Istituto di Candiolo: ricerca e cura del cancro all'avanguardia
نظرة سريعة
- L'Istituto di Candiolo, fondato nel 1986, unisce cura e ricerca oncologica di precisione.
- Con laboratori avanzati, biobanca e macchinari come la Tomotherapy, punta a personalizzare i trattamenti e a trovare la cura definitiva per il cancro, grazie anche a donazioni e ricercatori di ritorno dall'estero.
ملخص مُنشأ بالذكاء الاصطناعي
لماذا يهم
L'Istituto di Candiolo, fondato nel 1986, è un centro di ricerca e cura oncologica che integra queste due funzioni. Si avvale di una biobanca per lo studio dei tumori e di tecnologie avanzate come la Tomotherapy.
CANDIOLO (TORINO) – Questa parola, cancro, da guardare negli occhi. Senza paura di sillabarla e scomporla nelle sue parti, perché questo accade nei 41 laboratori di ricerca dell’Istituto di Candiolo: qui dentro il cancro viene studiato, “riprodotto” e “coltivato” in una sorta di archivio dei tumori. Si chiama oncologia di precisione e si svolge nella Biobanca, cioè l’archivio biologico dove i tessuti tumorali donati dai pazienti diventano il terreno di studio e di confine perché questa parola, cancro, un giorno sia solo un vocabolo curabile tra i molti. Ma curabile lo è già, tantissimo.
L’ospedale diverso dagli altri
La Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro è stata fondata da Allegra Agnelli nel 1986 ed è, dunque, una splendida quarantenne. E da trent’anni esiste l’Istituto di Candiolo, l’ospedale diverso dagli altri perché qui si fanno, insieme, cura e ricerca. Studiosi italiani, che si erano aggiunti ai tanti in fuga verso laboratori, centri di ricerca e università straniere, sono diventati cervelli di ritorno e oggi formano una schiera di 314 persone, età media inferiore ai 35 anni: i cavalieri che faranno l’impresa, presto o tardi.
Tra cervi, allodole e cinghiali
«Questa cosa di cui ci occupiamo è la vita», quasi sussurra la professoressa Anna Sapino, direttrice scientifica di Candiolo. Cammina nei corridoi color pastello, tono dominante il celeste. Molte, tra le persone che incrociamo, sorridono. Oltre le ampie vetrate, una distesa di alberi e prati e, sullo sfondo, le montagne. Siamo ai margini del Parco di Stupinigi tra cervi, allodole e cinghiali. Un istituto privato, ma in totale convenzione pubblica: ogni anno si erogano 1 milione e 200 mila prestazioni ambulatoriali, e i ricoverati sono quasi 6 mila e 500. Tutti sicuri di essere nel posto giusto, in attesa di qualcosa che è già ampiamente cominciato: la cura, il prendersi cura. E, un giorno, la fine del cancro.
La Tomotherapy
Per raccontare Candiolo si potrebbe cominciare da una macchina spaziale, la Tomotherapy, ovvero la grande svolta nella radioterapia: qui ne esistono due (vengono dagli Usa, e ognuna costa 3 milioni e mezzo di euro), e sono macchine che dimezzano i tempi della “radio”, dai 10 ai 15 minuti per seduta dentro il tubo, contro i 25/30 minuti tradizionali. Inoltre, la capacità di mira è enormemente superiore: si punta quasi all’infinitesimale delle cellule cancerose e le si colpisce, perché non tornino più.
I laboratori di ematologia transazionale
Ma è la ricerca l’aspetto più sorprendente di Candiolo, compresi i laboratori di ematologia transazionale che hanno lo scopo di personalizzare il più possibile approccio, ricerca e cura, dal momento che i tumori sono diversissimi tra loro. Si chiama Oncolab è il nuovo cuore di Candiolo (che è anche un cantiere in continuo ampliamento), tre piani con altri 15 laboratori all’avanguardia mondiale. Altro concetto essenziale è “ricerca genomica”: «La chiave di volta è la genetica», spiega la professoressa Sapino. «Le risposte che cerchiamo si trovano nel sistema ereditario». E fa davvero impressione sapere che qui vengono creati degli avatar, cioè organoidi derivati dalle cellule malate e fatti crescere come modelli di studio. Giovani ricercatori con gli occhi al microscopio sono, in realtà, chini sul futuro in movimento, gli stanno andando incontro di corsa e lo raggiungeranno.
La generosità
«Il motore di tutto è la generosità», racconta Gianmarco Sala, direttore della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro. «Dal 1986 abbiamo avuto oltre 300 mila donatori, e nel 2025 siamo arrivati alla cifra complessiva di oltre 27 milioni di euro tra coloro che firmano per il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi, imprese, istituzioni ed eventi organizzati per la raccolta fondi. Anche i lasciti testamentari pesano, visto che il numero è in costante aumento».
Jannik Sinner testimonial
Ci sono i testimonial come Jannik Sinner, coinvolto nel progetto durante le Atp Finals e grande amico di Candiolo. «Noi siamo una squadra e una famiglia», spiega Allegra Agnelli, presidentessa della Fondazione. «Questo è un Istituto fatto dalle persone per le persone, un grande lavoro collettivo, pieno di passione, perché qui si dà proprio tutto. Forse, l’aspetto più significativo sono i tanti ricercatori tornati dall’estero per lavorare con noi e rendere l’Italia un’eccellenza a livello internazionale».
Il firmamento colorato di Ugo Nespolo
Per ogni euro donato, 90 centesimi vanno alla cura e alla ricerca, senza alcuna dispersione. Questa è una città abitata da quasi mille persone, la folla che lavora a Candiolo in un silenzio quasi irreale e bellissimo: il primo impatto è il firmamento colorato di Ugo Nespolo, all’ingresso, dove comincia il viaggio. “La ricerca ispira la cura, e la cura ispira la ricerca” è il mantra da quarant’anni: dal 2016 al 2023 sono stati investiti più di 100 milioni di euro per fare di Candiolo uno dei grandi motori dell’oncologia italiana. Per assistere chi ce la farà, ma anche chi è alla fine del percorso: per loro è stato creato l’Hospice Monviso, non una resa ma la cura per il tempo che resta. Perché è tutto un grande mistero, la vita da difendere come la vita da accompagnare al suo epilogo. «Quando viene sera, il tempo qui assume una dimensione che è difficile spiegare a parole», dice la professoressa Sapino. Ma il tramonto, sebbene non privo di dolcezza, scende ogni volta un po’ più tardi. Lo rischiara una luce fortissima.
أسئلة مفتوحة
- Quali sono le prossime frontiere della ricerca genomica a Candiolo?
- Come verranno ulteriormente sviluppati gli 'avatar' tumorali per la cura personalizzata?






