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Detenuto honduregno trovato morto in cella a Prato
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ANSA Cronaca1‏/7‏/2026Crime3 د قراءةItaly

Detenuto honduregno trovato morto in cella a Prato

نظرة سريعة

  • Rodriguez Matute, 26 anni, cittadino honduregno, è stato trovato morto nella sua cella del carcere della Dogaia a Prato.
  • Era accusato di tentato omicidio e rapina e doveva essere ascoltato dalla procura per presunte violenze subite durante l'arresto.

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È stato trovato morto all'alba nella sua cella del carcere della Dogaia a Prato, proprio nel giorno in cui avrebbe dovuto essere ascoltato dalla procura della città toscana per riferire sulle presunte violenze che sosteneva di aver subito durante il suo arresto.

Il detenuto deceduto è Rodriguez Matute, 26 anni, cittadino honduregno recluso con l'accusa di tentato omicidio e rapina per l'aggressione a Iacopo Cerbai, cameriere accoltellato nella notte del 12 maggio in piazza Mercatale a Prato. A dare l'allarme due compagni di cella: ascoltati questo pomeriggio dai magistrati avrebbero riferito di non aver notato nulla di strano sino alla scoperta del corpo esanime. Il medico del 118 intervenuto ha potuto soltanto constatare il decesso, avvenuto presumibilmente per un 'arresto cardiaco' - così è riportato nel primo referto - durante il sonno. Il magistrato di turno ha disposto immediatamente l'autopsia, che si terrà a partire da sabato mattina e dovrà chiarire con precisione le cause della morte.

Da chiarire anche se il 26enne possa aver assunto qualche sostanza attraverso gli esami tossicologici. La procura guidata da Luca Tescaroli ha intanto aperto un fascicolo ipotizzando la morte come conseguenza di altro delitto. Forse da collegare proprio a una possobile assunzione di sostenze. L'avvocato del giovae, Simone Valenti, spiega di aver incontrato il suo assistito proprio ieri pomeriggio, in previsione del colloquio che si sarebbe dovuto svolgere in Procura. "Ieri - racconta - mi ha detto che di mattina era svenuto per un malore, ma che in quel momento stava bene. Mi ha riferito di non aver mai assunto droga in carcere". Valenti ha ricevuto l'incarico dal 26enne solo pochi giorni fa. "Mi è sembrato lucido, mi ha detto di star bene. Non era apparso preoccupato. Mi ha solo detto di avere un grumo di sangue in testa. Non ho ben capito a cosa si riferisse, ma certamente a qualcosa di pregresso".

Rodriguez Matute aveva la mandibola fratturata, una condizione che il giovane - riferendolo ai medici al momento dell'ingresso in carcere - avrebbe legato alle fasi dell'arresto e alle presunte botte subite dalle forze dell'ordine in quella fase. Circostanza che era stata trasmessa alla magistratura e sulla quale la procura aveva avviato gli accertamenti. Il caso riaccende anche il dibattito sulle condizioni del sistema penitenziario toscano, che proprio nel carcere pratese della Dogaia ha una delle sue maggiori criticità. Sono numerose le inchieste della procura sulle modalità sconcertanti di spaccio di droga - spedita dall'esterno anche con frecce, fionde e droni - e sull'uso dei telefoni cellulari. Due le maxi perquisizioni effettuate nel carcere nel giugno e nel novembre 2025, lo scorso 28 giugno sequestrati altri 120 grammi di stupefacente e telefoni. Oggi è intervenuto anche il garante regionale dei diritti dei detenuti, Giuseppe Fanfani, parlando di "una vera e propria mattanza, indegna di un Paese civile", citando il decesso del 26enne e anche la morte, avvenuta alcuni giorni fa, di un uomo di 75 anni, entrato in carcere a Sollicciano per scontare una condanna a quattro anni e dopo essere stato colpito da un ictus.

Secondo i volontari dell'associazione Pantagruel, che lo seguivano, le sue condizioni erano già estremamente compromesse e il caldo delle ultime settimane avrebbe aggravato un quadro clinico molto fragile. "Qualunque sia la causa accertata dall'autopsia, lo Stato ne aveva la custodia e aveva il dovere di tutelarne la salute e quindi la vita" del 26enne, commentano infine i deputati del Pd Christian Di Sanzo e Marco Furfaro.

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This article was originally published by ANSA Cronaca.

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