Gravina: non sono stato costretto a dimettermi, ma è stato giusto
Il presidente uscente della FIGC ospite a Otto e mezzo su La7: non ritengo di aver fallito, la federazione tra le più apprezzate in Europa
نظرة سريعة
- Gabriele Gravina, presidente uscente della FIGC, ospite a Otto e mezzo su La7 dichiara di non essere stato costretto a dimettersi ma di aver scelto liberamente per responsabilità verso la federazione.
- Ammette il fallimento sulla promessa di portare l'Italia ai mondiali, ma difende il bilancio della sua gestione.
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لماذا يهم
Gabriele Gravina era presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Sotto la sua guida, la nazionale italiana non si è qualificata per i Mondiali, mancamento che ha generato critiche e pressioni istituzionali.
"Non sono stato costretto a dimettermi, nella maniera più assoluta, ma è stato giusto. Non ritengo però di aver fallito". Così Gabriele Gravina ospite a Otto e mezzo su La7. "E' stata una mia scelta personale. Avevo assunto un impegno verso tutti i tifosi italiani di andare ai mondiali e purtroppo non ho mantenuto fede a questo impegno - le parole del presidente uscente della federcalcio -. E' stato giusto dimettersi. Non sono propenso a subire pressioni, ragiono con la mia testa e la mia lucidità. E' stato un atto di responsabilità verso la federazione, c'erano isterie istituzionali di ogni genere, era bene non sovraesporre la FIGC". "Non ritengo di aver fallito - sottolinea -. Se legato a piccoli episodi, certo, ho fallito, ma se vogliamo parlare dell'attività in tutte le sue forme e nei progetti realizzati, la nostra federazione è tra le più apprezzate in Europa" conclude.
أسئلة مفتوحة
- Quando esattamente sono state presentate le dimissioni
- Chi sarà il nuovo presidente della FIGC
- Quali sono le specifiche critiche ricevute durante il suo mandato






