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Salari italiani: Upb rileva stagnazione trentennale e limiti dell'Irpef
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ANSA Economia3 saat önceBusiness2 dk okumaItaly

Salari italiani: Upb rileva stagnazione trentennale e limiti dell'Irpef

Hızlı Bakış

  • L'Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) ha evidenziato una stagnazione dei salari reali nel settore privato italiano per oltre trent'anni, con un calo del 6,6%.
  • Le riforme dell'Irpef hanno attenuato l'impatto sui redditi medio-bassi, ma il modello redistributivo attuale mostra limiti e necessita di una revisione.

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I salari reali dei dipendenti privati in Italia sono diminuiti del 6,6% in oltre trent'anni, nonostante le riforme Irpef abbiano attenuato il calo per i redditi medio-bassi. L'Upb rileva che l'attuale modello redistributivo ha raggiunto i suoi limiti.

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Oltre trent'anni di salari al palo per i dipendenti del settore privato in Italia che hanno visto un calo in termini reali, nel periodo, del 6,6%, con un'attenuazione per quelli a reddito medio basso i quali hanno potuto beneficiare delle riforme dell'Irpef. Uno strumento che però "ha margini oramai limitati" e il cui modello redistributivo, che pesa sui redditi medio alti e presenta disparità di trattamento fra categorie, andrebbe cambiato a favore di uno più orientato alla spesa.

L'ultima conferma della stagnazione che ha colpito le retribuzioni nel nostro paese arriva dall'Upb, l'ufficio parlamentare di bilancio, che ha passato in rassegna i salari dal 1990 al 2026 e gli effetti in questi anni delle modifiche all'Irpef. Gli esperti dell'organismo indipendente presieduto da Lilia Cavallari nel loro rapporto hanno così sviluppato una metodologia che permette di scomporre contributo delle riforme, fiscal drag e capacità redistributiva dell'Irpef.

Non ha aiutato di certo in questi anni la diffusione del lavoro a tempo parziale e la crescente segmentazione del mercato del lavoro per settore, tipologia contrattuale e qualifica, che hanno accentuato la dispersione delle retribuzioni lorde. La situazione, ricorda l'Upb, è stata affrontata mettendo mano all'Ipef (specialmente in due occasioni, nel 2014 e nel 2025) riducendo il prelievo sui redditi da lavoro dipendente bassi e medi. Tuttavia per i redditi più elevati il carico effettivo è aumentato, soprattutto per effetto del drenaggio fiscale legato alla mancata indicizzazione dei parametri dell'imposta.

L'indice di redistribuzione è così più che raddoppiato, passando da 0,028 a 0,065, un aumento attribuibile per larga parte proprio all'intervento sull'Irpef. Si tratta tuttavia di un modello, per l'Upb, che mostra oramai i sui limiti. Oltre al maggior carico sui redditi medio alti, la progressività selettiva su alcune categorie di contribuenti (lavoratori dipendenti) rispetto ad altre (autonomi e pensionati) solleva questioni di equità orizzontale.

"Queste considerazioni suggeriscono che il modello redistributivo attuale, fondato su un'imposta fortemente progressiva sul lavoro dipendente, ma con base imponibile relativamente ristretta, e caratterizzato da un'accentuata disparità di trattamento orizzontale tra le diverse tipologie di reddito, potrebbe aver raggiunto i propri limiti" sottolinea il rapporto. Altri segnali di rischio arrivano da situazioni recenti. In primis il fiscal drag che potrebbe tornare vista l'inflazione che ha rialzato la testa a causa della crisi di Hormuz.

C'è poi un altro tema, già sollevato nei mesi scorsi dall'Upb in audizione al Parlamento: l'introduzione di regimi sostitutivi per gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali disposta dalla legge di bilancio per il 2026. Questa "rivela un'incoerenza del sistema: il prelievo sugli incrementi retributivi è oggi sensibilmente superiore a quello che grava sul reddito già percepito, al punto che si è scelto di sottrarre tali incrementi al regime ordinario per non vanificare gli effetti dei rinnovi contrattuali".

La leva fiscale quindi non è in grado di affrontare le cause strutturali della stagnazione salariale e della precarizzazione del lavoro. E qui gli esperti suggeriscono di percorrere, per ottenere un incremento della redistribuzione, la strada di misure complementari: la revisione dei regimi agevolati, che sottraggono base imponibile al sistema ordinario, l'allargamento della base imponibile attraverso il contrasto all'evasione e politiche strutturali volte a contrastare la stagnazione salariale, eventualmente affiancati da strumenti di sostegno al reddito operanti dal lato della spesa.

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  • Verranno introdotti regimi sostitutivi per gli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali.

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Açık Sorular

  • Quali specifiche misure complementari verranno adottate?
  • Come verrà affrontato il fiscal drag futuro?
  • Ci sarà una revisione dei regimi agevolati?

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