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Guerra in Iran e Medio Oriente: ultimi aggiornamenti su Hormuz, Gaza e Libano
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Sky TG24قبل 5 ساعاتالعالم7 د قراءةItaly

Guerra in Iran e Medio Oriente: ultimi aggiornamenti su Hormuz, Gaza e Libano

Possibile accordo sullo stretto di Hormuz ipotizzato da Trump. Colloqui a Roma tra Israele e Libano. Crescono le esecuzioni in Iran secondo l'Onu.

نظرة سريعة

  • Donald Trump ipotizza un accordo sullo stretto di Hormuz, mentre proseguono i colloqui a Roma tra Israele e Libano.
  • L'Onu denuncia l'aumento delle esecuzioni in Iran e una crisi idrica colpisce 50.000 persone in Cisgiordania.

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لماذا يهم

Le tensioni nel Golfo Persico e in Medio Oriente coinvolgono l'Iran, Israele, gli Stati Uniti e vari gruppi armati regionali.

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Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran

Iran, fonti stampa: vicino accordo su Hormuz. Ma i media di Teheran smentiscono. LIVE

"Sono stati fatti molti progressi" e un accordo "è possibile domani o dopodomani", vale a dire mercoledì o giovedì. E' quanto ha detto Donald Trump, poco prima di imbarcarsi sull'Air Force One a Los Angeles. Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver attaccato una petroliera saudita al largo di Yanbu, nel Mar Rosso

"Sono stati fatti molti progressi" e un accordo "è possibile domani o dopodomani", vale a dire mercoledì o giovedì. E' quanto ha detto Donald Trump, poco prima di imbarcarsi sull'Air Force One a Los Angeles dove è ancora martedì sera allo scopo di raggiungere Las Vegas, a una domanda sull'ipotesi rilanciata da Axios, secondo cui l'intesa sull'apertura dello Stretto di Hormuz è attesa oggi, mercoledì 5 agosto. Le voci sulla possibile intesa fanno perdere terreno al petrolio, che scivola sotto gli 80 dollari.

Libano, Idf: " Avviso di evacuazione nel villaggio al-Mansouri nel sud"

L'esercito israeliano ha emesso un avviso di evacuazione per i residenti del villaggio libanese di Al-Mansouri, nel distretto di Tiro. Lo scrive il portavoce dell'Idf Avichay Adraee su X. In precedenza, i media libanesi avevano riferito di raid aerei sulla zona. A Roma è in corso la seconda giornata di colloqui tra le delegazioni di Israele e Libano.

Pezeshkian ad Hamas: "Vi sosteniamo nei negoziati su Gaza"

"L'Iran sosterrà ogni misura, iniziativa e decisione che i leader palestinesi prenderanno nel processo negoziale" su Gaza. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una telefonata a Khalil al-Hayya, capo dell'ufficio politico di Hamas. La scorsa settimana, Trump ha annunciato il raggiugimento di un accordo con Hamas per il suo disarmo. Quest'ultimo tuttavia lo ha legato al ritiro dell'Idf dalla Striscia, cosa che Israele si rifiuta di fare finchè il gruppo militante palestinese non avrà deposto le armi. Lunedì il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha per la prima volta pubblicamente preso le distanze dall'intesa annunciata da Trump, sostenendo che non riflette la posizione dello Stato ebraico, e ieri ha ribadito che non ci sara' alcun ritiro fino al completo disarmo di Hamas.

Tajani sente Araghchi: "Mi ha anticipato le proposte di Teheran sul Libano"

Nella telefonata avuta con il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro iraniano Abbas Araghchi ha offerto il punto di vista iraniano, anticipando alcune proposte diplomatiche che Teheran intende avanzare sul dossier. Lo riferisce la Farnesina in una nota. Tajani ha ribadito l'importanza di progredire nell'attuazione degli impegni assunti dalle parti, con particolare riferimento al disarmo di Hezbollah e al contestuale ripristino della sovranità dello Stato libanese sull'intero territorio nazionale. Tajani ha confermato che l'Italia continuerà a lavorare a livello politico e diplomatico a sostegno di ogni iniziativa volta a favorire il dialogo e la stabilità regionale. In questo senso, ha aggiunto, l'Italia è pronta a continuare a fare la propria parte, in stretto raccordo con i partner regionali e internazionali. A Roma è in corso nuovo round di colloqui trilaterali tra Libano, Usa e Israele per cercare di risolvere il conflitto nel Paese del centro.

Media: Araghchi venerdì in Pakistan per vedere mediatori

Abbas Araghchi, ministro degli Esteri dell'Iran, sarà venerdì in Pakistan per incontri ufficiali con i mediatori del negoziato con gli Stati Uniti. Lo riporta l'agenzia Tasnim. Durante la visita Araghchi dovrebbe incontrare il capo di Stato maggiore dell'esercito Asim Munir, il primo ministro Shehbaz Sharif, primo ministro del Pakistan e il ministro degli Esteri Ishaq Dar.

Iran, Onu: 'Giustiziate almeno 56 persone da marzo'

Almeno 56 persone sono state giustiziate in Iran dal 19 marzo, con l'accusa di reati legati alla sicurezza nazionale, di cui 27 in casi connessi alle proteste di inizio anno. Lo ha reso noto l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Türk, aggiungendo che da marzo si è registrato un aumento delle esecuzioni e delle condanne a morte ed esortando le autorità a fermare tutte le esecuzioni e ad adoperarsi per l'abolizione della pena di morte.

Oltre 50.000 senz'acqua in Cisgiordania per malfunzionamento pozzo gestito da Israele

Il malfunzionamento di un pozzo gestito da Israele in Cisgiordania ha causato una grave crisi idrica, che ha colpito i villaggi di Beit Iba, Tell, Qusin, Beit Wazan, Sarra, Jit e diversi villaggi nella zona di Jenin, nella Cisgiordania settentrionale, lasciando senza acqua almeno 50.000 persone. Iman Mahmoud Ismail, vice capo del consiglio del villaggio di Beit Iba, a ovest di Nablus, ha dichiarato a Radio Alam: "Un guasto tecnico alla pompa principale ha causato un'interruzione dell'acqua che ha colpito circa il 90% del villaggio di Beit Iba e dei villaggi circostanti". Ha spiegato che il pozzo si trova su un terreno di proprietà di Beit Iba, all'interno dell'Area A, amministrata dall'Autorità Palestinese; tuttavia, la gestione del pozzo è affidata alla società israeliana Mekorot. "Ci è stato detto che la riparazione del guasto richiederà un mese", ha aggiunto.

Secondo l'attivista Abdul Rahman al-Banna, ci sono "oltre 50.000 cittadini che non riescono a trovare un bicchiere d'acqua da bere". Ha dichiarato al quotidiano Al-Arabi Al-Jadeed: "Abbiamo sete in ogni senso della parola. Abbiamo esaurito ogni mezzo senza successo, i pozzi domestici si sono prosciugati e le sorgenti d'acqua sono diventate rare, con i consumi che raddoppiano durante l'estate".

Presidente iraniano a leader Hamas: 'Con voi su ogni decisione durante negoziati'

Teheran "sostiene ogni decisione, iniziativa o misura adottata dai leader palestinesi durante il processo negoziale in atto" tra Israele e Hamas. Lo ha detto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, al nuovo leader dell'Ufficio politico di Hamas, Khalil al-Hayya, in una telefonata di cui dà notizia l'agenzia ufficiale iraniana Irna. Ribadito, precisa l'Irna, "il sostegno continuo al popolo palestinese". Pezeshkian, si legge, ha confermato che "l'Iran non risparmierà sforzi nel sostegno ai palestinesi" e ha insistito per una "maggiore unità" tra i "Paesi islamici" anche per "rafforzare la cooperazione contro sfide comuni". Le parole del presidente iraniano arrivano dopo che la scorsa settimana Donald Trump ha annunciato un accordo raggiunto dal Board of Peace sul "disarmo completo di Hamas e di tutti i gruppi armati a Gaza". Solo ieri è arrivata la reazione del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, che in un video diffuso sui social ha affermato che Israele non ha acconsentito al piano. Netanyahu che puntualizzato che Israele ha ricevuto una "bozza" e ha risposto con osservazioni, non con un via libera. "Ci hanno mandato una bozza, non l'abbiamo approvata. Non è la nostra bozza - ha detto in un video diffuso sui social - Abbiamo mandato le nostre osservazioni".

Tajani sente Araghchi: "Bene dialogo. Hormuz sia libero"

Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo iraniano, Abbas Araghchi, in cui ha ribadito la necessità di risolvere la crisi con il dialogo e garantire la libera navigazione nello stretto di Hormuz. Lo ha riferito lo stesso Tajani su X. "Ho appena parlato con il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Mi ha illustrato la trattativa che l'Iran sta avendo con l'Oman per riaprire lo stretto di Hormuz al traffico commerciale. Ho ribadito l'importanza di proseguire il dialogo per arrivare rapidamente a una soluzione politica della crisi anche con gli Stati Uniti ed evitare nuove escalation", ha spiegato. "È essenziale garantire la piena libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, senza pedaggi o limitazioni, nell'interesse della stabilità regionale e dell'economia globale", ha insistito Tajani. "Abbiamo parlato anche del Libano: auspico che i negoziati in corso a Roma producano risultati concreti per consolidare il cessate il fuoco e arrivare a un accordo generale. Gli ho ribadito che il ruolo dell'Iran è cruciale per fermare le azioni militari di Hezbollah. L'Italia continuerà a fare la propria parte per favorire dialogo, sicurezza e pace in Medio Oriente", ha assicurato.

Iran: "allarme" Onu per aumento esecuzioni capitali da marzo

Le Nazioni Unite si sono dette "allarmate" dall'aumento delle esecuzioni capitali in Iran, con almeno 56 persone giustiziate con l'accusa di minaccia alla sicurezza nazionale, a partire dalle prime impiccagioni legate alle proteste di inizio anno.

Il Papa: 'prego per la pace nel mondo'

Il Papa, nell'udienza generale, ha ricordato i pellegrinaggi che in questi giorni si svolgono al santuario polacco di Jasna Gora. "Insieme a voi prego per la pace nel mondo", ha detto al momento dei saluti ai fedeli di lingua polacca.

Egitto, ritiro israeliano condizione necessaria per piano Trump per Gaza

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty è ad Amman per una riunione dei ministri della regione su Gerusalemme, che inevitabilmente verterà in generale sulla situazione di Gaza, il ritiro israeliano e le altre crisi in atto nella regione. Abdelatty - riferisce un portavoce - ne ha parlato a margine prima dell'inizio dell'incontro con il suo omologo tunisino Mohamed Ali Nafti, esortando alla "piena attuazione del piano di pace del Presidente degli Stati Uniti per Gaza, compreso il completamento della prima fase, la garanzia di un accesso completo, sicuro e sostenibile per gli aiuti umanitari" ma soprattutto il "ritiro israeliano dalla Striscia di Gaza", giudicato "condizione necessaria per la rapida attuazione dei programmi di ripresa e ricostruzione". I due ministri hanno accennato anche alla questione libica, sostenendo il proseguimento del meccanismo tripartito avviato da Egitto, Tunisia e Algeria per accompagnare il Paese a un processo politico unitario e pacifico. L'incontro di Amman riunisce i ministri dei Paesi arabi e islamici con lo scopo di "esplorare le modalità per sostenere i legittimi diritti del popolo palestinese e preservare lo status giuridico e storico di Gerusalemme".

Media, Hormuz continuerà a lungo a essere una leva geopolitica per l'Iran

La capacità dell'Iran di trarre profitto dallo stretto di Hormuz "diminuirà, ma potrebbe non scomparire mai del tutto" e "anche se le tariffe che l'Iran può imporre diminuiranno nel tempo, la sua influenza strategica non si affievolirà necessariamente. Anzi, potrebbe persino rafforzarsi man mano che il regime istituzionalizza la propria influenza regionale". Lo scrive l'Economist in un'analisi intitolata 'Per quanto tempo l'Iran potrà utilizzare Hormuz come arma?' la cui conclusione è, appunto, che Teheran potrebbe continuare a sfruttare lo Stretto sia per ottenere entrate sia per mantenere una forte leva geopolitica ben oltre la fine della guerra. L'Economist ricorda come per Hormuz passi circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale. Con la guerra, i Paesi del Golfo hanno cercato alternative. L'oleodotto est-ovest dell'Arabia Saudita, che evita lo stretto attraversando la penisola fino al porto Yanbu sul Mar Rosso, trasportava solo 1 milione di barili al giorno per l'esportazione prima della guerra. Oggi funziona a una capacità di 7 milioni. Gli Emirati Arabi Uniti hanno sfruttato al massimo il loro oleodotto Habshan-Fujairah, che trasporta 1,8 milioni di rispetto a 1 milione di barili al giorno prima della guerra. Circa 200.000 transitano attraverso un oleodotto iracheno più piccolo, un tempo inattivo, verso la Turchia. I Paesi del Golfo stanno poi costruendo oleodotti alternativi, ma non saranno sufficienti a sostituire completamente lo Stretto. Inoltre anche le vie alternative hanno rischi. Per lasciare Yanbu si passa per Bab al-Mandab, vulnerabile agli attacchi Houthi alleati dell'Iran, oppure attraverso il canale di Suez, che sbocca sul Mediterraneo. Ma il 29 luglio un drone ha colpito una petroliera a Damietta, a soli 50 km in linea d'area da quello sbocco. E, se per il petrolio esistono alcune alternative, per carburanti raffinati e gas naturale liquefatto (Gnl) sono molto limitate. Nuove infrastrutture richiederanno anni di lavori e potrebbero essere vulnerabili a nuovi attacchi.

Houthi, 'colpita una petroliera saudita nel Mar Rosso'

Gli Houthi yemeniti, sostenuti dall'Iran, hanno dichiarato di aver attaccato una petroliera saudita al largo di Yanbu, nel Mar Rosso, mentre i ribelli continuano il loro dichiarato blocco marittimo dell'Arabia Saudita. Il gruppo "ha colpito con successo la petroliera saudita 'Wafa' nel Mar Rosso settentrionale, al largo della costa di Yanbu, con diversi missili balistici", ha affermato il loro portavoce militare Yahya Saree in una dichiarazione video, aggiungendo che si tratta dell'ottava nave presa di mira dall'inizio del blocco il 22 luglio.

Teheran: 'Trump instabile, guardiamo con scetticismo a proposte Usa'

"Gli americani hanno dimostrato più volte di non essere affidabili. Il presidente statunitense Donald Trump ha una personalità instabile. Gli Stati Uniti e Israele hanno violato diverse clausole dell'accordo di cessate il fuoco. Qualsiasi passo compiuto dagli americani incontrerà una contromossa da parte dell'Iran, con una forza ben maggiore. Qualsiasi proposta avanzata dagli Stati Uniti, sia nell'ambito dei negoziati che in altre iniziative, dovrebbe essere accolta con scetticismo". Lo ha dichiarato il segretario della Commissione parlamentare per la sicurezza nazionale iraniana Behnam Saidi.

Libano, Onu: oltre 800.000 sfollati tornano a casa dopo guerra

Oltre 800.000 persone sfollate a causa della guerra in Libano hanno iniziato a tornare nelle loro città d'origine dopo la tregua nel conflitto tra Israele e Hezbollah, ha dichiarato l'Onu. L'annuncio, diffuso ieri sera, è giunto mentre il Libano e Israele hanno avviato un nuovo ciclo di colloqui, sponsorizzati dagli Stati Uniti, a Roma, volti a porre fine ai combattimenti, e che dovrebbero concludersi domani. L'Agenzia umanitaria delle Nazioni Unite (Ocha) ha affermato che "821.077 pe

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توقعات الذكاء الاصطناعي — احتمالات وليست حقائق

  • Incontro di Abbas Araghchi in Pakistan con i mediatori

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أسئلة مفتوحة

  • Verrà raggiunto un accordo ufficiale sullo Stretto di Hormuz?
  • Quali saranno le decisioni definitive sui negoziati a Roma per il Libano?

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This article was originally published by Sky TG24.

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