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GeriScontri a Bologna, agente ferito: "È stata guerriglia urbana, dal sindaco nessuna solidarietà"
Scontri a Bologna, agente ferito: "È stata guerriglia urbana, dal sindaco nessuna solidarietà"
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Repubblica Cronaca2 saat önceCrime2 dk okumaItaly

Scontri a Bologna, agente ferito: "È stata guerriglia urbana, dal sindaco nessuna solidarietà"

Hızlı Bakış

Luca Calabrese, agente del Reparto Mobile di Bologna e dirigente SAP, ferito negli scontri al presidio per Abderrahim Fakir, definisce gli eventi "guerriglia urbana" e critica il sindaco Matteo Lepore per la mancata solidarietà verso le forze dell'ordine.

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Un agente di polizia, Luca Calabrese, racconta i violenti scontri avvenuti a Bologna durante un presidio per Abderrahim Fakir, definendoli "guerriglia urbana" ed esprimendo delusione per la mancanza di solidarietà da parte del sindaco Matteo Lepore.

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BOLOGNA – "A Bologna è stata solo ed esclusivamente una guerriglia urbana. Quanto accaduto qualche giorno prima, pur nella sua tragicità, non può e non deve sfociare in violenza. La rabbia ci sta, da parte dei familiari in primis, ma tutto quello che è successo dopo è pura, semplice e gratuita guerriglia urbana". Luca Calabrese, da 22 anni in servizio al Reparto Mobile di Bologna e dirigente del Sap, è uno dei 64 agenti feriti lunedì sera negli scontri al presidio per Abderrahim Fakir; si sarebbe aspettato, dice, “non dico scuse, ma almeno qualche parola di solidarietà”.

"Noi eravamo in in piazza Roosevelt (la piazza della Prefettura, ndr), dove il corteo sarebbe arrivato", spiega. “Inizialmente la situazione, seppur tesa, non lasciava ancora immaginare ciò che sarebbe accaduto di lì a breve. Anche perché la maggior parte delle persone che era davanti al corteo, mi riferisco probabilmente a familiari, amici, conoscenti o comunque membri della comunità del povero ragazzo morto, ci teneva tantissimo che non si degenerasse in atti di violenza. Purtroppo, quando poi si iniziano a infiltrare personaggi dei centri sociali o gruppetti di persone coi volti coperti dai cappucci neri e con in mano già bottiglie e quant'altro, questi prendono il sopravvento, come spesso accade".

"Ho sparato oltre 50 lacrimogeni”

Una scintilla, dice il poliziotto, scoppiata dai "soliti slogan. Da lì si è passati alle vie di fatto. Si sono avvicinati sempre più a noi, sono partiti calci, insulti e poi il lancio di qualsiasi cosa trovassero a loro disposizione, dalle bottiglie di vetro alle pietre, i cartelli stradali, le reti metalliche di un cantiere vicino, le biciclette, di tutto, con cui poi hanno fatto pure delle barricate. Solo io ho sparato oltre cinquanta lacrimogeni, ma la situazione era incontenibile". Calabrese è in convalescenza: è stato colpito più volte alla spalla e al ginocchio con sassi anche di grosse dimensioni.

All'indomani dalla manifestazione e dagli scontri, il livello di violenza si è alzato e con questo l'astio nei confronti delle forze dell'ordine. "Ovviamente quanto accaduto, indipendentemente dalle responsabilità che poi saranno accertate dall'autorità giudiziaria, è qualcosa che ti segna quando si indossa una divisa. Già normalmente siamo sempre visti in un determinato modo, soprattutto in certi luoghi - spiega l'agente del Reparto mobile di Bologna - Ancor di più, quando purtroppo poi accadono queste brutte faccende, subiamo una certa tensione".

“Dal sindaco nessuna solidarietà”

Da parte del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, aggiunge, "nessuna solidarietà". "A parte il post che ha scritto sulle due piazze diverse, non mi risulta. Sarebbero rimaste solo parole - dice - ma mi sarei aspettato, non dico le scuse, almeno una presa di posizione un po’ più netta e magari qualche parola di solidarietà".

Açık Sorular

  • Quali saranno le responsabilità accertate dall'autorità giudiziaria?
  • Ci saranno dichiarazioni ufficiali dal sindaco in risposta alle critiche?
  • Quali misure verranno prese per prevenire futuri scontri?

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Bu haber ilk olarak şurada yayınlandı: Repubblica Cronaca.

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