Prezzi dei carburanti in rialzo: gasolio sopra i 2 euro, benzina a 2,02 in autostrada
Hızlı Bakış
- I prezzi dei carburanti in Italia sono tornati a salire, con il gasolio self-service che ha superato i 2 euro al litro e la benzina a 2,02 euro in autostrada.
- Il Governo mostra cautela su un nuovo taglio delle accise, nonostante le richieste politiche.
Yapay zekâ özeti
Neden Önemli?
I prezzi dei carburanti in Italia sono risaliti dopo la fine degli sconti temporanei sulle accise e a causa di tensioni in Medio Oriente.
La tensione in Medio Oriente è tornata a crescere, lo stretto di Hormuz è di nuovo chiuso e i prezzi dei carburanti sono risaliti in area di allarme.
Il censimento quotidiano del ministero delle Imprese, ieri mattina, ha segnalato che il gasolio al self service lontano dalle autostrade costava in media 2,082 centesimi al litro.
Si tratta di 18,3 centesimi in più rispetto al 4 luglio scorso, quando il Governo aveva scritto la parola fine dopo l’ultima puntata degli sconti temporanei sulle accise.
Il prezzo medio di ieri 18 luglio è 10,2 centesimi sotto ai massimi di metà aprile, ma solo 2,1 cent più basso dei livelli registrati il 18 marzo, quando il consiglio dei ministri si riunì nel pomeriggio per attivare il primo taglio fiscale al distributore.
Come sempre, la media è figlia di diverse situazioni regionali, tutte però piuttosto ravvicinate fra loro: il gasolio più caro si trova agli estremi d’Italia, a Bolzano (2,119 euro al litro) e in Sicilia (2,118), e solo tre regioni (Marche, Lazio e Umbria) si fermano sotto i 2,07 euro.
In autostrada, la soglia dei 2 euro al litro è stata superata anche dalla benzina (2,02 le quotazioni medie di ieri, sempre al self service), mentre il diesel è arrivato a 2,155 euro.
Al distributore, insomma, è tornata la febbre. E anche se la settimana politica è stata dominata dalla legge elettorale prima e dal caso Roggero poi, i numeri scritti sui tabelloni dei distributori promettono di tornare presto a far discutere. Già ieri sul punto è intervenuto Antonio Misiani, responsabile economico del Pd, chiedendo di riattivare in fretta il meccanismo delle accise mobili che usa l’extragettito Iva prodotto dai rincari per ridurre il carico fiscale nel serbatoio.
Per ora, nel Governo c’è cautela. Mercoledì scorso, poche ore dopo che il monitoraggio Mimit aveva certificato il ritorno del gasolio sopra la soglia simbolica dei 2 euro al litro (Sole 24 Ore del 16 luglio), interpellato sul punto il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti aveva spiegato che «se dovessimo tornare nuovamente ad agire lo faremo senza interrompere il percorso di risanamento dei conti, e con la flessibilità ottenuta in Europa». Fin qui, tra accise mobili e altre coperture, il Governo ha messo quasi due miliardi di euro per alleggerire i prezzi fra il 18 marzo e il 3 luglio scorso. E un ritorno su quella strada è tutt’altro che scontato.
Il taglio alle accise, prima di tutto, ha effetti regressivi, nel senso che favorisce maggiormente chi ha più soldi in tasca, e quindi più facilità di consumo. Ora il passare del tempo mette qualche difficoltà aggiuntiva: perché le accise mobili, da sole, hanno effetti omeopatici, e per rinforzarli servirebbero coperture ulteriori da trovare con decreto legge.
La clausola di salvaguardia sull’energia, ottenuta a Bruxelles dopo lungo negoziato, non può essere usata per tagliare le accise,e avrebbe bisogno di uno scostamento di bilancio: che va approvato a maggioranza assoluta dei componenti delle Camere, e che il ministero dell’Economia vorrebbe evitare prima dell’uscita dalla procedura Ue per disavanzi eccessivi, appesa al momento al deficit 2025 in attesa dei nuovi calcoli Istat il 22 settembre.
Açık Sorular
- Il Governo riattiverà il meccanismo delle accise mobili?
- Quali saranno i nuovi calcoli Istat sul deficit 2025?
- Come evolverà la situazione nello Stretto di Hormuz?







