Taranto si mobilita per Bakari Sako, vittima di violenza razzista
Hızlı Bakış
- Taranto manifesta contro la violenza razzista dopo l'uccisione di Bakari Sako, 35enne maliano ucciso da un gruppo di sei persone.
- La comunità si unisce per condannare il razzismo e chiedere integrazione.
Yapay zekâ özeti
Neden Önemli?
L'uccisione di Bakari Sako ha suscitato un'ondata di solidarietà a Taranto contro il razzismo.
Taranto non si piega all'orrore e, sotto una pioggia battente che sembra voler lavare via il sangue versato, risponde con il calore della solidarietà. Centinaia di persone hanno affollato piazza Fontana per il sit-in "Taranto non restare in silenzio", un grido collettivo nato dopo l'uccisione di Bakari Sako, il 35enne maliano vittima della ferocia di un branco lo scorso 9 maggio. "La violenza non ha colore" è il messaggio che campeggia sullo striscione sorretto dai connazionali della vittima. Un monito che pesa come un macigno nel luogo dove il giovane è stato aggredito da sei persone, tra cui quattro minorenni. In piazza, accanto alla comunità africana, ci sono Libera, Mediterranea, l'Associazione Babele, sindacati e scout, uniti per ribadire che la città non appartiene alla violenza.Toccanti le parole di Souleymane Sako, fratello minore di Bakari, che affida al web il suo ultimo saluto: "Sei andato così fratello, come eri silenzioso e rispettoso, hai lasciato il mondo con stanchezza e dolore. Riposa in pace. La pace sia su di te". La volontaria di Mediterranea Saving Humans Caterina Contegiacomo ha annunciato il sostegno alla famiglia per il rimpatrio della salma e l'avvio di una raccolta fondi. "È una tragedia che non doveva accadere - ha detto - e il problema è anche il linguaggio pubblico e politico che continua a disumanizzare le persone migranti. Il fatto che si debba continuamente sottolineare che Bakari fosse un lavoratore è emblematico: devono sempre dimostrare di essere brave persone, nulla è dato per scontato". Dal palco e tra i manifestanti, la denuncia è netta. Per Libera Taranto è intervenuto Remo Pezzuto, sottolineando la necessità di "ricostruire legami sociali e impedire che la violenza diventi linguaggio dominante tra i giovani, dobbiamo impedire che altri ragazzi crescano pensando che la forza coincide con la sopraffazione perché il contrario della violenza non è soltanto la legalità, il contrario della violenza è il senso di comunità". Un sindacalista della Flai Cgil ha richiamato i principi costituzionali: "Non ne possiamo più del razzismo, vogliamo un'Italia diversa". Dalla comunità africana locale l'appello alle istituzioni per "favorire una vera integrazione", mentre un manifestante ha parlato di "un clima di odio alimentato quotidianamente". Bakari Sako è stato "barbaramente ucciso in un atto segnato dal veleno del razzismo", hanno affermato i parroci della vicaria Taranto-Borgo, chiedendo il coraggio di chiamare "il male per nome". Mentre le autorità procedono senza contestare, al momento, l'aggravante razziale, la piazza ha già emesso il suo verdetto di civiltà. "Avete dimostrato da che parte state: quella della giustizia", ha concluso Mahamoud Idrissa Boune, presidente della Comunità maliana. L'invito dei manifestanti è quello di rifiutare l'indifferenza e trasformare il dolore in un impegno comune, affinché nessuna vita sia più invisibile tra i vicoli della Città vecchia. Riposa in pace Bakari.
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