Crisi aziendali: tavoli scesi da 55 a 37 e lavoratori a rischio sotto i 30.000
Il ministero delle Imprese e del Made in Italy fa il punto sulle vertenze di rilevanza nazionale
نظرة سريعة
- Dall'inizio della legislatura i tavoli sulle crisi aziendali sono scesi da 55 a 37 e i lavoratori a rischio da 70.000 a meno di 30.000, secondo il Mimit.
- Raggiunte 16 nuove intese nel corso dell'anno per oltre 11.000 posti salvaguardati.
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Il ministero delle Imprese e del Made in Italy gestisce i tavoli di crisi per le vertenze industriali di rilevanza nazionale.
Dall'inizio della legislatura a oggi, i tavoli attivi sulle crisi aziendali sono passati da 55 a 37 e i lavoratori a rischio si sono ridotti da 70.000 a poco meno di 30.000. Lo rende noto il ministero delle Imprese e del made in Italy rilevando che "prosegue con determinazione l'azione nella gestione delle crisi aziendali" e che si tratta di "un risultato che conferma l'efficacia dell'attività costante di analisi, coordinamento e monitoraggio delle vertenze di rilevanza nazionale".
"I numeri dimostrano che la strategia del Governo sta dando risultati concreti", ha dichiarato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.
"Abbiamo ridotto il numero delle crisi aperte, diminuito i lavoratori coinvolti e rafforzato il monitoraggio degli accordi - sottolinea Urso - perché il nostro compito non si esaurisce con la firma di un'intesa, ma prosegue fino alla sua piena attuazione. Un risultato che conferma l'efficacia del metodo adottato dal Mimit, fondato sul dialogo tra le parti e sulla ricerca di soluzioni condivise e sostenibili, capace di trasformare le crisi in opportunità di rilancio, salvaguardando occupazione, stabilimenti e capacità produttiva", ha aggiunto.
Parallelamente cresce l'attività di monitoraggio delle vertenze concluse: i tavoli dedicati sono passati da 33 a 46. Un dato che testimonia "la volontà del Ministero di accompagnare le imprese anche dopo la definizione delle crisi, verificando l'attuazione degli accordi e il rispetto degli impegni assunti".
Dall'inizio dell'anno sono state inoltre raggiunte 16 nuove intese tra le parti, che hanno consentito complessivamente di salvaguardare tutti gli stabilimenti e oltre 11.000 posti di lavoro. Sale così a 44 il numero complessivo delle intese concluse negli ultimi tre anni, a testimonianza della capacità del Dicastero di favorire soluzioni condivise e percorsi di stabilizzazione nelle principali vertenze industriali del Paese.
Tra gli accordi conclusi positivamente nei primi mesi dell'anno figurano quelli siglati per Kasanova, Original Marines, AC Boilers, Hiab, PMC e Brose.
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