TikToker acquitted over 'mass reviews' videos
L'essentiel
- A TikToker has been acquitted of charges of offending a religious confession through his viral videos reviewing masses.
- The court ruled that while the content was irreverent, it lacked the specific intent to offend, classifying it as social parody and pop satire.
Résumé généré par IA
Pourquoi c'est important
A TikToker faced charges for his viral videos reviewing masses, which used metaphors from football, Harry Potter, wrestling, and gaming. The prosecution sought a penal decree for offenses against a religious confession.
Assolto “perché i fatti non sussistono”, poiché mancava “la volontà di offesa fine a se stessa”. Tira un sospiro di sollievo Taylor Ragazzini, il tiktoker i cui video di recensioni delle messe erano diventati virali nei mesi scorsi. La Procura di Ravenna aveva chiesto un decreto penale di condanna per offese a una confessione religiosa mediante vilipendio di persone e cose. Il gip Corrado Schiaretti lo ha invece assolto "perché i fatti non sussistono" stabilendo che in quelle recensioni realizzate con "metafore calcistiche, riferimenti alla saga di Harry Potter, al mondo del wrestling e del gaming", a mancare era stata "la volontà di offesa fine a se stessa". Il tenore dei video - si legge nella sentenza - "dimostra che l'autore non perseguiva lo scopo di disprezzare i credenti in quanto tali" ma quello "di costruire un contenuto di intrattenimento irriverente".
Preti “capi ultras”, fedeli come una “curva”: “E’ parodia sociale”
In totale, ricostruisce il Resto del Carlino che racconta la vicenda, erano stati sei i video, poi rimossi, finiti in procura dopo essere stati realizzati a inizio anno durante le funzioni liturgiche in varie chiese ravennati, Duomo compreso. La polizia giudiziaria aveva trascritto le espressioni più rilevanti: vedi il riferimento a un parroco come "capo ultras" e ai fedeli come "la curva"; un commento all'immagine di un papa storico descritto come "famoso wrestler: la sua mossa speciale è il salto della terza corda"; un commento all'effige di Padre Pio: "Tutto oleato, pronto per mister Olimpia"; un commento per San Cristoforo: "Faccia da appaltatore edile abusivo"; e una recensione alla comunione eucaristica: "Dal sapore, secondo me ho mangiato una parte di Gesù un po’...". Infine la valutazione dei riti espressa in punteggi numerici denominati "amen". "Il formato comunicativo - ha sottolineato il Gip - è quello della parodia sociale e della satira pop, non dello scherno fine a se stesso".
"Non è vilipendio ogni espressione irriverente contro la religione”
Per il giudice delle indagini preliminari, dunque, Ragazzini "ha evidentemente violato una antica regola" traducibile "in un remoto modo di dire: 'scherza coi fanti ma lascia stare i santi'". Tuttavia "non ogni espressione irriverente nei confronti delle immagini religiose integra il vilipendio in senso penale". Cioè "tenere a vile" ovvero "manifestare offesa volgare e grossolana con carattere di dileggio, derisione e di- sprezzo". Nel caso del tiktoker ravennate, si tratta di "un effetto di straniamento umoristico fondato sul contrasto tra sacro e profano": paradossi comici basati su "caratteristiche esteriori delle immagini e non giudizi di valore denigratori per la religiosità dei fedeli".
Nel complesso per il giudice "sono battute di gusto certamente discutibile, ma non assurgono alla contumelia fine a se stessa". Alla luce della inaspettata sentenza pronunciata sulla base dell'articolo 129 del codice di procedura penale, il 31enne al Carlino si è detto molto soddisfatto: "Viva la giustizia italiana, sono un suo grande fan!"
Questions ouvertes
- Will similar cases be judged with the same criteria?
- What is the line between satire and offense?






