Iran-USA talks on nuclear program, Lebanon ceasefire
نظرة سريعة
- Iran and the US are in talks, with Tehran agreeing to discuss its nuclear program for the first time.
- US Secretary of State Marco Rubio confirmed the discussions, while President Trump dismissed reports of a halt.
- Tensions remain high over Lebanon, with Israel striking villages and Hezbollah rejecting a partial ceasefire.
ملخص مُنشأ بالذكاء الاصطناعي
لماذا يهم
The article discusses ongoing diplomatic talks between Iran and the United States concerning Iran's nuclear program, with US Secretary of State Marco Rubio reporting Tehran's agreement to discuss the issue for the first time. Simultaneously, tensions are high in Lebanon, with Israel conducting strikes and Hezbollah rejecting a partial ceasefire. President Trump has commented on the ongoing negotiations and the situation in Lebanon.
Lo speciale di Sky TG24 sulla guerra in Iran
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Guerra Iran USA, Rubio: "Iran tratterà su nucleare". Trump: "È ora di un accordo". LIVE
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©IPA/Fotogramma
L'Iran e gli Stati Uniti si parlano e per la prima volta Teheran ha accettato di affrontare anche il tema del suo programma nucleare. Ad assicurarlo è stato il segretario di Stato americano, nell'audizione di oggi al Congresso. Trump ha definito "false" le notizie su uno stop ai negoziati, sottolineando l'importanza di arrivare ad un accordo. Resta alta la tensione sul Libano. Ieri sera lo stesso Trump ha annunciato un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah
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L'Iran e gli Stati Uniti si parlano e per la prima volta Teheran ha accettato di affrontare anche il tema el suo programma nucleare. Ad assicurarlo è stato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, nell'audizione di oggi al Congresso. "Siamo in fase di colloqui. E dico colloqui perchè parlare con l'Iran non è come parlare con la Svizzera, capite? Sono cose molto diverse. Purtroppo richiedono l'uso di intermediari", ha ricordato.
"Le notizie secondo cui la Repubblica Islamica dell'Iran e gli Stati Uniti avrebbero interrotto i colloqui alcuni giorni fa sono infondate ed errate". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in un post su Truth Social, sottolineando come le discussiano siano proseguite "senza interruzioni, anche quattro giorni fa, tre giorni fa, due giorni fa, ieri e oggi". "Non si sa mai dove porteranno - ha aggiunto Trump - ma come ho detto all’Iran: 'È ora, in un modo o nell'altro, che voi facciaate un accordo. Fate questo da 47 anni e non si può permettere che continui ancora a lungo!".
L'alta tensione resta però sul Libano, con il rischio mai così concreto di un naufragio dei negoziati. Israele ha colpito diversi villaggi nel sud del Libano, "uccidendo otto persone e prendendo di mira diversi veicoli", secondo quanto riportato dai media libanesi. Sei morti in un raid israeliano nel sud del Libano avvenuto ieri sera, lo segnala la Protezione civile. Ieri sera Trump ha annunciato un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah e ha riferito che l'accordo con l'Iran per l'estensione della tregua e la riapertura di Hormuz potrebbe avvenire nel corso della "prossima settimana". Ma il premier israeliano Netanyahu ha chiarito che nel sud "le operazioni continuano".
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Trump: "False le notizie sullo stop dei colloqui con l'Iran, vanno avanti"
Le notizie sull'interruzione dei colloqui pochi giorni fa fra Iran e Stati Uniti sono "false. Le conversazioni tra noi sono proseguite ininterrottamente, inclusi quattro giorni fa, tre giorni fa, due giorni fa, ieri e oggi". Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth. "Dove porteranno, non si può mai sapere. Tuttavia, come ho detto all'Iran: 'è giunto il momento, in un modo o nell'altro, che facciate un accordo. È da 47 anni che vi comportate così, e non è più possibile permettere che la situazione prosegua oltre'".
L'Ue spinge sulle sanzioni a Ben Gvir, il dossier al vertice
La pressione di Donald Trump su Benyamin Netanyahu. L'offensiva diplomatica dell'Europa contro Itamar Ben Gvir. Sulle due sponde dell'Atlantico si moltiplicano i segnali di insofferenza nei confronti di Israele. Per la prima volta i "ministri estremisti" del governo israeliano entrano nella bozza delle conclusioni dei leader europei, segnando un passo ulteriore verso possibili misure restrittive al vertice del 18-19 giugno. La formula negoziata dai Ventisette è ancora suscettibile di modifiche, ma certifica il cambio di clima seguito all'ultimo caso Flotilla, rafforzando il fronte dei Paesi - guidati dall'Italia - che chiedono un segnale netto nei confronti del titolare della Sicurezza israeliana. Il primo snodo arriverà il 15 giugno, quando i ministri degli Esteri riuniti a Lussemburgo discuteranno le opzioni messe sul tavolo dall'Alta rappresentante, Kaja Kallas, nel tentativo di costruire una posizione comune e vincere le resistenze ancora presenti in alcune capitali, Berlino su tutte. Le immagini degli attivisti della Flotilla diretta a Gaza ammanettati e in ginocchio derisi da Ben Gvir, diffuse dallo stesso ministro dopo l'intercettazione dell'imbarcazione, hanno finito per rompere più di una resistenza. Un'accelerazione che va nella direzione sostenuta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle ultime settimane, tesa ad aumentare la pressione sul governo Netanyahu senza spingersi a mettere in discussione l'accordo di associazione tra l'Ue e Israele, opzione sostenuta soprattutto da Spagna e Irlanda ma priva dei numeri necessari tra i Ventisette.
Rubio: "Nessuno programma Usa per armare civili in Iran e rovesciare il governo"
"Non sono a conoscenza di alcun programma volto ad armare i civili in Iran per rovesciare il governo. Forse altri Paesi, ma certamente non il governo degli Stati Uniti". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio nel corso di un'audizione in Senato, di fatto smentendo Donald Trump. Nelle scorse settimane il presidente americano aveva più volte affermato che gli Stati Uniti hanno tentato di far arrivare armi ai manifestanti anti-regime iraniani tramite i curdi che però le avrebbero "trattenute".
Libano, Hezbollah: "Non accetteremo un cessate il fuoco parziale"
Hezbollah non accetterà un "cessate il fuoco parziale" con Israele. Lo ha dichiarato il dirigente del gruppo filo-iraniano Mahmud Qomati, respingendo l'ipotesi di sospendere gli attacchi contro il nord di Israele in cambio della sola rinuncia israeliana a colpire la periferia sud di Beirut.
"Non accetteremo un cessate il fuoco parziale - ha affermato Qomati in una dichiarazione scritta all'Afp, avvertendo che - qualsiasi aggressione contro le periferie potrebbe portare a una risposta più profonda e più forte" da parte del gruppo. La presa di posizione arriva dopo l'annuncio del presidente statunitense Donald Trump di un'intesa che, secondo le autorità libanesi, prevederebbe la rinuncia israeliana a colpire la periferia sud di Beirut in cambio della cessazione degli attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano.
Farnesina: "Prolungata la detenzione dei due italiani della Flotilla in Libia"
I due connazionali partecipanti alla Flotilla di terra e trattenuti in Libia sono apparsi oggi davanti al procuratore libico che ha disposto la continuazione della custodia cautelare fino alla prossima udienza. Il Console Generale a Bengasi ha presentato una nuova richiesta formale di visita consolare ai due italiani. Lo riferisce una nota del ministero degli Esteri. La Farnesina, l'Ambasciata d'Italia a Tripoli e il Consolato Generale a Bengasi continuano a seguire la vicenda in raccordo con le autorità locali al fine di consentire il rientro in Italia dei connazionali il prima possibile. Le famiglie dei connazionali sono informate dello stato della detenzione e dei passi diplomatici effettuati per la tutela dei due familiari.
Iran, Rubio: "Siamo in fase di colloqui. Ok di Teheran a discutere sul nucleare"
L'Iran e gli Stati Uniti si parlano e per la prima volta Teheran ha accettato di affrontare anche il tema el suo programma nucleare. Ad assicurarlo è stato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, nell'audizione di oggi al Congresso. "Siamo in fase di colloqui. E dico colloqui perchè parlare con l'Iran non è come parlare con la Svizzera, capite? Sono cose molto diverse. Purtroppo richiedono l'uso di intermediari", ha ricordato. "Ma davanti a noi c'è una prospettiva che potrebbe concretizzarsi oggi, domani o la prossima settimana che, per la prima volta, almeno per quanto ricordi, loro hanno accettato di negoziare alcuni aspetti del loro programma nucleare" ha riferito. "Appena un mese fa, appena un anno fa, si rifiutavano perfino di menzionarlo, figuriamoci di discuterne", ha sottolineato.
Madrid: "L'escalation della violenza nel sud del Libano non ha giustificazione"
"L'escalation di violenza nel sud del Libano non ha giustificazione. Viola la sovranità e l'integrità territoriale del paese, ostacola i colloqui diretti in corso, aggrava la crisi umanitaria ed erode gli sforzi internazionali per consolidare il cessate il fuoco". Lo ha scritto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in un messaggio su X. "Esigiamo alle parti il pieno rispetto del cessate il fuoco del 16 aprile", aggiunge Albares in un post successivo, in cui segnala che "la Spagna sostiene le iniziative internazionali per la de-escalation e il governo libanese nei suoi sforzi per restaurare il monopolio statale dell'uso della forza in tutto il paese".
Marco Rubio: "Iran disposto a negoziare su nucleare". VIDEO
Rubio: "Sempre più segnali che Mojtaba Khamenei è vivo"
"Ci sono segnali sempre più frequenti" che indicherebbero che Mojtaba Khamenei sarebbe ancora in vita e attivo. Lo ha affermato il segretario di Stato americano Marco Rubio, intervenendo davanti alla Commissione Esteri del Senato degli Stati Uniti. Rubio ha spiegato che, secondo le informazioni disponibili a Washington, la Guida Suprema "interverrebbe con maggiore frequenza, pur comunicando principalmente attraverso messaggi e intermediari".
Iran, Rubio: "Riapra Hormuz o si troverà di fronte ad altre opzioni"
"L'Iran deve riaprire lo Stretto di Hormuz o si troverà di fronte ad 'altre opzioni'". Lo ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio, intervenendo sul blocco navale statunitense e sulla crisi nella regione dinanzia alla Commissione Affari Esteri del Senato Usa. Rubio ha sostenuto che Washington non può accettare uno scenario in cui Teheran possa "chiudere lo stretto e chiedere a tutti di pagare un pedaggio".
Secondo il capo della diplomazia statunitense, l'Iran avrebbe colpito navi commerciali e minato ampie aree nelle acque internazionali dello Stretto di Hormuz. "Se nessuna nave può uscire, allora nemmeno le navi iraniane potranno farlo", ha affermato Rubio, sottolineando che nessun Paese - incluse Cina e Russia - sarebbe favorevole alla chiusura del passaggio. Ha inoltre ribadito che, in caso di accordo, Teheran dovrebbe garantire la libera navigazione e cessare ogni attacco o richiesta di "pedaggi" alle navi commerciali.
Rubio: "Allentamento sanzioni all'Iran non legato alla riapertura di Hormuz"
Il blocco americano è solo contro le navi iraniane e non ci sarebbe se l'Iran avesse aperto lo Stretto di Hormuz come aveva promesso: "devono riaprire lo Stretto. Devono annunciare che non spareranno contro le navi, che non imporranno un pedaggio". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio in audizione al Senato, sottolineando che non è stato discusso e non è stato negoziato alcun aiuto all'Iran, sotto forza di allentamento della sanzioni, in cambio della riapertura dello Stretto.
Iran, Rubio: "Ridotto il numero di missili ma hanno ancora molti droni"
L'attacco statunitense all'Iran è stato un successo, secondo il segretario di Stato Marco Rubio, anche se Teheran ha ancora una dotazione corposa di droni. "L'operazione 'Epic Fury' ha avuto un grande successo nel raggiungere i suoi obbiettivi militari, che erano ridurre drasticamente la difesa iraniana", ha detto parlando al Congresso per la prima volta dall'inizio del conflitto. "La loro capacità di costruire missili si è degradata in modo significativo", ha detto. "Hanno ancora molti droni, lo sappiamo perchè sono facili da produrre", ha poi aggiunto.
Media, fonti della Difesa di Israele: "Hezbollah ha droni con portata fino a 60 km"
Fonti della Difesa israeliana stimano che Hezbollah è riuscito ad acquisire droni a fibra ottica con un raggio d'azione fino a 60 chilometri che potrebbero minacciare Haifa e il nord del Paese. Lo riferisce il sito di notizie Walla. Un esperto di droni militari dell'Idf conferma che, in teoria, esistono dispositivi in grado di raggiungere distanze di 55-60 chilometri, ma sottolinea che il loro utilizzo comporta sfide ingegneristiche molto complesse. "La sfida principale è il rapporto peso-energia", spiega l'esperto, "per raggiungere tali distanze, è necessaria una batteria ad alta capacità che pesa significativamente di più di una batteria standard. Ciò va a scapito della carica esplosiva". L'esperto ha poi aggiunto che il peso del cavo e la resistenza dell'aria lungo la distanza creano "vincoli tecnici non semplici. Fortunatamente, Hezbollah non ha ancora raggiunto il livello di competenza della guerra tra Ucraina e Russia".
Rubio: "Con l'Iran trattiamo. L'accordo potrebbe essere oggi, domani o settimana prossima"
"L'operazione Epic Fury ha avuto successo nel raggiungere gli obiettivi militari. L'Iran ha ancora molti droni perché sono facili da produrre. Siamo in trattative: c'è una prospettiva davanti a noi" di un accordo "che potrebbe essere oggi, domani o la settimana prossima. Siamo fiduciosi". Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio nel corso di un'audizione in Senato.
Nuovo capo del Mossad: "Il lavoro contro il regime iraniano non è finito"
''La svolta strategica che abbiamo inflitto all'asse iraniano e al suo piano per distruggere Israele ha cambiato gli equilibri di potere nell'intera regione. L'asse sciita, che mirava a distruggere il nostro Paese, è stato duramente sconfitto. Ma il lavoro non è finito. Il cuore del Mossad è impegnato in attività sotto copertura sull'obiettivo. Ci opporremo con tutte le nostre forze, continueremo a perfezionare e sviluppare capacità e metodi per sorprendere e essere decisivi''. Lo ha detto Roman Gofman, il nuovo capo del Mossad, nel suo discorso di insediamento, come riferito in una nota ufficiale. I media israeliani riportano che ieri, nel discorso alla cerimonia per il suo congedo, David Barnea, il capo del Mossad uscente, ha affermato che Israele si trova ''nel mezzo di una campagna storica. Credo tuttora che cambiare la realtà in Iran attraverso il cambio di regime sia un obiettivo possibile e realizzabile, che richiede determinazione, pazienza e perseveranza. Questa missione deve rimanere in cima alle nostre priorità''.
Media iraniani: "Da giorni nessuno scambio di messaggi con gli Usa"
Lo scambio di messaggi tra l'Iran e gli Stati Uniti è interrotto da "diversi giorni", secondo una fonte informata sulla questione citata da Fars, agenzia iraniana ritenuta vicina alle guardie della rivoluzione. "Una fonte informata afferma che lo s
ما الذي يجب مراقبته
توقعات الذكاء الاصطناعي — احتمالات وليست حقائق
An agreement regarding Iran's nuclear program could be reached in the near future.
محتمل · خلال أسابيع
The EU may impose restrictive measures on certain Israeli officials.
مرجح · خلال أيام
The conflict in Lebanon may escalate further.
مرجح · خلال أيام
أسئلة مفتوحة
- What are the specific terms of the potential agreement between Iran and the US regarding the nuclear program?
- Will the ceasefire in Lebanon hold, given Hezbollah's rejection of a partial agreement and Israel's continued operations?
- What specific restrictive measures might the EU impose on Israeli officials?
- What is the current status of Mojtaba Khamenei?






