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Divario pensionistico del 28,7% a sfavore delle donne in Italia
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ANSA Economia12‏/5‏/2026Society2 د قراءةItaly

Divario pensionistico del 28,7% a sfavore delle donne in Italia

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Il Rapporto Italia Generativa rivela un divario pensionistico del 28,7% a sfavore delle donne in Italia, ampliato da fattori come differenze salariali, partecipazione al lavoro e carico di cura.

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Se all'ingresso nel mercato del lavoro il divario tra uomini e donne può apparire contenuto, nel corso della vita professionale tende ad allargarsi progressivamente, fino a tradursi in un gap pensionistico del 28,7% a sfavore delle donne. È quanto emerge dalla nuova edizione del Rapporto Italia Generativa realizzata dal Centre for the Anthropology of Religion and Generative Studies (ARC) dell'Università Cattolica del Sacro Cuore promossa da Fondazione Poetica e supportata da Unioncamere, presentata oggi a Roma. Il lavoro di ricerca è stato introdotto da Andrea Prete, presidente di Unioncamere, presentato dai ricercatori del Centro di Ricerca ARC. Le donne non vivono una condizione uniforme. Differenze di reddito, risorse e contesto producono traiettorie molto diverse. Chi ha maggiori risorse riesce a compensare le carenze del sistema attraverso soluzioni individuali; le più fragili - spesso con lavori instabili o a bassa retribuzione - sono costrette a scelte limitanti fin dalla giovane età, con effetti duraturi su autonomia e carriera. Nel Mezzogiorno il tasso di mancata partecipazione femminile al lavoro supera il 25% in diverse regioni, fino a raggiungere il 38,3% in Calabria e il 36,8% in Campania, mentre nel Nord scende sotto il 10%. Anche le retribuzioni seguono lo stesso andamento: si passa da 28.603 euro medi annui a Milano a poco più di 10.000 euro in alcune province del Sud, come Vibo Valentia (10.463 euro). Il divario si riflette anche nella distribuzione del lavoro familiare: le donne svolgono il 61,6% del totale, ma la quota sale al 70,4% nel Sud e al 68,4% nelle Isole. C'è poi lo snodo maternità. Più che un evento integrato nei percorsi professionali, si configura spesso come una discontinuità che comporta rallentamenti, ridimensionamenti o ridefinizioni delle traiettorie lavorative. Accanto alla maternità, cresce il carico legato alla cura degli anziani. In Italia, il 58% delle attività di cura è rivolto a genitori o suoceri, contro l'8% destinato ai figli. Si configura così una 'doppia morsa' che incide soprattutto sulle donne nella fase centrale della vita lavorativa, limitandone opportunità e progressione di carriera. Le disuguaglianze si rafforzano lungo tutto il ciclo di vita: minori salari, carriere più lente e discontinue, minore accesso a ruoli apicali e maggiore concentrazione in settori meno tutelati. Il risultato è uno svantaggio cumulativo che aumenta la vulnerabilità economica, soprattutto nelle fasi più fragili della vita.

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This article was originally published by ANSA Economia.

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