Bimba morta a Bordighera: maltrattamenti aggravati dalla morte, i genitori accusati
Emanuela Iannello ed Emanuel Iannuzzi sono accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della piccola Beatrice, due anni, a lungo sottoposta a quelli che gli inquirenti descrivono come "abusi atroci". Per la donna non è escluso anche il reato di abbandono di minore: spesso lasciava da sola Beatrice insieme alle due sorelle più grandi, sette e nove anni
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Emanuel Iannuzzi si è avvalso della facoltà di non rispondere nel suo interrogatorio di garanzia davanti al gip di Imperia per l'omicidio della piccola Beatrice, la figlia di due anni della compagna, Emanuela Aiello. Anche lei è in stato di detenzione: sarà sentita nel pomeriggio. Entrambi devono rispondere delle accuse per concorso in maltrattamenti aggravati dalla morte. Aiello si trova in carcere già dallo scorso 9 febbraio, quando era stata accusata di omicidio preterintenzionale in concorso per la morte della piccola, contestazione poi mutata, mentre Iannuzzi è stato arrestato a fine maggio. Beatrice è morta nella notte tra l'8 e il 9 febbraio, nella sua casa a Bordighera, Imperia.
I legali di Iannuzzi: "Continua a dichiararsi assolutamente innocente"
Iannuzzi, hanno spiegato i suoi avvocati, Maria Gioffrè e Cristian Urbini, “continua a dichiararsi assolutamente innocente e avrebbe voluto rendere le proprie dichiarazioni" nell’interrogatorio, ma per ora è stata scelta la linea difensiva di non rispondere alle domande perché i legali non sono ancora a conoscenza del materiale esatto in possesso dei pm. Sui video e sul materiale che sarebbe stato estratto dai telefoni cellulari, i difensori precisano che a oggi "non abbiamo ancora avuto quei video, tutti ne parlano, ma la difesa non li ha visti e non ne è materialmente in possesso: non possiamo quindi tenere una linea difensiva né esprimere un'opinione su elementi che sono stati indicati come prove schiaccianti ma che allo stato non ci sono ancora stati consegnati". Quanto alle accuse mosse al loro assistito, i legali ribadiscono la linea di prudenza: "Quelle sono le accuse sostenute dalla Procura sulla base di elementi che noi, a oggi, non abbiamo ancora potuto esaminare. Abbiamo solo l'ordinanza. La prova si forma nel contraddittorio e, prima di valutare qualunque elemento, dobbiamo avere pieno accesso agli atti".
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Per Aiello non è escluso il reato di abbandono di minore
Nuovi dettagli su quanto successo emergono dalla relazione dei servizi sociali finita negli atti d’indagine, grazie alle testimonianze delle altre due figlie di Aiello, di sette e nove anni. Da quanto la madre, 44 anni, aveva iniziato a frequentare il nuovo compagno, 42, venivano spesso lasciate da sole nella loro casa. Non è escluso che la madre possa dover rispondere anche il reato di abbandono di minori. "Bambine adultizzate", scrivono gli assistenti sociali per le due figlie più grandi: erano loro che accudivano Beatrice (quando riuscivano), pulivano casa, andavano a scuola con buon profitto.
Il padre biologico di Beatrice: "Procura contesti omicidio volontario"
Mario Ventimiglia, legale di Maurizio Rao, padre biologico di Beatrice, dice di augurarsi che la Procura "possa contestare quantomeno allo Iannuzzi l'omicidio volontario della bambina", perché "picchiare una bambina di due anni non è la stessa cosa che picchiare un adulto: se si colpisce con ferocia e crudeltà una bambina così piccola, non si può pensare di non causarne la morte". L'avvocato ha poi fatto sapere che Aiello continua a negare di essere responsabile della morte della figlia. "Non sono stata io", avrebbe detto all'ex compagno durante un'udienza, già calendarizzata prima dei fatti, per l'affidamento delle altre due bimbe.
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Le violenze sulla piccola
Beatrice è morta nella notte tra l’8 e il 9 febbraio, dopo essere stata colpita più volte con un oggetto contundente ancora non identificato. Per giustificare lividi e tumefazioni, la coppia aveva raccontato agli inquirenti di una caduta, ma questa versione dei fatti era apparsa subito poco credibile. Nell’ordinanza del gip si legge che la bimba veniva continuamente sottoposta a continue violenze fisiche. Due giorni prima di morire, una coppia di amici l’aveva vista con segni di percosse sul corpo, a letto. Le altre due figlie della donna, sentite in audizione protetta, hanno raccontato vari episodi in cui hanno chiesto tra le lacrime sia alla mamma che al suo compagno di portare la sorellina in ospedale, ma sono sempre state zittite. Nel telefono dell’uomo, descritto “di indole crudele”, sono stati trovati foto e video che testimoniano i maltrattamenti su Beatrice. Tra questi anche un’occasione in cui l’hanno obbligata a fumare hashish.
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