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The Evolution of Italian Beach Resorts: From Thermal Spas to Seaside Leisure
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Sky TG2423.05.2026Travel3 dk okumaItaly

The Evolution of Italian Beach Resorts: From Thermal Spas to Seaside Leisure

L'essentiel

  • Italian beach resorts evolved from thermal spas in the late 1700s to seaside destinations focused on thalassotherapy.
  • Viareggio pioneered the modern era in 1823, followed by Venice, Rimini, Genoa, Mondello, Senigallia, and Alghero, transforming seaside locations into hubs for leisure and luxury.

Résumé généré par IA

Pourquoi c'est important

Modern Italian beach resorts evolved from thermal spas, initially focusing on thalassotherapy for health issues. Between the late 1700s and early 1800s, these establishments moved to the seaside, becoming popular with aristocracy.

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I moderni stabilimenti balneari nascono come evoluzione degli stabilimenti termali, come ad esempio quelli dell’area di Montecatini. Solo in un secondo momento, tra la fine del 1700 e l’inizio del 1800, si spostarono in riva al mare, ma si trattava comunque di luoghi pensati più che altro per la talassoterapia: si curavano problemi respiratori, reumatici e circolatori, oltre che stati nevrotici e depressivi. Si ricordano ad esempio i Bagni Baretti di Livorno, inaugurati nel 1781. L’abitudine di passare i mesi più caldi in queste strutture prese piede inizialmente tra l’aristocrazia inglese e francese.

Ad aprire quella che possiamo definire l’era vera e propria degli stabilimenti balneari in Italia è stata Viareggio, in Toscana. Qui, nel 1823 nacque ad esempio il Bagno Dori, aperto ancora oggi. Poi, intorno al 1827-1828, furono costruite altre strutture adiacenti alla spiaggia, o direttamente su palafitte nel mare, come i Bagni Nereo. Erano presenti passerelle e cabine, con aree divise tra quelle per gli uomini e quelle per le donne. Frequentarli era ancora comunque appannaggio di nobili e aristocratici, italiani e non.

Nel 1840, tornando a Livorno, aprono i Bagni Pejani, oggi conosciuti come lo stabilimento Onde del Tirreno, meta preferita di tutta l’alta aristocrazia toscana. Quelli erano comunque gli anni in cui tutta la città era in fermento: si costruivano i primi grandi stabilimenti sul litorale.

Per l’exploit della vocazione balneare della zona di Venezia bisogna aspettare ancora qualche anno. È il 1857 quando viene costruito al Lido il primo stabilimento organizzato, sull’area di spiaggia naturale conosciuta come “Fisola”: quell’anno nasceva lo Stabilimento Bagni del Lido. Era l’inizio di una trasformazione che avrebbe attraversato i decenni a seguire. Nell 1908 aprì l’Hotel Excelsior Venice Lido Resort, poi il Grand Hotel des Bains. Il Lido di Venezia sarebbe diventato meta di lusso e simbolo della Belle Époque.

Rimini è tra le prime mete balneari a spingere la trasformazione dello stabilimento da luogo di cura a luogo di svago. Il Kursaal, inaugurato nel 1870, ne fu l’esempio più calzante: una sorta di “palazzo di divertimento” costruito sul mare, collegato alla spiaggia nei mesi caldi. Qui si tenevano balli ed eventi mondani, c’erano sale da tè e terrazze panoramiche. Un altro luogo chiave per la Belle Époque.

All’inizio del ‘900 anche la città di Genova inizia a pensare al mare anche come uno spazio ricreativo e non più solo come una risorsa portuale e produttiva. La borghesia si appassiona alla cultura del bagno al mare e, da un’idea del figlioccio di Giuseppe Garibaldi (Giuseppe Garibaldi Coltelletti), viene costruito il Lido, nella zona tra la Foce e Boccadasse. Il progetto è imponente e segna un nuovo sviluppo nella storia della balneazione, con terrazza semicircolare in discesa sul mare, rotonde nell’acqua, una grotta e un teatro. Di lì passeranno prima Gabriele D’Annunzio e Filippo Tommaso Marinetti, poi Mike Bongiorno e Pippo Baudo. Negli anni ’50 si organizzava anche il concorso di Miss Lido, vinto – tra le altre – da un’ancora sconosciuta Sophia Loren.

Non tutti sanno che la spiaggia di Mondello, a nord di Palermo, un tempo era una temuta zona malarica, bonificata verso la fine dell’800. Verso il 1911 lì si iniziò a costruire quello che poi divenne l’Antico Stabilimento Balneare di Mondello, uno dei primi e più illustri esempi di stile Liberty in Sicilia. Il progetto era maestoso e comprendeva una struttura a palafitte sul mare, impreziosita da decorazioni floreali e dalle linee sinuose, con grandi saloni e terrazze. Di fatto segnò la nascita del turismo balenare in tutta l’Isola.

Simbolo della civiltà balneare italiana è anche La Rotonda a Mare di Senigallia, struttura architettonica razionalista di Enrico Cardelli, costruita direttamente sul mare, inaugurata nel 1933. Anche questo è un ibrido: luogo di eventi e concerti, piattaforma circolare su palafitte, con passerelle collegate alla spiaggia ed edificio centrale sospeso.

Anche il lido di Alghero nacque, nel 1934, su una spiaggia che a lungo fu soltanto una desolata landa malarica. Fu la prima struttura nella zona della Sardegna settentrionale che prevedeva più edifici, in muratura, pensati per la balneazione e lo svago, con cabine, alloggi, negozi, bar e ristorante.

Questions ouvertes

  • What specific economic factors contributed to the shift from health-focused to leisure-focused resorts?
  • How did the social demographics of beach resort visitors change over time beyond the initial aristocratic phase?
  • What were the architectural influences on the early seaside establishments?
  • What was the impact of these developments on local communities and economies?

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This article was originally published by Sky TG24.

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