Cna: Costo casa e mobilità erodono stipendi e competitività imprese
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L'analisi della Cna evidenzia come il divario tra residenza e lavoro, aggravato dai costi di mobilità, riduca significativamente i risparmi sull'affitto per le famiglie e incida sulla competitività delle imprese, specialmente per artigiani e PMI.
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L'analisi della Cna mette in luce come la crescente distanza tra luoghi di residenza e lavoro, unita all'aumento dei costi di mobilità, generi nuove spese fisse per milioni di famiglie italiane e incida sulla competitività delle imprese.
L’analisi della Cna, Confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media Impresa, si concentra sul rapporto tra costo della casa, mobilità e mercato del lavoro. Dall’indagine emerge come per milioni di famiglie italiane ci sia ormai un nuovo costo fisso, generato dalla crescente distanza tra luoghi di residenza e luoghi di lavoro e dagli spostamenti obbligati che ne derivano: oltre a pesare sui portafogli portando nuove spese, questo divario sta anche incidendo sulla competitività delle imprese.
L’indagine, spiega la Cna, mostra come l’emergenza abitativa e il crescente costo della mobilità stiano modificando in modo profondo le scelte di famiglie, lavoratori e imprese. “Sempre più persone sono costrette ad allontanarsi dai grandi centri urbani per trovare abitazioni a prezzi sostenibili, ma il risparmio sull’affitto viene spesso eroso dall’aumento delle spese necessarie per raggiungere il posto di lavoro”, sottolinea l’analisi. Molte persone, inoltre, per questi spostamenti sono costrette a usare l'auto anche a causa della mancanza di una rete di mezzi di trasporto pubblico adeguata.
Ma i numeri, mostra l’analisi, sono diversi in base ai territori in cui si vive e si lavora. Prendiamo le grandi aree metropolitane: qui il trasferimento nella cintura urbana, cioè nei comuni intorno alla città, continua a garantire un vantaggio economico significativo dal punto di vista delle abitazioni. Tuttavia, sottolinea la Cna, se si considerano gli spostamenti per andare al lavoro questo vantaggio è “molto inferiore rispetto a quello che appare a prima vista”.
Nell’indagine ci sono alcuni esempi sulle città. A Milano, si legge, un nucleo familiare che sceglie un’abitazione fuori città può risparmiare mediamente circa 5.400 euro l’anno sul canone di locazione: oltre 2.300 euro, però, vengono assorbiti dai maggiori costi di mobilità. Il beneficio reale, quindi, si riduce a poco più di 3.000 euro annui.
Passiamo a Roma: nella capitale il risparmio teorico sull’affitto sfiora i 4.800 euro l’anno, ma il costo aggiuntivo degli spostamenti supera i 2.200 euro e il vantaggio effettivo si riduce a circa 2.600 euro.
Situazione analoga a Firenze e Bologna, dove oltre la metà del beneficio che deriva da un affitto più basso viene erosa dai costi necessari per raggiungere il luogo di lavoro.
“Nelle città medie il quadro è ancora più critico”, avverte la Cna. A Bari, Napoli, Perugia e Ancona, infatti, il risparmio sull’affitto viene assorbito per oltre due terzi dalle spese di mobilità. In alcuni territori del Sud, poi, il vantaggio economico residuo si riduce a poche centinaia di euro l’anno o è vicino allo zero: a Potenza, Catanzaro, Salerno e Lecce, ad esempio, fino all’85-90% del risparmio ottenuto sul canone rischia di essere cancellato dal costo degli spostamenti quotidiani.
L’analisi sottolinea anche come la situazione sia più pesante per gli artigiani e le piccole imprese che operano ogni giorno sul territorio. Alcuni professionisti, infatti, non si limitano a raggiungere il posto di lavoro ma si devono anche spostare durante le ore in servizio: il lavoro stesso, in molti casi, si svolge in movimento tra clienti, cantieri, fornitori e interventi di assistenza.
Rientrano in questo gruppo di lavoratori “in movimento”, ad esempio, installatori, impiantisti, manutentori, elettricisti e serramentisti. Quanto spendono ogni anno in mobilità? Un serramentista, secondo le elaborazioni della Cna, percorre mediamente circa 20mila chilometri all’anno e sostiene costi di mobilità che possono superare i 4.500 euro per veicolo. Per un elettricista che opera ogni giorno sul territorio, invece, la spesa annua sale a circa 5.600 euro. Per termoidraulici e manutentori, che percorrono mediamente 30mila chilometri all’anno, il conto può raggiungere i 6.700 euro. Ma la situazione più onerosa, emerge dall’analisi, riguarda gli installatori di impianti: tra sopralluoghi, cantieri e assistenza tecnica, questi professionisti arrivano a percorrere fino a 35mila chilometri all’anno e per queste imprese il costo della mobilità può sfiorare gli 8mila euro annui per ciascun veicolo operativo.
أسئلة مفتوحة
- Quali soluzioni verranno proposte per mitigare questi costi?
- Come influenzerà ulteriormente il mercato del lavoro?
- Quali politiche potrebbero incentivare la riduzione del divario casa-lavoro?





