Dell'Utri e Ratti a processo a Milano per presunte donazioni da 42 milioni a Berlusconi
La difesa: 'Vicenda già esaminata da sei autorità giudiziarie, inclusa due volte la Cassazione, che ha escluso trasferimenti fraudolenti'
Hızlı Bakış
- Marcello Dell'Utri e Miranda Ratti sono stati mandati a processo a Milano per presunte donazioni di circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi.
- Per via della prescrizione su alcuni bonifici, la somma è scesa a 10 milioni e 840 mila euro, sotto sequestro.
- La difesa sottolinea che la stessa vicenda è già stata esaminata da sei diverse autorità giudiziarie, inclusa due volte la Cassazione, che ha escluso trasferimenti fraudolenti.
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Marcello Dell'Utri, storico collaboratore di Silvio Berlusconi, è già stato condannato in via definitiva per concorso in associazione mafiosa. La presente vicenda riguarda presunte donazioni per circa 42 milioni di euro ricevute da Berlusconi, già esaminate da sei autorità giudiziarie diverse.
"Confidiamo di dimostrare l'assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento". Così gli avvocati Francesco Centonze e Filippo Dinacci e Tullio Padovani e Lodovica Beduschi, difensori rispettivamente di Marcello Dell'Utri e Miranda Ratti, mandati a processo oggi a Milano per la vicenda delle presunte donazioni per circa 42 milioni di euro, in otto bonifici, ricevute da Silvio Berlusconi. Somma che, per via della prescrizione su alcuni degli otto bonifici, è scesa a 10 milioni e 840 mila euro, somma sotto sequestro. "Con riferimento al rinvio a giudizio, - si legge in una nota - si rileva che la medesima vicenda è già stata esaminata, negli stessi termini, da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di somme di denaro da parte della sig.ra Ratti e del dott. Dell'Utri".
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- Quali erano le modalità specifiche dei bonifici?
- Per quali bonifici è intervenuta la prescrizione?
- Quali nuovi elementi giustificano il rinvio a giudizio dopo i pronunciamenti della Cassazione?






