Bolivia: La Paz sotto assedio, migliaia di agenti presidiano la capitale
Hızlı Bakış
- La Paz, Bolivia: Migliaia di agenti presidiano la capitale dopo scontri.
- Eretto mandato d'arresto per il leader sindacale Mario Argollo.
- Manifestanti chiedono dimissioni del presidente Rodrigo Paz.
Yapay zekâ özeti
Dopo un intenso lunedì di scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, la capitale della Bolivia, La Paz, si è risvegliata oggi presidiata da migliaia di agenti che hanno nuovamente eretto barricate a difesa della Plaza Murillo, dove si affaccia sia l'antica sede del governo - l'emblematico Palacio Quemado - che quella del Parlamento.
In tale contesto si moltiplicano gli appelli al dialogo per allentare una tensione arrivata a livelli altissimi nelle ultime ore, con il governo che ha emesso un mandato di arresto nei confronti di uno dei leader della protesta, il capo della Centrale operaia boliviana (Cob), Mario Argollo e i manifestanti che insistono nel chiedere le dimissioni del presidente Rodrigo Paz. "Faccio appello a tutti gli attori politici, appartenenti a diversi gruppi sociali, affinché cessino una volta per tutte queste misure violente, perché la gente sta soffrendo", ha dichiarato il segretario della Conferenza episcopale (Ceb), Giovani Arana, che pure ha criticato "l'intransigenza dei gruppi radicali che guidano la protesta".
Secondo quanto riferisce il dipartimento di Polizia di La Paz è prevista anche per oggi la realizzazione di picchetti di protesta nei principali accessi alla capitale e l'arrivo di cortei nel centro della città, mentre gli agenti schierati saranno 2.500. Il comandante della Polizia nazionale, Mirko Sokol ha avvertito da parte sua che le autorità agiranno con maggiore decisione per prevenire ulteriori violenze. "Abbiamo ricevuto segnalazioni di nuovi cortei diretti in città, ma questa volta agiremo in modo diverso", ha dichiarato.







