Il Carabiniere più longevo d'Italia compie 109 anni: Guerino Patani, simbolo di dedizione e memoria
Il brigadiere in congedo celebrato a San Benedetto del Tronto con una telefonata del comandante generale Luongo
Hızlı Bakış
- Il brigadiere in congedo Guerino Patani, 109 anni, il carabiniere più longevo d'Italia, ha festeggiato il traguardo nella sua abitazione di San Benedetto del Tronto.
- Nato a Teramo nel 1936, ha servito l'Arma per tutta la vita, passando dalla Seconda Guerra Mondiale alla Resistenza romana fino al congedo nel 1970 a Grottammare.
- Il comandante generale Luongo ha definito Patani un autentico emblema dell'Arma.
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Guerino Patani rappresenta un caso unico in Italia: con i suoi 109 anni è il carabiniere più longevo del Paese. La sua storia attraversa quasi un secolo di storia italiana, dalla Seconda Guerra Mondiale alla Resistenza romana, fino alla costruzione dell'Italia repubblicana.
Il brigadiere in congedo Guerino Patani, il carabiniere più longevo d'Italia, ha festeggiato i suoi 109 anni nella sua abitazione di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno). Una giornata di grande emozione e solennità per l'Arma dei Carabinieri per il 109enne circondato dall'affetto dei familiari e dalla vicinanza dell'Istituzione che ha servito per tutta la vita.
Per celebrare il traguardo, anche una telefonata del comandante generale dell'Arma dei Carabinieri, generale di Corpo d'Armata Salvatore Luongo, che ha definito il Brigadiere Patani un autentico emblema dell'Arma. Il vertice dei Carabinieri ha fatto pervenire una lettera di auguri e una giberna in cristallo, simbolo della Benemerita.
A consegnare gli omaggi il comandante della Legione Carabinieri Marche, generale Nicola Conforti che ha portato anche gli auguri del Comandante Interregionale Carabinieri Podgora, generale di Corpo d'Armata Aldo Iacobelli.
Nato a Teramo nel 1917, Patani si arruolò giovanissimo nell'agosto del 1936. Durante la Seconda Guerra Mondiale operò come corriere militare, riuscendo a salvarsi dai bombardamenti sulle linee ferroviarie. Trasferito a Roma, visse gli anni più difficili del conflitto, sfuggendo al rastrellamento tedesco del 24 marzo 1944 e prendendo parte ad attività della Resistenza nella Capitale.
Nel dopoguerra proseguì la sua carriera fino all'arrivo nelle Marche. Nel 1963 fu destinato alla Stazione Carabinieri di Grottammare, dove prestò servizio fino al congedo nel 1970. In seguito contribuì alla fondazione della sezione locale dell'Associazione Nazionale Carabinieri.
Oggi, circondato dall'affetto della figlia Valeria, del genero Vito e dei nipoti e pronipoti, il brigadiere Patani continua a rappresentare un esempio di dedizione, memoria e senso dello Stato, simbolo vivente dei valori dell'Arma e della storia del Paese.






