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Modena, Gip convalidato arresto per strage: aggressore in carcere
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Repubblica Cronaca19.05.2026Crime3 dk okumaItaly

Modena, Gip convalidato arresto per strage: aggressore in carcere

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  • Il Gip di Modena ha convalidato l'arresto di Salim El Koudri, l'uomo che ha investito otto persone.
  • L'aggressore è in carcere ma sarà sottoposto a osservazione psichiatrica.
  • Non ci sono elementi per ritenere che il gesto fosse legato alla sua patologia.

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Salim El Koudri ha investito otto persone con un'auto sabato pomeriggio a Modena. L'uomo, che soffre di un disturbo schizoide di personalità, è stato arrestato e la sua custodia in carcere è stata convalidata dal Gip. L'aggressore ha fornito i codici per accedere ai suoi dispositivi ma si è avvalso della facoltà di non rispondere.

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Il Gip di Modena ha convalidato l’arresto per strage e la custodia in carcere di Salim El Koudri, l’aggressore che con un auto ha falciato otto persone sabato pomeriggio: lui ha fornito i codici per accedere ai telefoni e agli altri device in suo possesso, ma pur collaborando si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Sarebbe ancora molto confuso, anche se comincia a dare risposte un po’ più precise, almeno al suo avvocato. Il legale che lo difende, Fausto Gianelli, ha chiesto che prima di fare qualsiasi altra cosa venga fatta una visita psichiatrica anche per curarlo. La Gip a questo proposito, nel convalidare l'arresto di Salim El Koudri, ha disposto anche che l'Amministrazione penitenziaria “sottoponga a un periodo di osservazione le condizioni psichiche dell'indagato, con l'eventuale trasferimento” in reparti specializzati, "da individuarsi a cura della medesima amministrazione", con comunicazione all'autorità giudiziaria. Ma nello stesso tempo - afferma la Gip Donatella Pianezzi nell'ordinanza - al momento non ci sono elementi per ritenere che il gesto compiuto sabato pomeriggio sia una conseguenza della patologia - disturbo schizoide di personalità - per il quale Salim El Koudri era stato in cura al Centro per la salute mentale di Castelfranco Emilia. Per la Gip non ci sono per il momento elementi per ritenere che El Koudri fosse incapace di intendere e volere quando ha commesso il fatto. Nell’ordinanza si aggiunge anche che l’uomo voleva colpire più persone possibili, puntando l’auto verso il punto più affollato.

La Gip ha poi motivato la convalida dell’arresto con il pericolo di fuga, visto che Salim El Koudri ha tentato di rimettere in moto la Citroen C3 e poi è scappato nelle strade laterali alla via Emilia. Di qui il rischio concreto di fuga considerando anche i legami stretti della famiglia col Marocco.

La procura

La procura non gli ha contestato aggravanti di alcun genere, né il terrorismo né il movente d’odio religioso e nemmeno la premeditazione. Attualmente El Koudri si trova in isolamento. L’avvocato ha chiesto che gli fosse consentito di vedere la famiglia, ma ancor prima che la domanda fosse avviata, lui ha risposto così: «Aspettiamo, è un momento difficile, non mi sento ancora pronto». E secondo quanto riportato dal legale ha aggiunto: «Giusto che stia in carcere. Mi dispiace per come è andata a finire».

Le mail

Intanto sono spuntate altre mail, non solo quelle inviate all'università contro i cristiani: «Salim El Koudri ha contattato una base Nato in Toscana per chiedere informazioni sul menù e su come eventualmente avrebbe potuto arruolarsi». In uno dei suoi account sui social «ha anche attaccato quelli che fanno soldi immeritatamente, c'è un post contro Chiara Ferragni, in cui scrive “ma vi pare normale che una persona disonesta faccia i soldi e chi fa sacrifici niente...”, ma – ha spiegato il legale prima dell’udienza di convalida – sono tutte cose che non segnano un percorso logico dentro cui trovare delle spiegazioni, ma che dimostrano il vero disagio psichiatrico che lo attraversava».

La famiglia di Salim

Il legale è anche in contatto con la famiglia del giovane che, racconta, sarebbe «devastata dalla vergogna. I genitori mi parlano più delle vittime che del figlio. I genitori dicono di non trovare parole di scuse per quello che è accaduto». Gianelli riferisce anche del dolore della sorella: «Di fronte a quello che è successo sabato è difficile trovare le parole per esprimere il dolore e l 'enorme sofferenza che io e la mia famiglia proviamo – spiega la donna che ha 33 anni e vive a Sala Bolognese, comune della provincia di Bologna –. È per noi qualcosa di inimmaginabile, pensando al ragazzo che è cresciuto con me, al fratellino studioso che non sgarrava mai. Negli ultimi anni il suo carattere era purtroppo cambiato: sempre più chiuso e introverso, ma pensavamo che le difficoltà lavorative fossero la spiegazione di questo cambiamento. Non avevamo capito la sua malattia e quanto fosse grave invece il male che covava dentro e che in casa non manifestava. Oggi, mentre mi rendo conto di come quello che ha fatto sabato abbia rovinato per sempre la sua vita, penso soprattutto al dolore enorme delle altre famiglie, quelle delle vittime di mio fratello, alle persone che lottano tra la vita e la morte e alle donne che non torneranno mai più a camminare. Il pensiero che mio fratello sia il colpevole di tutto questo, e che niente potrà purtroppo rimediare a questo male, è la cosa peggiore».

Açık Sorular

  • Quali sono le reali condizioni psichiche dell'indagato e come influenzeranno il processo?
  • Ci sono stati altri fattori scatenanti oltre alla patologia psichiatrica?
  • Quali sono le conseguenze legali e mediche per l'aggressore?
  • Come reagirà la comunità locale e nazionale a questo evento?

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