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GeriMostra sul giornalismo prorogata fino al 2 giugno 2026
Mostra sul giornalismo prorogata fino al 2 giugno 2026
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ANSA Politica19.05.2026Other2 dk okumaItaly

Mostra sul giornalismo prorogata fino al 2 giugno 2026

Hızlı Bakış

  • La mostra "A schiena dritta.
  • Tutelare il mestiere della libertà", promossa dall'INPGI a Roma, proroga l'apertura fino al 2 giugno 2026.
  • L'esposizione, che celebra il giornalismo italiano e ricorda i cronisti caduti, ha già registrato oltre 1500 visitatori.

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La mostra "A schiena dritta. Tutelare il mestiere della libertà" è promossa e organizzata dall'INPGI per il centenario dell'ente e patrocinata dal Ministero della Cultura. L'esposizione racconta il giornalismo italiano dagli anni Sessanta al Duemila attraverso fotografie, cimeli e documenti storici, ricordando anche i giornalisti caduti nell'esercizio del loro mestiere.

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La mostra "A schiena dritta. Tutelare il mestiere della libertà", promossa e organizzata dall'INPGI (Istituto nazionale di Previdenza dei giornalisti italiani) per il centenario dell'ente e patrocinata dal Ministero della Cultura, proroga l'apertura fino al 2 giugno 2026, in occasione dell'ottantesimo anniversario della nascita Repubblica e sarà visitabile in via straordinaria sabato 23 maggio, anniversario della strage di Capaci.

L'esposizione, inaugurata lo scorso 24 marzo dai vertici dell'Istituto, presidente Roberto Ginex e direttrice generale Mimma Iorio, insieme alla sottosegretaria Lucia Borgonzoni, è in corso a Roma, negli spazi della Fondazione "Paolo Murialdi" (via Nizza, 35). Finora, tra singoli, gruppi e scolaresche, si registrano oltre 1500 visitatori.

Oltre 60 pezzi tra fotografie, cimeli e documenti storici raccontano il giornalismo italiano dagli anni Sessanta al Duemila.

Tra questi, scatti del fotogiornalista Franco Lannino, una vecchia macchina telefoto e la telecamera di Miran Hrovatin ucciso con Ilaria Alpi a Mogadiscio il 20 marzo 1994, 4 macchine per scrivere appartenute a fiduciari Inpgi, tra cui una di Giancarlo Siani, un video storico sull'Inpgi, 3 pannelli in bianco e nero su forex, una teca contenente oggetti, documenti e verbali dell'istituto oltre a pagine di giornale d'epoca.

La mostra, che offre una riflessione sulla storia e sul presente della professione giornalistica, mettendo in primo piano i cronisti stessi e le sfide affrontate da chi racconta i fatti con rigore e coraggio, intende anche ricordare tutti i giornalisti caduti nell'esercizio del loro mestiere e rende omaggio ai protagonisti del giornalismo d'inchiesta come Cosimo Cristina, il primo cronista ucciso dalla mafia nel 1960, Mauro De Mauro, Giovanni Spampinato, Peppino Impastato, Mario Francese, Giuseppe Fava, Mauro Rostagno e Beppe Alfano, ma ricordiamo il sacrificio di Walter Tobagi, Giancarlo Siani, Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, assassinata in Afghanistan nel 2001, oltre a figure-simbolo come Giuseppe Quatriglio, giornalista e scrittore, che nel 1968 raccontò il terremoto del Belìce.

La mostra è visitabile fino al 2 giugno 2026. Orari (tutti i giorni tranne il 24 e 31 maggio): 9-17, ingresso libero.

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