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GeriMeloni polarizza il dibattito: opposizioni all'attacco sul Quirinale e legge elettorale
Meloni polarizza il dibattito: opposizioni all'attacco sul Quirinale e legge elettorale
Gelişiyor
ANSA Politica30.06.2026Siyaset3 dk okumaItaly

Meloni polarizza il dibattito: opposizioni all'attacco sul Quirinale e legge elettorale

Hızlı Bakış

  • Giorgia Meloni scatena le opposizioni con le sue uscite tv sul Quirinale e la legge elettorale.
  • Schlein e Conte denunciano un "premierato mascherato" e annunciano ricorso alla Consulta.
  • Il centrodestra punta a "ricompattarsi" e lanciare la campagna elettorale.

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"Polarizzare" il confronto. E "ricompattare" il centrodestra. Se tra i suoi si riassume così l'obiettivo perseguito da Giorgia Meloni con l'uscita in tv sul Colle, di sicuro l'effetto è già ottenuto nel campo avversario. Il giorno dopo quel "rompere il tabù" della destra al Quirinale scatena il "muro" delle opposizioni. Le interessa "solo il potere", tuona Elly Schlein chiamando all'unità il centrosinistra, a partire dal "muro" sulla legge elettorale sulla quale, assicura Giuseppe Conte, il fronte progressista è pronto al ricorso alla Consulta.

Mentre la sanità "è al collasso" e gli italiani "non si curano più", è il messaggio che spinge il Pd, la "priorità" di Meloni "è la legge elettorale, il potere, è il Quirinale", sintetizza la segretaria proprio da un palco ad hoc sulla riforma del sistema di voto, su cui sfilano i leader del centrosinistra per dire no a una legge che altro non è che un "premierato mascherato". A "tradire l'intenzione", sottolinea Schlein è proprio l'indicazione del premier (al deposito delle liste e del programma elettorale) previsto dalla riforma, con in palio la presidenza della Repubblica "non so se per lei o per Ignazio La Russa". O per il sottosegretario Alfredo Mantovano, che compare nelle prime indiscrezioni sul totonomi. Lui a un evento pubblico glissa, anche sull'ipotesi tra lui e Meloni a Palazzo Chigi in caso di trasloco della leader al Quirinale. E c'è chi malignamente, protetto dall'anonimato, è pronto a scommettere che il suo nome sia stato fatto circolare per bruciarlo in partenza. Tra i fedelissimi, comunque, in molti sono pronti a giurare che quello che sta a cuore alla premier sia non perdere, "prima volta nella storia", l'occasione per la destra di varcare il portone del Quirinale ma che non sia interessata per sé.

Ma c'è anche chi invece è convinto che l'idea non sia del tutto peregrina, perché le permetterebbe una "infilata di record", dopo la prima donna alla presidenza del Consiglio, la prima donna alla presidenza della Repubblica. O almeno a riuscire a portare per la prima volta un Capo dello Stato eletto dal destra. Esplicitare, in tv, la questione di cui tutti parlano già da mesi nei capannelli in Parlamento, serve a lanciare la campagna elettorale, è elemento "di forte richiamo" per l'elettorato oltre a servire, ammettono tra i suoi colonnelli, a indebolire il messaggio di Roberto Vannacci e a sostenere la strada del "voto utile". In questo schema certamente gioca un ruolo non secondario la legge elettorale, che la premier continua a volere fermamente portare a casa. Con la riforma, dalle urne esce "un risultato certo" e così, spiega usando la metafora calcistica un big di FdI, fa diventare le prossime elezioni "una finale. Chi vince alza la coppa, chi perde ci proverà la prossima volta".

Correndo il rischio, certo, che a perdere sia il centrodestra. Ma "meglio perdere che pareggiare", insistono i suoi. Nelle stesse ore in cui si infervora lo scontro politico, e il leader M5S propone di chiamare il progetto progressista "alleanza per la Costituzione", arrivando a preannunciare il ricorso alla Corte costituzionale se la riforma dovesse passare, i tempi per l'esame alla Camera potrebbero dilatarsi un po' più del previsto. La prossima settimana si preannuncia di fuoco per i trasporti, tra i lavori per la sostituzione di un cavalcavia nello snodo di Firenze e uno sciopero, tanto che la capigruppo, in programma domani pomeriggio, dovrebbe decidere per uno slittamento a quella successiva, di metà luglio. Il centrodestra sottolinea che è interesse anche degli avversari, che hanno tra l'altro un evento a Napoli proprio la prossima settimana. Dal centrosinistra dicono invece che sia il centrodestra ad "avere paura" di avere problemi di numeri in Aula, soprattutto se ci dovesse essere il voto segreto sulle questioni più delicate, come le preferenze. Fratelli d'Italia e Noi Moderati, che pure lo avevano preannunciato, non hanno ancora depositato emendamenti sul tema e gli sherpa in serata si riuniscono a via della Scrofa per provare a trovare una soluzione che possa portare a una proposta di modifica condivisa. Per tutto il giorno si vocifera anche di un possibile collegamento dei leader, ma alla seconda ora di riunione ancora non ce ne era traccia.

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