Diga del Brugneto: scontro tra Genova e l'Emilia Romagna per la gestione dell'acqua
Hızlı Bakış
- Genova e l'Emilia Romagna in disputa per la gestione della diga del Brugneto.
- L'Emilia Romagna chiede più acqua per l'agricoltura, Genova teme razionamenti per i suoi cittadini.
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La diga del Brugneto, che fornisce acqua potabile a Genova e per irrigazione a Piacenza, è al centro di una disputa per il rinnovo della concessione trentennale dopo 60 anni di gestione concordata.
Scorrono acque agitate, lungo i versanti contrapposti della Val Trebbia, dove boschi, fiumi (e laghi) dell’Appennino ligure accompagnano in Emilia Romagna. In ballo, dopo 60 anni di gestione concordata, c’è infatti il rinnovo trentennale della concessione per la gestione e l’utilizzo della diga del Brugneto, il lago che dà da bere acqua potabile ai genovesi, e acqua per l’irrigazione ai piacentini, oltre i confini regionali. Una divisione basata sullo storico di decenni, che oggi però movimenta il confronto tra le parti in causa.
Da una parte la Regione Emilia Romagna, che chiede un aumento della quota di acqua ligure da destinare alle attività agricole della provincia di Piacenza, e avrebbe già il benestare della Regione Liguria, di fatto l’ente che assegna la concessione. E dall’altra il Comune di Genova, che fa capire di essere pronto a sfilarsi dal tavolo tecnico in corso se l’eventuale nuovo accordo dovesse penalizzare la distribuzione in città da parte di Iren, che di fatto lavora sull’acqua dell’invaso.
A dividere è una questione di numeri, ma non solo quelli. Il precedente contratto tra enti, in mezzo quelli regionali ma anche il Comune e la Città metropolitana di Genova, prevedeva ogni anno un rilascio in terra emiliana di 2,5 milioni di metri cubi d’acqua dei 25 complessivi contenuti nel Brugneto, con la possibilità di aggiunte ulteriori su richiesta. Sul rinnovo, atteso già da mesi, la discussione rischia di trasformarsi in una guerra dell’acqua.
Con l’Emilia Romagna che ha chiesto e sostanzialmente ottenuto dalla Regione Liguria l’aumento a «4 milioni garantiti, più altri 4 al verificarsi di condizioni favorevoli, che al momento ci sembrano assolutamente garantite», dice lo stesso governatore, il dem Michele De Pascale. E il Comune di Genova che contesta sia i termini dell’accordo già discusso dal presidente emiliano con quello ligure Marco Bucci, sia alcune condizioni della concessione storica. Ad esempio, il fatto che l’acqua arrivi nei campi della provincia di Piacenza senza il pagamento della minima spesa per il servizio né le manutenzioni degli impianti.
«La nostra richiesta è stata avanzata più volte ai tavoli tecnici e politici e condivisa in vari colloqui con Bucci, non ci sono ragioni tecniche per non garantire i 4 milioni, e gli altri 4 sarebbero condizionati ma stiamo parlando di numeri contenuti», continua De Pascale. Una soglia che in Regione Liguria effettivamente si considera accettabile, fa capire l’assessore competente Giacomo Giampedrone. Che tiene anche a precisare, però: «È chiaro però che la prima di ogni altra cosa sarà la linea della potabilità: in Liguria l’acqua la beviamo, a Piacenza va per campi, si cederà acqua in più solo se possibile». Un tentativo di evitare di fare della discussione in atto un caso, insomma.
A Genova, però, il messaggio del vicesindaco Alessandro Terrile è netto. «La diga del Brugneto serve ad assicurare acqua ai genovesi, ogni rilascio per uso agricolo in altri territori va vincolato alla disponibilità: non derogheremo a questo principio, che rischia di riportarci al rischio di razionamenti dell’acqua, e ci auguriamo di avere Regione al nostro fianco».
Una frecciata utile anche a chiarire la disponibilità alla cessione dell’acqua ma solo in caso di disponibilità, e tenere a bada le richieste d’oltre confine sul pressing di comitati agricoli e forze politiche emiliane, che in passato hanno già provati a avanzare la proposta di affidare la gestione della diga in mani ministeriali per “liberarla” dagli interessi liguri. Ma insieme, soprattutto, per far intendere il rischio che il confronto si possa trasformare in una battaglia giuridica sulle acque del Brugneto.
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- Quale sarà l'esito della negoziazione?
- La questione sfocerà in contenzioso legale?
- Quali saranno le conseguenze per i cittadini genovesi?






