gli siamo sempre stati accanto», dice ancora la madre.
Per la Flc Cgil «è compito della dirigenza scolastica garantire la tutela dei diritti delle studentesse e degli studenti in transizione, assicurando un ambiente sereno e rispettoso, nel quale siano pienamente riconosciute dignità, identità e privacy, evitando qualsiasi forma di misgendering. Il comportamento della docente contribuisce invece ad alimentare un clima di esclusione e discriminazione, in aperta contraddizione con i principi di uguaglianza e rispetto che la scuola è chiamata a promuovere».
Al Liceo Aristofane non è stata introdotta la 'carriera alias', strumento che consente di riconoscere formalmente il nome di elezione delle persone in transizione. «Ci impegniamo a promuovere, anche insieme ai nostri iscritti, ogni iniziativa utile affinché tale misura venga adottata nel più breve tempo possibile», conclude il sindacato.
Questions ouvertes
- Qual è stata la risposta ufficiale della dirigenza scolastica del Liceo Aristofane?
- La docente è stata oggetto di procedimenti disciplinari?
- Quanti altri studenti hanno richiesto la 'carriera alias' nella scuola?






