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Carabiniere più longevo d'Italia: Guerino Patani compie 109 anni
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Repubblica Cronaca24‏/4‏/2026العالم2 د قراءةItaly

Carabiniere più longevo d'Italia: Guerino Patani compie 109 anni

نظرة سريعة

  • Guerino Patani, brigadiere dei carabinieri in congedo, ha compiuto 109 anni a San Benedetto del Tronto, diventando il militare dell'Arma più longevo d'Italia.
  • Nato a Teramo nel 1917, si arruolò nel 1936 e partecipò alla Seconda Guerra Mondiale come corriere militare, sopravvivendo al rastrellamento tedesco del 24 marzo 1944 e alle attività della Resistenza romana.

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A San Benedetto del Tronto non è stato un compleanno qualunque. Guerino Patani, brigadiere dei carabinieri in congedo, ha raggiunto il traguardo dei 109 anni, confermandosi il militare dell'Arma più longevo d'Italia. Un anniversario celebrato nella sua casa, tra familiari e rappresentanti dell'Istituzione che ha segnato tutta la sua vita.

Gli auguri dei vertici dell'Arma

Per l'occasione non sono mancati i riconoscimenti ufficiali. Il comandante generale dell'Arma, Salvatore Luongo, ha voluto omaggiare Patani con una telefonata personale, definendolo "un autentico emblema dell'Arma". Al brigadiere è stata anche inviata una lettera di auguri accompagnata da una giberna in cristallo, simbolo della Benemerita. A consegnare gli omaggi è stato il comandante della Legione Carabinieri Marche, Nicola Conforti, che ha portato anche il saluto del comandante interregionale "Podgora", Aldo Iacobelli.

Dalla guerra alla Resistenza

Nato a Teramo nel 1917, Patani si arruolò giovanissimo nell'agosto del 1936. Durante la Seconda Guerra Mondiale svolse il ruolo di corriere militare, riuscendo a sopravvivere ai bombardamenti lungo le linee ferroviarie. Trasferito a Roma, visse in prima persona gli anni più drammatici del conflitto: scampò al rastrellamento tedesco del 24 marzo 1944 e partecipò alle attività della Resistenza nella Capitale.

La carriera nelle Marche e il congedo

Nel dopoguerra proseguì il servizio nell'Arma fino al trasferimento nelle Marche. Nel 1963 fu assegnato alla stazione dei Carabinieri di Grottammare, dove rimase fino al congedo, avvenuto nel 1970. Tempo dopo contribuì alla nascita della sezione locale dell'Associazione Nazionale Carabinieri, mantenendo vivo il legame con l'Istituzione.

Un simbolo vivente di memoria

"In un'epoca di accelerazione tecnologica e smaterializzazione dei legami sociali - scrivono i carabinieri in una nota - la figura di Patani emerge come un'architettura morale del presente, un punto di tangenza dove il tempo storico si flette per incontrare l'eternità dei valori. Egli rappresenta quel 'filo rosso' ideale - cromaticamente e simbolicamente affine alla banda che fregia l'uniforme dei Carabinieri - che unisce indissolubilmente l'Arma del 1936 alla proiezione istituzionale del 2026".

"Nei secoli fedele"

Oggi, costantemente circondato dall'affetto della figlia Valeria, del genero Vito e dei nipoti e pronipoti, il Brigadiere continua a essere un pilastro di rettitudine e lucidità, impegnando le proprie giornate con brevi passeggiate, ginnastica e lettura di quotidiani. L'omaggio odierno dell'Arma è il segno tangibile della gratitudine della Nazione a un uomo che ha speso la sua vita servendo l'Italia, restando sempre e con orgoglio "Nei Secoli Fedele".

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This article was originally published by Repubblica Cronaca.

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