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Arctic Icebergs Increase, Altering Seabed and Posing New Risks
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Arctic Icebergs Increase, Altering Seabed and Posing New Risks

Hızlı Bakış

  • A study in Nature reveals a significant increase in Arctic icebergs since the early 2000s, driven by climate change.
  • These icebergs transport debris, altering marine habitats and potentially impacting fishing and shipping routes.

Yapay zekâ özeti

Neden Önemli?

A study published in Nature indicates a significant increase in Arctic icebergs since the early 2000s, attributed to climate change. These icebergs carry debris that alters marine habitats and poses risks to navigation and fishing.

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Mai, come in questo caso, l’espressione “la punta dell’iceberg" per raccontare un cambiamento in atto difficile da osservare e che nasconde rischi futuri è tanto azzeccata. Uno studio appena pubblicato su Nature ci dice infatti proprio questo: dall’inizio degli anni Duemila il numero di iceberg dell’Artico è vertiginosamente aumentato e questo sta portando ad una alterazione dei fondali marini e nuovi rischi per il Pianeta. La causa è ancora una volta la crisi del clima che con le temperature a rialzo impatta sulla destabilizzazione dei grandi ghiacciai, come quelli della Groenlandia nord-orientale o di alcune aree dell’Artico russo.

Le alterazioni

Ghiacciai che contengono da millenni detriti, rocce, sedimenti ed elementi di vario tipo. Quando però, nell’Artico che si surriscalda talvolta al triplo della velocità rispetto alla media di altre zone della Terra, avvengono distacchi e si creano nel tempo iceberg che vanno alla deriva, quest’ultimi diventano dei trasportatori di questi elementi che – con il tempo e lo scioglimento –rilasciano nelle profondità marine sedimenti creando in fondo al mare un substrato duro che diventa così nuovo habitat per la vita, alterando l’esistenza delle comunità di specie presenti nelle profondità marine.

A raccontarci questo cambiamento su Nature è uno studio condotto da un team di ricerca guidato dall'Istituto Alfred Wegener e dalla Woods Hole Oceanographic Institution. Gli esperti spiegano inoltre come la crescita della presenza di iceberg stia impattando anche su pesca e traffico marino. In particolare i ricercatori sono rimasti sorpresi però da quello che hanno osservato cinque anni fa e che ci raccontano ora nei dettagli della pubblicazione.

I detriti quasi neri

In una spedizione nello stretto di Fram la dottoressa Melanie Bergmann, biologa presso l'Istituto Alfred Wegener Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (AWI), ha cominciato a notare qualcosa di insolito mentre sorvolava in elicottero una serie di iceberg. "Alcuni iceberg trasportavano quantità insolitamente grandi di detriti e dall'alto apparivano quasi neri”, ha spiegato. Così hanno raccolto campioni delle rocce presenti sugli iceberg, “tonnellate di roccia che stavano andando alla deriva nell'Oceano Artico, a centinaia di chilometri di distanza da qualsiasi ghiacciaio”. Successive indagini hanno portato a scoprire che, anche a oltre 2.500 metri di profondità, si potevano osservare accumuli di quelle pietre sui fondali marini.

La biodiversità negli abissi marini

“Dove prima c'erano solo pietre isolate di varie dimensioni, ora troviamo accumuli molto più grandi, spesso in piccoli gruppi. E con ogni nuova pietra, si crea un insediamento permanente sul fondale marino: spugne, anemoni e altri animali che prediligono substrati duri possono insediarsi lì. Di conseguenza, la biodiversità negli abissi marini sta aumentando e la vita nei fondali cambia” afferma Kirstin Meyer-Kaiser, scienziata del Woods Hole Oceanographic Institution (Whoi). Nei dettagli di questa analisi mancava però una risposta: ciò è possibile a causa di un aumento del numero di iceberg presenti?

Il clima che cambia

Attraverso un approccio interdisciplinare, che ha combinato glaciologia, oceanografia e biologia, sono state analizzate osservazioni di 40 anni lungo lo stretto di Fram scoprendo appunto come dai primi anni 2000 ci sia stato “un numero sempre maggiore di iceberg che ha attraversato lo stretto e in gruppi sempre più numerosi: un'indicazione che il deposito di pietre segue uno schema sistematico legato al clima che cambia”.

L’impatto della crisi climatica è stato poi mostrato attraverso simulazioni che mostrano come gli iceberg, in banchi di ghiaccio sempre più dinamici e in ritirata, sono trasportati più velocemente verso il deflusso artico dove hanno maggiore contatto con l'acqua libera che a sua volta ne accelera lo scioglimento.

Maggiori rischi per navigazione e pesca

Allo stesso tempo la crescente presenza di iceberg comporta poi anche maggiori rischi per la navigazione e la pesca. "Ad esempio per le navi da crociera e le navi mercantili, che viaggiano in numero sempre maggiore tra i ghiacci o vicino al loro margine, nonché per le attività di esplorazione di petrolio e gas” ricorda Thomas Krumpen aggiungendo che “con lo spostamento della pesca verso nord, i massi depositati di recente in aree meno profonde potrebbero rappresentare un rischio anche per la pesca a strascico sul fondo in futuro”.

Ma come spiega a Repubblica l’esperto glaciologo Massimo Frezzotti, ex presidente del Comitato Glaciologico italiano, “ormai con le nuove tecnologie e i radar non siamo certo più a livello del Titanic. Possiamo riuscire a navigare insomma. Il vero problema è che la Groenlandia come l’Antartide si stanno riducendo sempre di più: l’aumento degli iceberg porta così ad addolcire le acque oceaniche con un probabile riduzione della circolazione marina di cui dovremo studiare rischi ed effetti”.

L’innalzamento del mare

Inoltre secondo Frezzotti “il surriscaldamento globale sia dell’atmosfera che dell’oceano portano a sciogliere gli iceberg molto velocemente, soprattutto la parte più bassa che contiene i sedimenti. Questo non sappiamo come impatterà ma è certo che, per esempio come sta avvenendo con la fusione della Groenlandia, comporterà anche l’innalzamento del mare che innesca una serie di pericolose concause”.

In generale, tutti questi risultati, come l’aumento della presenza di iceberg sul Pianeta, sottolineano le strette interconnessioni tra i processi sulla terraferma e quelli nelle profondità marine ricordandoci come le nostre attività antropiche e le emissioni climalteranti possano incidere direttamente su un sistema artico già estremamente sensibile al nuovo clima.

Bundan Sonra Ne Olabilir?

Yapay zekâ öngörüsü — kesinlik taşımaz

  • Continued increase in Arctic icebergs due to ongoing climate change.

    Çok muhtemel · Uzun vadede

  • Further alteration of marine habitats and biodiversity in the Arctic seabed.

    Muhtemel · Orta vadede

  • Increased risks and potential disruptions for shipping and fishing in Arctic waters.

    Muhtemel · Orta vadede

Açık Sorular

  • What are the long-term consequences of altered seabed habitats on marine biodiversity?
  • How will the increased presence of icebergs specifically impact different types of fishing operations?
  • What are the precise risks to oil and gas exploration activities in the Arctic?
  • What are the projected impacts on global ocean circulation due to melting icebergs?

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Bu haber ilk olarak şurada yayınlandı: Repubblica Cronaca.

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