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UE: flessibilità fiscale per transizione energetica e difesa
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UE: flessibilità fiscale per transizione energetica e difesa

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La Commissione europea ha aperto alla possibilità che gli Stati membri, all’interno della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, ricorrano a una "flessibilità fiscale limitata" per affrontare le sfide della crisi e della transizione energetica. Il meccanismo, formalizzato oggi dalla Commissione a margine delle Raccomandazioni ai Paesi, è stato spiegato in una conferenza stampa da Valdis Dombrovskis: il commissario Ue all'Economia ha confermato la possibilità di flessibilità anche per l’energia, sottolineando che si potrà ampliare l'uso della Clausola nazionale della difesa per l'1,5% del Pil in quattro anni includendo al suo interno investimenti fino allo 0,6% massimo nel triennio 2026-2028. Ma ha sottolineato che ci sono dei paletti. Ad esempio: la flessibilità vale non solo per investimenti in senso stretto, come ad esempio misure di sostegno alle famiglie, ma non vale per tagli alle accise e altre iniziative che incoraggino i combustibili fossili. "Sono soddisfatto, la Commissione ha recepito le nostre proposte", ha commentato il ministro dell'Economia e delle finanze italiano Giancarlo Giorgetti.

Come funziona

“Proponiamo una flessibilità fiscale limitata per affrontare le sfide della crisi energetica. Consiste nell'estendere l'ambito di applicazione della Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa, includendo anche misure che accelerino la transizione e l'uscita dalla dipendenza dai combustibili fossili", ha detto Dombrovskis in conferenza stampa. E ha aggiunto: "Nello specifico, proponiamo la possibilità di usare fino allo 0,3% del Pil all'anno nel 2026, 2027 e 2028 per misure che rafforzino la resilienza strutturale del sistema energetico" con "un limite cumulato pari allo 0,6% del Pil nell'arco dei 3 anni".

Le precisazioni di Dombrovskis

"Non sarà possibile utilizzare lo 0,3% del Pil ogni anno per tre anni consecutivi”, ha precisato Dombrovskis in merito all'estensione dell'uso della Clausola per la difesa. “Il limite complessivo sull'intero periodo resta pari allo 0,6% del Pil. Tutto questo rimane all'interno del limite esistente dell'1,5% del Pil previsto dalla Clausola nazionale di salvaguardia per la difesa”, ha aggiunto. E ha spiegato: “Abbiamo inoltre esaminato la situazione specifica degli Stati membri che hanno già utilizzato l'intera flessibilità dell'1,5% del Pil prevista dalla clausola per la difesa. Anche questi Stati membri potrebbero chiedere di utilizzare questa nuova flessibilità. Tuttavia, per essi sarebbe necessaria una valutazione aggiuntiva della sostenibilità del debito”.

“Non solo investimenti in senso stretto”

Dombrovskis, dopo l’annuncio dell'esecutivo Ue di estendere l'uso della Clausola di salvaguardia per la difesa all'energia, ha messo in chiaro anche altri paletti su come può essere usata la flessibilità. "Non stiamo parlando esclusivamente di investimenti in senso stretto. Parliamo anche di misure che accelerino la transizione lontano dai combustibili fossili. Possono quindi esserci misure di sostegno alle famiglie. Ma devono essere misure che aiutino ad abbandonare i combustibili fossili", ha spiegato. E ancora: "Nei diversi Stati membri esistono già vari schemi di sostegno. Alcuni sostengono l'acquisto di veicoli elettrici. Altri sostengono la sostituzione degli impianti di riscaldamento domestico, passando da petrolio e gas alle pompe di calore. Altri ancora sostengono l'installazione di pannelli solari nelle abitazioni. Oppure l'installazione di batterie per immagazzinare energia elettrica. È di questo tipo di misure che stiamo parlando. Si tratta di misure che possono certamente costituire un sostegno per le famiglie. Ma non un sostegno ai combustibili fossili". Quindi - gli è stato chiesto - niente tagli alle tasse sull'energia? "No", ha risposto Dombrovskis.

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Le considerazioni sull’Italia

Durante la conferenza, Dombrovskis ha parlato anche della situazione italiana. "Considerato il forte interesse dell'Italia per questa soluzione di flessibilità fiscale, posso presumere che sarà interessata a utilizzarla", ha detto. Poi, a chi gli ha chiesto se l’Italia potrà usare solo la flessibilità fiscale per l'energia o dovrà farlo anche per la difesa, ha risposto: "Gli Stati membri devono presentare domanda per la Clausola nazionale di salvaguardia. Quelli che hanno già richiesto la Clausola dovranno chiedere di estenderne l'ambito di applicazione. La Clausola non obbliga a fare nulla, fornisce semplicemente ulteriore flessibilità per fare determinate cose. Di conseguenza esiste la possibilità di richiedere questa estensione della clausola e utilizzare lo spazio fiscale disponibile per le misure energetiche entro i limiti previsti". E ancora: "È fondamentale che tutti gli Stati membri contribuiscano al rafforzamento delle capacità europee di sicurezza e difesa. Per questo motivo la Clausola nazionale di salvaguardia è stata originariamente concepita. Ma, ancora una volta, la clausola in sé non prescrive alcun comportamento, fornisce semplicemente flessibilità".

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This article was originally published by Sky TG24.

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