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Guerra in Iran, Trump: "Colloqui vanno molto bene, possono chiudersi nel weekend"
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Guerra in Iran, Trump: "Colloqui vanno molto bene, possono chiudersi nel weekend"

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Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran

Guerra Iran, Trump: "Colloqui vanno molto bene, possono chiudersi nel weekend". LIVE

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Lo ha detto il presidente Donald Trump, rispondendo alle domande dei media alla Casa Bianca. "Siamo molto vicini alla firma delle carte", ha aggiunto, assicurando poi che Teheran non avrà mai armi nucleari

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I colloqui con l'Iran potrebbero concludersi "questo fine settimana" e stanno andando "molto bene", assicurando che Teheran non avrà mai armi nucleari. Lo ha detto il presidente Donald Trump, rispondendo alle domande dei media alla Casa Bianca. "Siamo molto vicini alla firma delle carte", ha aggiunto.

In giornata il presidente Usa ave a detto: “Se non avessi attaccato l’Iran, Israele adesso non esisterebbe”, respingendo le affermazioni secondo cui sarebbe stato ingannato da Netanyahu per entrare in guerra contro l'Iran.

Gli approfondimenti:

Iran, la risposta alla proposta Usa per la fine della guerra: dal nucleare a Hormuz

Iran, la Marina militare italiana pianifica l'eventuale invio di 4 navi a Hormuz

Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle

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Guerra in Iran, la storia delle crisi e dei conflitti nel Golfo dal 1979 a oggi

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Trump: cerchiamo di separare tema Iran da Libano

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato, in una conversazione con i giornalisti alla Casa Bianca, che Washington sta "cercando di separare l'Iran dalle tensioni in Libano". Ha aggiunto: "Abbiamo parlato con Hezbollah. In realtà abbiamo parlato con loro per la prima volta. Ieri hanno accettato di non sparare". Riguardo al primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato: "E' stato un ottimo partner per me, per altri non altrettanto, ma per me è stato molto buono".

Trump: "Molto bene colloqui con Iran, potrebbero chiudersi nel fine settimana"

I colloqui con l'Iran potrebbero concludersi "questo fine settimana" e stanno andando "molto bene", assicurando che Teheran non avrà mai armi nucleari. Lo ha detto il presidente Donald Trump, rispondendo alle domande dei media alla Casa Bianca. "Siamo molto vicini alla firma delle carte", ha aggiunto.

Perché il ruolo degli Emirati Arabi può cambiare la guerra nel Golfo

Secondo il Wall Street Journal, gli Emirati avrebbero colpito obiettivi iraniani, segnando un possibile cambio di ruolo nel conflitto. Se confermato, l’attacco avvicinerebbe Abu Dhabi a Israele e agli USA, aumentando le tensioni con Iran e Arabia Saudita.

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Hamas rinvia incontro con mediatori per tregua a Gaza

Un incontro tra Hamas e i mediatori per la tregua a Gaza, previsto per oggi in Egitto, è stato rinviato a domenica. A renderlo noto è una fonte vicina al movimento, che chiede a Israele di fermare gli attacchi in corso nei territori palestinesi.

L'incontro era originariamente programmato per oggi nella città mediterranea di El-Alamein e avrebbe dovuto includere una delegazione di Hamas guidata dal capo negoziatore Khalil al-Hayya, insieme a fazioni palestinesi come la Jihad islamica e mediatori provenienti da Egitto, Turchia e Qatar.

"Hamas e le fazioni palestinesi dovrebbero iniziare gli incontri consultivi al Cairo sabato prossimo", prima degli incontri tra i movimenti palestinesi e i mediatori di domenica, ha affermato una fonte vicina ai negoziati, secondo la quale Hamas ha "richiesto il rinvio dei colloqui", definendoli privi di significato a causa dell"intransigenza israeliana".

Media iraniani: "Colpito cacciatorpediniere Usa in Mar d'Oman". Usa: "Falso"

"A seguito delle azioni aggressive, della violazione delle norme dello Stretto di Hormuz e delle atrocità commesse contro navi mercantili iraniane nel Mar d'Oman" da parte dell'esercito americano, "la Marina della Repubblica Islamica dell'Iran ha preso di mira il 'centro di comando e controllo' responsabile di queste atrocità situato su un cacciatorpediniere americano che si stava avvicinando alle acque territoriali della Repubblica Islamica dell'Iran nel Mar d'Oman". Lo riporta l'agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim, smentita a stretto giro dal Centcom statunitense: "L'Iran sta mentendo. Le risorse militari statunitensi in mare continuano a volare, navigare e operare in sicurezza e senza ostacoli", ha affermato il comando Usa.

Voli, benzina, agricoltura: i costi della guerra in Iran in 8 grafici

Mentre le speranze di una risoluzione del conflitto aumentano, ecco un riepilogo delle conseguenze dell’attacco di Usa e Israele e della risposta iraniana in vari settori: dall’energia ai fertilizzanti, dagli aerei alle materie prime alimentari.

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Iran, accuse reciproche con gli Usa. Raid israeliani in Libano

Centcom: "L'attacco all'aeroporto in Kuwait fatto da droni dell'Iran"

L'Iran "ha colpito l'aeroporto civile" in Kuwait "con droni, in un attacco deliberato, calcolato e ingiustificato". E' quanto scrive il Comando militare centrale Usa (Centcom), contestando la versione di Teheran secondo cui i danni al "terminal passeggeri dell'aeroporto internazionale del Kuwait sarebbero stati causati da un missile intercettore statunitense" SI tratta di un'affermazione "totalmente FALSA", ha precisato il Centcom su X.

Aeroporto del Kuwait danneggiato da missile Patriot "impazzito"

Un portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha negato che le loro forze siano responsabili dell'attacco che ha danneggiato parte del terminal passeggeri dell'aeroporto internazionale del Kuwait, affermando che la causa è stata un malfunzionamento di un sistema missilistico Patriot di fabbricazione statunitense, secondo quanto riportato dai media statali.

Araghchi: "I contatti con gli Usa non sono interrotti"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato al quotidiano libanese 'Al Mayadeen' che, sebbene i contatti con gli Stati Uniti non siano stati interrotti, non sono stati compiuti progressi nei negoziati. Il ministro degli Esteri iraniano ha aggiunto che entrambe le parti stanno esaminando i messaggi che si sono scambiati.

Attaccata nave Usa nel golfo di Oman

L'Iran afferma che la sua marina ha preso di mira una nave militare statunitense che ospitava un "centro di comando e controllo" mentre si avvicinava alle acque territoriali del Paese nel Mar d'Oman. Lo scrive l'agenzia di stampa Tasnim. Secondo quanto riportato da Tasnim, l'esercito iraniano ha affermato che l'incidente è avvenuto in seguito agli attacchi statunitensi contro navi mercantili iraniane e alla "violazione delle norme relative allo Stretto di Hormuz". Da Washington non è giunta alcuna risposta immediata.

L'Ue condanna i raid iraniani in Kuwait e Bahrain: "Grave violazione"

L'Ue condanna "con fermezza gli ultimi attacchi iraniani contro infrastrutture civili in Kuwait e Bahrain", denunciando una "grave violazione del diritto internazionale umanitario" e "una minaccia alla stabilità della regione". "Questi attacchi deliberati contro obiettivi civili sono inaccettabili", ha affermato il Servizio europeo per l'azione esterna in una nota, chiedendo un'immediata de-escalation e la piena attuazione della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. L'Ue ha inoltre espresso vicinanza alle vittime degli attacchi e augurato una pronta guarigione ai feriti.

Idf arresta studente diretto a Tor Vergata: "E' terrorista di Hamas"

Secondo il sito di notizie della Striscia di Gaza Drop Site, al Najjar era tra gli studenti palestinesi giunti ieri a Roma ed è stato fermato "mentre era in viaggio verso l'Italia per proseguire i suoi studi universitari presso l'Università di Roma Tor Vergata, dopo mesi di tentativi per ottenere l'autorizzazione all'uscita da Gaza"

Idf arresta studente diretto a Tor Vergata: 'E' terrorista di Hamas'

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Idf arresta studente diretto a Tor Vergata, 'è un terrorista di Hamas'

L'Idf rende noto di aver arrestato ieri al valico di Kerem Shalom Mahmoud Al Najjar, definendolo "un miliziano della brigata nord di Hamas che ha preso parte al massacro del 7 ottobre 2023". Secondo il sito di notizie della Striscia di Gaza Drop Site, al Najjar era tra gli studenti palestinesi giunti ieri a Roma ed era diretto all'università Tor Vergata. Drop Site spiegava come al Najjar è stato fermato "mentre era in viaggio verso l'Italia per proseguire i suoi studi universitari presso l'Università di Roma Tor Vergata, dopo mesi di tentativi per ottenere l'autorizzazione all'uscita da Gaza".

Guerra in Iran, il piano della Coalizione dei Volenterosi per Hormuz: cosa sappiamo finora

È salito a oltre 40 il numero degli aderenti alla Coalizione dei Volenterosi per Hormuz, convocata dal Regno Unito per discutere dei programmi post-bellici di ripristino della navigazione commerciale nello Stretto di Hormuz, bloccato in larga parte dall'Iran in risposta ai bombardamenti di Stati Uniti e Israele. Ma quali sono i piani futuri della Coalizione? È previsto un intervento militare? O si prererirà la via diplomatica?

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Beirut, in meno di una settimana l'Idf ha attaccato tre ospedali nel sud Libano

In meno di una settimana, tre ospedali nel sud del Libano sono stati attaccati da Israele, causando oltre 150 feriti e 9 morti, secondo quanto riferisce il ministero della Sanità libanese e riportato dal Guardian. Israele ha effettuato oggi un attacco nelle immediate vicinanze dell'ospedale pubblico di Tebnine, pochi giorni dopo gli attacchi contro gli ospedali Hiram e Jabal Amel a Tiro. Il raid vicino al Jabal Amel, avvenuto lunedì, ha provocato quattro morti e 127 feriti, la maggior parte dei quali appartenenti al personale medico. "Era una giornata come tante in ospedale e poi, improvvisamente e senza motivo, hanno preso di mira la struttura. È stata una catastrofe", ha dichiarato Wael Mroueh, direttore del Jabal Amel. L'attacco ha colpito l'edificio proprio di fronte all'ospedale, radendolo al suolo.

Araghchi: 'Qualsiasi attacco a Beirut porterà a ripresa guerra su vasta scala'

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avvertito che qualsiasi attacco a Beirut scatenerà una "ripresa della guerra su vasta scala".

Pasdaran negano attacco ad aeroporto Kuwait: 'Colpa di Patriot Usa'

I Pasdaran hanno negato di aver colpito l'aeroporto internazionale del Kuwait, affermando che l'attacco è stato causato da un malfunzionamento di un sistema missilistico Patriot di fabbricazione statunitense. Lo ha dichiarato un portavoce delle Guardie Rivoluzionarie negando la responsabilità del raid che ha danneggiato parte del terminal passeggeri dell'aeroporto kuwaitiano.

Araghchi: se Israele attacca Beirut, risponderemo

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato in un'intervista all'emittente libanese 'Al-Mayadeen', affiliata a Hezbollah, che "se Israele attacca Beirut, risponderemo con decisione".

Iran, Guterres 'preoccupato' esorta le parti alla moderazione

Il Segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, "preoccupato" per i rinnovati scontri tra Iran e Stati Uniti e per gli attacchi contro il Kuwait, ha esortato oggi "tutte le parti ad esercitare la massima moderazione", ha dichiarato il suo portavoce. Particolarmente "turbato" dalle notizie di vittime civili, Guterres "esorta tutte le parti ad esercitare la massima moderazione e ad evitare qualsiasi ulteriore escalation che rischi di compromettere gli sforzi diplomatici in corso", ha detto Stéphane Dujarric ai giornalisti. "La sovranità e l'integrità territoriale di tutti i paesi devono essere rispettate", e gli attacchi contro obiettivi civili sono "vietati" dal diritto internazionale, ha aggiunto, sottolineando il sostegno del Segretario generale agli sforzi di mediazione, in particolare quelli guidati dal Pakistan, tra Teheran e Washington.

Palestina ammessa ai lavori dell'Organizzazione internazionale del Lavoro

Con una risoluzione approvata a larga maggioranza (394 voti a favore e 17 contrari), la Palestina è stata ammessa a partecipare ai lavori dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (Oil) durante la 114/a sessione della Conferenza Internazionale del Lavoro a Ginevra. Lo fa sapere il ministero del Lavoro egiziano accogliendo con favore l'esito del voto, da lui proposto. La votazione - ha osservato il ministro egiziano Hassan Raddad, presidente dell'Organizzazione Araba del Lavoro - "ha rispecchiato l'ampio sostegno internazionale alla partecipazione della Palestina ai lavori dell'organizzazione, in linea con i diritti e i privilegi precedentemente concessi dall'Oil". "L'adozione della risoluzione - ha aggiunto - sottolinea il crescente sostegno internazionale ai legittimi diritti del popolo palestinese in seno alle organizzazioni internazionali e ai forum multilaterali", ha aggiunto. Durante la sessione di apertura della conferenza, Raddad ha rilasciato una dichiarazione a nome del Gruppo Arabo, composto da 22 Stati membri dell'Oil, chiedendo che la risoluzione fosse adottata per consenso. Ha quindi ribadito che l'Egitto e i Paesi arabi "restano impegnati a sostenere i legittimi diritti del popolo palestinese e a rafforzare la presenza e la partecipazione della Palestina all'interno delle organizzazioni e dei forum internazionali, in linea con i principi di giustizia, equità e rispetto della legittimità internazionale".

Iran, come funzionano le mine nello Stretto di Hormuz e perché è difficile rimuoverle

L’Iran non sarebbe in grado di rimuovere le mine che ha disseminato lungo lo Stretto di Hormuz prima della tregua con gli Usa. È quanto riferiscono alcuni ufficiali americani, citati dal New York Times. La messa in sicurezza del corridoio marittimo è necessaria per permetterne la riapertura totale e Donald Trump ha promesso che distruggerà tutte le mine posate tra le sue acque e il suo fondale, assicurando che “non ci vorrà "molto" per "ripulire" lo Stretto. Molto dipenderà da come evolverà il conflitto e dagli eventuali progressi di un negoziato di pace al momento fallito. Anche perché – come emerge dalle stime della Defense Intelligence Agency - l'Iran possiede ancora migliaia di mine navali nel suo arsenale.

Iran, perché sarà difficile rimuovere le mine dallo Stretto di Hormuz

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Guerra in Iran, quanto hanno speso finora Usa e Israele?

Nei giorni scorsi, il ministero delle Finanze israeliano ha fornito la prima stima ufficiale del costo che il Paese dovrà sostenere per il conflitto. Altri calcoli sono stati diffusi dai media statunit

This article was originally published by Sky TG24.

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Alexei Navalny, 50 anni fa nasceva l'oppositore politico russo morto nel 2024: chi era

Alexei Navalny, nato il 4 giugno 1976, è stato il principale oppositore politico di Vladimir Putin in Russia. Laureato in legge, ha iniziato la sua carriera nel partito Yabloko, per poi aprire un blog sulla corruzione. Arrestato e processato più volte, è stato avvelenato nel 2020 con il Novichok e trasferito in Germania. Tornato in Russia nel 2021, è stato arrestato e condannato a 19 anni di carcere. È morto il 16 febbraio 2024 in una colonia penale nell'Artico.

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