Audizione di Conte alla commissione Covid: scontro duro con Meloni e documento sulle mascherine
L'ex premier attacca la presidente del Consiglio definendola la "regista" di un "plotone d'esecuzione". La replica: "La verità non è un attacco politico". Depositato un fascicolo anonimo su Jc Electronics
نظرة سريعة
- L'ex premier Giuseppe Conte, audito dalla commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid, ha definito i lavori un "plotone d'esecuzione" diretto da Giorgia Meloni.
- Durante l'udienza ha consegnato un documento anonimo su una fornitura di mascherine, scatenando la reazione della premier e della società Jc Electronics.
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لماذا يهم
La commissione parlamentare d'inchiesta indaga sulla gestione dell'emergenza sanitaria Covid-19, esaminando appalti, contratti di fornitura e misure restrittive.
L'ex capo del governo, sentito dalla commissione parlamentare d’inchiesta, presenta un documento anonimo, del 14 aprile 2022, da cui emergerebbe il pagamento di 100 milioni da parte dello Stato per mascherine contraffatte. La società Jc Electronics ribatte: "Conformi". Il leader del M5S , attacca la premier Meloni: "Regista di attacchi contro di me". Lei replica sui social: "Questo semmai è stato troppo spesso il metodo del M5s"
"Giuro sul mio onore, l'onore che qualcuno qui ha perso già durante la pandemia, quando anziché essere in prima fila a combattere con noi in trincea si è rifugiato nelle polemiche sterili e nelle strumentalizzazioni più futili. L'onore che qualcuno qui non ha più riguadagnato, in occasione di questa commissione, concepita come un plotone d'esecuzione nei miei confronti e, al contempo, come una gabbia di protezione verso gli amministratori locali dei propri partiti". Così Giuseppe Conte ha aperto la sua audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Covid-19, evidenziando di non voler accettare "lezioni sulla paura e sull'onore da chi non può darle". E assicura: "Potete scavare quanto volete: non troverete mai qualcosa di illecito per quel che mi riguarda". Inoltre, annuncia di aver consegnato alla procura di Roma un fascicolo ricevuto in forma anonima che - sostiene l'ex premier - solleva nuovi interrogativi su una fornitura di mascherine della Jc Electronics. L'audizione si è conclusa in serata: alla richiesta del presidente Marco Lisei di una data per fissare il proseguo, il leader del Movimento 5 Stelle ha indicato lunedì 14 settembre. Fuori da palazzo San Macuto, al termine dell'audizione, ha aggiunto: "Non dovete chiedere a me se è andata bene oggi questa audizione, dovete chiederlo a Giorgia Meloni se è soddisfatta, perché lei è la regista di tutto questo".
Meloni: "Non è un processo a una persona"
La replica di Giorgia Meloni non si è fatta attendere ed è arrivata via social: "Giuseppe Conte sostiene che la Commissione Covid sarebbe un “plotone di esecuzione” orchestrato contro di lui - ha scritto la premier sui suoi profili - Solo che, a differenza sua, non mi interessa gettare fango su nessuno, né trasformare una tragedia che ha segnato milioni di italiani in un terreno di scontro personale. Questo, semmai, è stato troppo spesso il metodo del Movimento 5 Stelle: sostituire la ricerca della verità con il sospetto e l’insinuazione". Meloni ha proseguito: "Colpisce che, pur di sostenere questa tesi, si arrivi perfino a delegittimare il lavoro della Commissione e di quei giornalisti che, in questi anni, hanno cercato di ricostruire fatti, decisioni e responsabilità, liquidandoli come parte di un presunto disegno contro di lui". Per la premier, "quello che dovrebbe interessare tutti, e che interessa soprattutto agli italiani, è una cosa molto più semplice: conoscere tutta la verità su ciò che è accaduto durante la pandemia, fare piena luce sulle decisioni assunte, sulla gestione dell’emergenza, sull’utilizzo delle ingenti risorse pubbliche impiegate e accertare eventuali responsabilità, ovunque esse siano". Meloni conclude: "Non è un processo a una persona, tutt’altro. E francamente non capisco perché l’ex Premier Giuseppe Conte non si sia unito fin dall’inizio al coro di chi chiedeva risposte alle troppe domande rimaste senza risposta e abbia invece scelto di mettersi sulla difensiva o, come nelle sue ultime dichiarazioni, di “buttarla in politica”. Non è un processo verso una persona, ma un dovere verso una Nazione che ha pagato un prezzo altissimo. La verità sulla pandemia non è un attacco politico. È un diritto degli italiani".
La contro replica di Conte
Al post di Meloni è seguita la risposta di Conte: “Cara Giorgia Meloni, io ci sono sempre stato e sempre ci sarò in ogni sede e occasione in cui si possano dare delle risposte al Paese. C'ero anche oggi in Commissione Covid, ha scritto il leader del M5s su Facebook. “Dicci invece in quale cassaforte sono finite le chat del tuo amico Delmastro con un prestanome di un clan mafioso. Dicci dove sono finite le Regioni di centrodestra che avete scudato dalle domande sulla gestione Covid. Dicci quando Santanchè andrà in Tribunale senza protezioni e scudi sull'inchiesta per truffa Covid. Potrei continuare. Io oggi sono stato per ore a rendere conto e a rispondere. Tu li hai 5 minuti per rispondere all'Italia? A noi piace la verità, a voi evidentemente fa male".
L’inchiesta sulla gestione del coronavirus
Al centro dell'audizione ci sono temi come l'approvvigionamento di mascherine e la campagna vaccinale. A Conte viene chiesto conto anche delle testimonianze rese nelle ultime settimane dagli imprenditori ascoltati dalla commissione, con particolare attenzione alle consulenze pagate da alcune aziende per ottenere commesse pubbliche. Il caso più discusso riguarda una società che avrebbe versato 454 mila euro per una consulenza preliminare, vicenda che alimenta gli interrogativi sui controlli esercitati da Palazzo Chigi sulla struttura commissariale. Tra i dossier più delicati anche quello dell'avvocato Luca Di Donna, ex collega di Conte, sul cui ruolo nelle procedure per le forniture la commissione punta a fare chiarezza.
Il sistema dei dpcm
Sotto la lente della commissione anche i dpcm con cui il governo Conte a lungo ha imposto restrizioni alla libertà dei cittadini. L'ex premier ha evidenziato che si tratta della "collaudata tecnica del bilanciamento dei diritti e delle libertà fondamentali, che ha il fine preciso di individuare il punto di equilibrio nell'assicurare alla salute la tutela più intensa", comportando al contempo "il minor sacrificio possibile dei diritti fondamentali". Conte ha ricordato che i dpcm venivano adottati "su proposta del ministro della Salute, sentiti gli altri ministeri, sentito il parere delle Regioni, sentito il Cts" ed erano diventati "uno strumento molto agile, in modo da intervenire prontamente in base all'evoluzione del contagio".
Conte attacca Meloni e la maggioranza
Il leader pentastellato si è scagliato contro la premier Meloni. "La vostra presidente andò nelle trasmissioni tv a darmi del criminale. Ma qual è stato il contributo dell'opposizione?", ha detto davanti alla commissione. Poi ha parlato della maggioranza come di speculatori: "Non ricordiamo un vostro contributo utile, da parte degli speculatori, un suggerimento plausibile come gesto di responsabilità per la difesa del Paese". Anche al termine dell'audizione, Conte è tornato ad attaccare Meloni. "Non dovete chiedere a me se è andata bene oggi questa audizione, dovete chiederlo a Giorgia Meloni se è soddisfatta, perché lei è la regista di tutto questo. Lei è la regista anche di questi attacchi, di questo plotone di esecuzione in commissione Covid, e ovviamente di tutto quel circuito mediatico grazie a stampa e tv amiche che gettano fango da tempo per colpirmi", ha detto fuori da palazzo San Macuto. Poi ha aggiunto: "Le mando un messaggio: visto che questi mezzucci hanno un corto respiro - perché poi arriva il momento in cui io ci sono, sto qui a parlare, a chiarire tante ore - allora dico, Giorgia Meloni, non è meglio che mi affronti politicamente? Io sono qui, confrontiamoci politicamente da esponenti politici seri, responsabili, e cerchiamo di evitare questi trucchetti, questi mezzucci, perché non portano da nessuna parte".
"Proroga dello stato di emergenza non è stata una dittatura, era necessaria"
Tornando all'audizione, Conte ha difeso anche la scelta di prorogare lo stato d'emergenza. "Sono il vostro nemico pubblico per chiari motivi politici. Oggi sono qui e domani continuerò ad essere disponibile, non sono un disertore. Sullo stato d'emergenza ci fu uno scontro in Parlamento, perché la volontà di prorogare lo stato d'emergenza venne presentata come una dittatura, ma non è stata una misura liberticida. Non c'era una norma costituzionale, Sabino Cassese evocò una svolta autoritaria come in Ungheria, ma lo stato d'emergenza era legittimo perché un'emergenza c'era. La proroga era necessaria per attivare i poteri della Protezione civile, altrimenti sarebbe crollato la rete sanitaria territoriale", ha detto alla commissione.
"Noi per la libertà vaccinale, obbligo imposto da Draghi"
Un passaggio dell'audizione si è concentrato sulle critiche per l'obbligo vaccinale. "Io sono andato via dal governo a febbraio 2021. Dopo c'è stato un altro governo che ha governato per oltre un anno la pandemia. Ci si dimentica che noi abbiamo avviato il piano vaccinale nel segno della libertà di scelta. In quel momento il dibattito era che i vaccini dovevano essere imposti, ma noi abbiamo scelto di offrirli in virtù della libera scelta dei cittadini. Con Draghi sono venuti i Green pass e gli obblighi per gli over 50", evidenzia Conte. E rivendica che "quando siamo andati via eravamo i primi in Europa, insieme alla Germania: non è vero che quando siamo andati via la campagna vaccinale si era avviata con risultati modesti".
"Italia prima al mondo con gli Usa a dichiarare l'emergenza sul Covid"
E ancora, il leader dei Cinque Stelle ha rimarcato come l'Italia sia stata "il primo Paese al mondo, insieme a noi solo gli Usa, a dichiarare lo stato d'emergenza nazionale", motivo per cui "contestare un ritardo è privo di qualsiasi fondamento giuridico, logico, ma anche inconsistente". Poi cita il fatto che "Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna hanno proclamato lo stato d'emergenza molto dopo, rispettivamente: 23 marzo, 16 marzo, 24 marzo e 15 marzo. Nel migliore dei casi, 45 giorni dopo il governo italiano". L'ex premier ha ricordato che "fino al momento in cui il direttore generale dell'Oms ha dichiarato l'emergenza sanitaria, il 30 gennaio 2020, l'Italia è rimasta correttamente nel periodo interpandemico" e "solo la dichiarazione del direttore generale dell'Oms poteva qualificare la fase in corso come allerta pandemica sulla base della situazione esistente".
Conte: "Depositato alla procura documento su mascherine contraffatte"
Conte, prima di entrare nel vivo della relazione, ha depositato un documento che – dice – “mi è venuto tra le mani in forma anonima” e che ritiene “degno di essere segnalato alla procura di Roma”, a cui li ha consegnato negli scorsi giorni. Si tratta di "un documento redatto il 14 aprile 2022, a me è arrivato con i nomi oscurati ma ci sono tutte le qualifiche”, di 10 pagine, in cui si parlerebbe di una transazione da 100 milioni di euro tra lo Stato e la società Jc Electronics, la stessa al centro di un contenzioso su una transazione da 100 milioni di euro con il governo Meloni. "Il modello" di mascherine "di colli depositati non corrisponderebbe alla mascherina con efficacia filtrante e" avrebbe "rappresentazione contraffatta del foglio di accompagnamento", ha evidenziato Conte, aggiungendo che "ci sarebbe la possibilità che siano stati consegnati 100 milioni di euro dello Stato a una società privata" per "mascherine che non erano corrispondenti alle caratteristiche anticipate e dichiarate".
La risposta di Jc Electronics
Immediata la risposta di Jc Electronics, che in una nota scrive: "Il documento di dieci pagine di cui parla il presidente Conte, pervenutogli in forma anonima, non è una novità: un documento di dieci pagine sulle mascherine Aoxing è già stato portato in giudizio dallo Stato, insieme al dossier dei militari della Struttura Commissariale, ed è uscito indenne dal vaglio della magistratura". La società ricorda che il tribunale di Roma, con sentenza n. 10918/2025 del 21 luglio 2025, ha rigettato la querela di falso proposta dall'Avvocatura dello Stato per conto della presidenza del Consiglio e del ministero della Salute contro la certificazione delle mascherine Aoxing AX-KF95, condannando le amministrazioni alle spese: l'esito positivo delle analisi è stato "pacificamente attestato sia dall'Inail sia dalla perizia tecnica svolta dall'Agenzia delle Dogane su richiesta della stessa struttura commissariale", con prova di tenuta "risultata conforme" alla norma UNI EN 149:2009, si legge nella nota. Jc Electronis "si riserva di difendersi in tutte le sedi e invita il presidente Conte, laddove avesse certezze, a rinunciare all'immunità e a confrontarsi apertamente nelle sedi opportune".
ما الذي يجب مراقبته
توقعات الذكاء الاصطناعي — احتمالات وليست حقائق
Proseguimento dell'audizione di Conte fissato per il 14 settembre
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أسئلة مفتوحة
- Quali saranno gli sviluppi giudiziari del documento depositato da Conte?
- Come risponderà la commissione alle accuse lanciate dal leader del M5S?







