Auto aziendali: cambio di rotta su tassazione e incentivi
Cambio in corsa per la tassazione delle auto aziendali. Con una doppia marcia inserita nel decreto correttivo della delega fiscale atteso oggi in Cdm: una punta a risolvere una serie di nodi rimasti aperti dopo la manovra 2025 con cui il Governo era intervenuto su questa tipologia di fringe benefit per ridurre i sussidi ambientalmente dannosi (Sad); l’altra aumenta del 50% il prelievo fiscale sui vecchi modelli diesel e benzina detenuti nei parchi auto delle aziende da più di cinque anni. Una misura che punta a disincentivare l’uso aziendale di vetture vecchie e potenzialmente più inquinanti, spingendo le imprese a effettuare un turnover delle flotte ogni quattro anni.
Tra i ritocchi più importanti spicca anche quello che rivede le regole di tassazione per gli optional non inclusi nella tariffa standard delle tabelle Aci: secondo l’interpretazione delle Entrate l’optional aggiuntivo avrebbe aumentato il carico fiscale sul veicolo concesso in uso promiscuo al dipendente. Mentre con la modifica in arrivo il valore del fringe benefit viene aumentato forfettariamente del 5 per cento.
Come ripetutamente chiesto dalle imprese, viene poi rivisto il regime fiscale transitorio per le auto prenotate nel 2024 e assegnate in tutto il 2025. In questo modo viene scongiurata definitivamente la possibilità di una tassazione al valore normale dei veicoli assegnati ai dipendenti dopo il 30 giugno 2025. Sempre sul fronte fringe benefit stop, infine, a possibili penalizzazioni per le società che riassegnano veicoli già concessi in precedenza ad altri dipendenti.
Ma il correttivo Omnibus va oltre. Come annunciato a Telefisco 2026 dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, l’articolo 4 interviene sulle cessioni di crediti d’imposta da parte dei professionisti: le eventuali plusvalenze diventeranno (per gli importi acquistati dalla data di entrata in vigore del decreto) redditi diversi e quindi scatterà la tassazione al 26% e non quella a Irpef ordinaria. Così come sempre per i professionisti viene disciplinata la tassazione della cessione dell’intero studio.
Il decreto correttivo poi interviene poi per definire il perimetro dei familiari a carico (che determina la possibilità di usufruire dei bonus per le spese sostenute in loro favore) e per la tassazione del reddito in agricoltura. Così come sulle imposte di successione e donazione: in questo caso viene concessa la possibilità del pagamento anticipato dei prelievi in caso di trust e di vincoli di destinazione.






