Studio: Politiche sulla cannabis, depenalizzazione non aumenta consumo, mercati liberi sì
L'essentiel
- Uno studio analizza l'evoluzione delle politiche sulla cannabis in 25 anni.
- La depenalizzazione e i modelli regolamentati non hanno mostrato aumenti di consumo, mentre i mercati commerciali in USA e Canada hanno visto crescere consumi, dipendenza e psicosi.
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Pourquoi c'est important
Uno studio ha analizzato l'evoluzione delle politiche sulla cannabis negli ultimi 25 anni, mettendole in relazione con consumi, dipendenza e disturbi psichiatrici.
Lo studio
L'analisi ha esaminato l'evoluzione globale delle politiche sulla cannabis nell'arco di un quarto di secolo, mettendone in relazione i cambiamenti con le variazioni nei consumi, nei tassi di dipendenza e nell'insorgenza di altri disturbi psichiatrici. Oggi le regole spaziano dal divieto assoluto alla legalizzazione completa e commercializzata. Secondo i coautori Tom Freeman e Rachel Lees Thorne, entrambi del Dipartimento di Psicologia di Bath, i risultati mostrano come approcci diversi producano effetti distinti.
Depenalizzazione e modelli controllati
Nei Paesi che hanno scelto la sola depenalizzazione i ricercatori non hanno rilevato prove significative di un aumento del consumo. Lo stesso vale per i modelli di legalizzazione fortemente regolata, come quello dell'Uruguay, primo Paese al mondo a legalizzare. Lì gli adulti possono accedere a una gamma limitata di prodotti — con tetti di potenza — attraverso le farmacie, i cannabis social club o l'autocoltivazione: un assetto controllato in cui i consumi sono rimasti pressoché stabili.
I mercati commerciali: Usa e Canada
Diverso il quadro in molti Stati americani e in Canada, dove la cannabis è venduta legalmente su mercati ormai consolidati e orientati al profitto, che ne hanno ampliato la disponibilità. In questi contesti il consumo è cresciuto, così come la potenza dei prodotti e i tassi di dipendenza tra gli adulti, con persone che faticano a smettere nonostante le ricadute negative sulla vita quotidiana. Negli Stati Uniti i consumatori giornalieri di cannabis sono oggi più numerosi di quelli di alcol. All'aumento dei consumi si sono accompagnati una crescita della dipendenza e dei ricoveri per psicosi, in alcuni casi manifestatasi insieme alla dipendenza stessa.
"Conta il tipo di cambiamento, non se cambiare"
"In un panorama globale in rapida evoluzione, è sempre più importante chiedersi come cambieranno le politiche, piuttosto che se cambieranno affatto. Il tipo di cambiamento politico è fondamentale", ha affermato Freeman. Il tema è attuale anche nel Regno Unito, dove la cannabis resta una droga controllata di classe B, con pene fino a cinque anni di reclusione per il possesso. Un rapporto del 2025 della London Drugs Commission, voluto dal sindaco Sadiq Khan e intitolato The Cannabis Conundrum, ha proposto di depenalizzarne il possesso per uso ricreativo, spostando la gestione del fenomeno dall'ambito penale a quello sanitario.
Questions ouvertes
- Quali saranno le prossime mosse del Regno Unito?
- Quali altri Paesi seguiranno l'esempio dell'Uruguay?
- Quali sono le implicazioni a lungo termine sulla salute mentale?






