Le pagelle dello scudetto dell'Inter, il 21esimo della storia nerazzurra
Analisi dettagliata delle prestazioni di tutti i giocatori nerazzurri nella stagione del titolo conquistato contro il Parma
Hızlı Bakış
- Pagelle complete della stagione dell'Inter, 21esimo scudetto della storia nerazzurra.
- Tra i migliori: Dimarco (8,5), Lautaro Martinez (8,5), Calhanoglu (8) e Akanji (7,5).
- Il capitano ha guidato la squadra verso il traguardo, mentre il turco si è rivelato decisivo nonostante i problemi fisici.
Yapay zekâ özeti
Neden Önemli?
L'Inter ha conquistato il suo 21esimo scudetto nella stagione 2025-2026, sotto la guida dell'allenatore Chivu. La squadra ha mostrato un rendimento altalenante nella prima parte di stagione, per poi decollare nel finale con Barella leader e Calhanoglu decisivo nonostante i problemi fisici.
SOMMER 5.5: una annata sottotono per il portiere svizzero. Quasi mai decisivo, spesso (come nel derby d'andata o con la Juve a Torino) è stato il punto debole nella squadra di Chivu. Non è bastata l'esperienza, è stato lontano dai picchi toccati nelle stagioni precedenti.
MARTINEZ 6: sembrava l'annata giusta per diventare titolare tra i pali, dopo un buon inizio non è stato così, complice quanto avvenuto fuori dal campo, l'investimento mortale di un anziano mentre in auto andava all'allenamento. Quando è stato chiamato in causa ha sempre risposto presente.
DE VRIJ 6: poche presenze, ma sempre solide. Non a caso, sono aumentate le possibilità di rinnovo.
ACERBI 6: spesso e volentieri se l'è cavata ancora con l'esperienza e la qualità in marcatura.
BASTONI 6,5: una annata lontana dagli standard a cui aveva abituato. E nel finale di campionato ha pagato l'aspetto psicologico, dopo il caos seguito alla simulazione che ha portato all'espulsione di Kalulu nel big match contro la Juventus.
AKANJI 7,5: subito fondamentale per le qualità tecniche ma anche per le doti atletiche, decisive per l'idea di alzare la linea difensiva. Mettendoci la testa anche in zona offensiva per un paio di gol rilevanti.
BISSECK 7: dopo gli errori della scorsa stagione, si è trasformato nel nuovo titolare con prestazioni d'alto livello e anche lui con dei gol pesanti.
DUMFRIES 7: inizio un po' al rallentatore, rispetto soprattutto alla versione straripante della stagione precedente. Poi il problema alla caviglia a novembre e l'operazione, che l'ha tenuto fuori fino addirittura a marzo. E quando è rientrato, si è vista la differenza: i due gol pesantissimi contro il Como lo dimostrano.
LUIS HENRIQUE 6: avvio timido, non è stato mai scintillante. Diventato titolare con continuità, complice lo stop di Dumfries, l'Inter ha fatto una striscia di 14 vittorie su 16, nonostante qualche errore di troppo.
DIMARCO 8,5: la stagione della definitiva consacrazione. I numeri parlano per lui: mai così tanti assist per un giocatore nella Serie A recente, mai così tante partecipazioni al gol in un singolo campionato. Anche quando la forma fisica è calata, con il suo mancino è stato arma fondamentale per il calcio di Chivu.
CARLOS AUGUSTO 6,5: a volte esterno a sinistra, a volte esterno a destra, a volte braccetto. Vice-Dimarco, vice-Bastoni e quest'anno anche, all'occorrenza, vice-Dumfries: il classico coltellino svizzero, utile in ogni posizione.
BARELLA 7: la media tra il 6 per la prima parte di stagione e l'8 per il rush finale, in cui si è vestito da leader per trascinare l'Inter verso il traguardo. Ha sempre distribuito assist durante l'annata, ma con prestazioni sottotono ed errori non da lui. Superata la delusione dell'eliminazione con l'Italia, però, si è rivisto nel finale il vero Barella.
CALHANOGLU 8: sembrava già con la valigia in mano, anche per un rapporto con lo spogliatoio che sembrava essere giunto alla fine. Invece è stato quantomai decisivo pur giocando meno del solito per problemi fisici. Implacabile in zona offensiva con gol e assist, in molte partite è stato anche il leader emotivo in campo.
ZIELINSKI 7,5: mezzala o regista poco importa, perché quest'anno il polacco ha messo in mostra la qualità per cui era stato acquistato. Il gol decisivo nel derby d'Italia contro la Juventus è la ciliegina sulla torta, perché è stato fondamentale, soprattutto in assenza di Calhanoglu.
MKHITARYAN 6: un po' come Acerbi, ci ha messo l'esperienza quando è servita. E ha festeggiato col secondo gol nella partita scudetto.
SUCIC 6,5: altalenante come solo un giovane proveniente dall'estero può essere, ha fatto comunque vedere lampi di altissima qualità, come la 'suolata' con cui ha segnato a inizio stagione contro la Fiorentina.
FRATTESI 6: una stagione contrassegnata da problemi fisici, che ne hanno limitato al minimo sia l'utilizzo che l'utilità in termini di contributo per l'Inter.
DIOUF 6: a lungo oggetto misterioso della campagna acquisti estiva, il francese si è visto solo in diversi spezzoni, in cui ha fatto vedere cose discrete.
THURAM 7,5: parte bene ma poi a lungo non si vede, resta senza segnare per oltre due mesi, quando si assenta Lautaro Martinez non riesce a fare la differenza. Poi, tutto d'un tratto, si ricorda di essere un bomber: gol pesanti soprattutto a Como, e quello che sblocca la partita scudetto col Parma.
LAUTARO MARTINEZ 8,5: capitano vero, esempio in campo e fuori. Non si tira mai indietro, anche quando c'è da dire le cose pubblicamente come in estate dopo il Mondiale per club. E porta il solito contributo di gol, cosa non da poco in un campionato in cui i bomber sembrano scomparsi.
BONNY 7: come Sucic, paga la giovane età per gli alti livelli. L'inizio è ottimo (tre gol nelle prime sette) e ottime prestazioni sia da subentrato che da titolare. Poi un po' si perde, ma il contributo numerico resta ottimo.
PIO ESPOSITO 7,5: timbra tutte le sue prime volte, dal primo gol con l'Inter fino alla prima rete in un big match, contro la Juventus. E poi nel finale, quando il pallone scotta, è lui che segna in partite complicate.
DI GENNARIO, DARMIAN sv.
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