Nato, Tajani: "Italia favorevole a piena adesione Ucraina"
نظرة سريعة
- I ministri degli Esteri della Nato si riuniscono a Helsingborg, Svezia.
- Si discute del sostegno all'Ucraina, con l'Italia che si dichiara favorevole alla piena adesione Ue di Kiev, ma con tempi e regole.
- Si parla anche della proposta di Trump di inviare 5.000 soldati in Polonia.
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Ieri sera, Trump ha annunciato a sorpresa l'invio di altri 5.000 soldati americani in Polonia, invio che era stato sospeso. La decisione è stata accolta positivamente dal segretario generale della Nato, Mark Rutte. “Accolgo questa decisione con favore, ora i nostri comandanti studieranno i dettagli", ha dichiarato, al suo arrivo alla ministeriale Esteri. La Russia costituisce per la Nato una "minaccia di lungo termine", ha aggiunto.
Ieri, Zelensky ha annunciato un raid delle forze speciali ucraine contro il quartier generale dell'Fsb nell'oblast occupato di Kherson che avrebbe provocato "un centinaio fra morti e feriti". Allegato al messaggio su X, il video che mostra il momento in cui i droni colpiscono simultaneamente degli edifici in un villaggio. Nessun commento da Mosca, che conclude col lancio di missili intercontinentali e ipersonici le esercitazioni nucleari congiunte con Minsk.
In una lettera indirizzata ai leader Ue intanto Merz propone di rendere l'Ucraina "membro associato" dell'Ue prima della piena adesione. Con il crescente disimpegno Usa inoltre, Berlino assicura di essere pronta ad assumersi "le responsabilità di leadership della Nato in Europa, in linea con il potenziale economico e militare della Germania".
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L'Italia e' "favorevole alla piena adesione dell'Ucraina" all'Ue ma "servono i tempi e bisogna rispettare determinate regole". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della ministeriale Nato di Helsingborg a proposito della proposta tedesca di concedere a Kiev lo status di membro associato. "Noi siamo pronti a fare la nostra parte, l'ho anche detto per quanto riguarda la corruzione a Zelensky", ha proseguito Tajani, "siamo pronti anche a utilizzare la Guardia di Finanza che ha una grande esperienza in questo settore e gia' sono in corso contatti tra l'Ucraina il ministero dell'Economia e la Guardia di Finanza per vedere come possiamo favorire la lotta alla corruzione e quindi aiutare l'Ucraina a rispettare tutte le regole per l'adesione all'Unione Europea. Quindi e' un contributo fattivo, non dichiarazioni ma un contributo fattivo per aiutare questo Paese". "Ne ho parlato a lungo con Zelensky durante l'ultima missione a Kiev, lui era molto contento di questo", ha concluso il vicepremier.
L'Ucraina ha riconquistato circa 400 chilometri quadrati di territorio durante la controffensiva di quest'anno, dopo che migliaia di terminali internet portatili Starlink sono diventati inutilizzabili per le forze russe. Lo riporta Ukrainska Pravda, che cita un rapporto della Defense Intelligence Agency statunitense riportato da Bloomberg. La controffensiva ha segnato le prime conquiste territoriali di Kiev dal 2023 ed è stata possibile perché le capacità militari della Russia sono state "temporaneamente ma significativamente compromesse" dopo la disattivazione dei terminali, secondo l'ultima valutazione degli aiuti statunitensi preparata per il Congresso degli Stati Uniti. Le truppe russe utilizzavano i terminali Starlink - creati e gestiti dalla società SpaceX di Elon Musk - "per coordinare i movimenti" e gli attacchi con i droni, ha affermato l'agenzia nel rapporto redatto dall'Ispettore Generale del Pentagono. "Le capacità militari russe in Ucraina sono state temporaneamente ma significativamente compromesse a seguito degli sforzi compiuti a febbraio dalle autorità ucraine per disattivare migliaia di terminali Starlink, utilizzati illegalmente dalle forze russe per coordinare movimenti e attacchi con i droni in aree in cui le comunicazioni erano inaffidabili o facilmente disturbate", hanno dichiarato la Defense Intelligence Agency (Dia) e il Comando Europeo degli Stati Uniti. Le truppe russe in Ucraina hanno subito anche una seconda battuta d'arresto nelle comunicazioni dopo che il Cremlino ha imposto restrizioni alla piattaforma di messaggistica Telegram, una mossa che ha suscitato l'ira dei soldati russi che facevano affidamento sull'app per le comunicazioni sul campo di battaglia. Bloomberg ha osservato che le conclusioni della Dia riguardo a Starlink evidenziano l'importanza dei terminali nella guerra, giunta ormai al quinto anno. Tuttavia, l'agenzia ha aggiunto che "a marzo, l'esercito russo manteneva un vantaggio complessivo" sulle forze armate ucraine "nella maggior parte delle funzioni belliche". Il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov ritiene che la disattivazione del sistema Starlink per le forze russe e l'impiego di droni d'attacco a medio raggio siano stati fattori importanti che hanno contribuito a rallentare l'avanzata russa. Fedorov ha inoltre affermato che nei prossimi mesi il Ministero della Difesa si concentrerà sulle modifiche al reclutamento, al servizio, agli appalti militari e alla fornitura di droni alle brigate. A febbraio, dopo l'allarme lanciato dal governo ucraino sull'uso improprio di Starlink da parte delle truppe russe per pilotare i propri droni, Elon Musk era intervenuto direttamente nella vicenda, dichiarando che SpaceX aveva adottato misure per impedire l'uso "non autorizzato" di Starlink da parte della Russia.
Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha approvato la vendita al governo ucraino per la manutenzione del sistema missilistico Hawk e le relative attrezzature. Il costo totale stimato è di 108,1 milioni di dollari. Lo riporta un comunicato diffuso dal Dipartimento di Stato americano in cui si precisa che l'Ucraina ha richiesto i sistemi. Il Dipartimento di Stato americano ha sottolineato che la vendita proposta migliorerebbe la capacità dell'Ucraina di contrastare le minacce attuali e future. "La proposta di vendita di queste attrezzature e del relativo supporto non altererà l'equilibrio militare fondamentale nella regione. L'appaltatore principale per questa operazione sarà la Sierra Nevada Corporation, con sede a Englewood, in Colorado" aggiunge la nota. Ukrinform ricorda che all'inizio maggio il Dipartimento di Stato americano ha approvato la vendita all'Ucraina di kit di munizioni a raggio esteso Joint Direct Attack Munition (Jdam-Er) e relative attrezzature per un valore totale di 373,6 milioni di dollari.
L'offensiva ucraina contro la Russia all'inizio di quest'anno ha portato alla riconquista di circa 400 chilometri quadrati di territorio dopo la disattivazione di migliaia di terminali internet portatili Starlink gestiti dalle truppe russe. Lo scrive l'Interfax ucraina citando un rapporto dell'Agenzia di intelligence militare statunitense pubblicato da Bloomberg. "Questa operazione offensiva ha rappresentato la prima conquista territoriale di Kiev dal 2023 ed è avvenuta perché le capacità militari della Russia sono state "temporaneamente ma significativamente indebolite" dopo la disattivazione dei terminali, come rilevato dall'agenzia nella sua ultima valutazione dell'assistenza statunitense all'Ucraina, preparata su richiesta del Congresso", si legge nel rapporto. Secondo il rapporto, le forze russe avrebbero utilizzato i terminali Starlink "per coordinare i movimenti" e gli attacchi con i droni. Secondo la Defense Intelligence Agency (DIA) statunitense e il Comando europeo degli Stati Uniti, "le capacità militari della Russia in Ucraina sono state temporaneamente ma significativamente ridotte dopo che, a febbraio, i funzionari ucraini sono intervenuti per disattivare migliaia di terminali Starlink che le forze russe avevano illegalmente utilizzato per coordinare i movimenti e gli attacchi dei droni in aree in cui le comunicazioni erano inaffidabili o facilmente interrotte", conclude il rapporto.
"La guerra in Ucraina è un cancro. E con il cancro non si tratta. Va estirpato prima che si diffonda. Putin potrebbe estendere la sua guerra all'Europa già entro l'anno". Lo afferma, in un'intervista a La Repubblica, Garri Kasparov, campione mondiale di scacchi e fondatore della piattaforma dell'opposizione 'Free Russia Forum'. "Il Cremlino - aggiunge - non può permettersi che la guerra finisca. È in trappola. Non può finirla senza rivendicarne la vittoria, ma in questo momento non è di certo il vincitore. E la storia insegna che in Russia zar e dittatori possono fare di tutto, stermini o oppressioni di massa, ma l'unica cosa che non viene mai perdonata loro è iniziare una guerra senza vincerla. La guerra è esistenziale per Putin. Ogni elemento della società è funzionale alla guerra. Sotto Putin la Russia resterà in uno stato di guerra permanente. Per un dittatore come Putin la guerra è l'unico modo che ha per giustificare la sua permanenza al potere dopo 26 anni. Ma temo finirà male. Putin - aggiunge ancora - ha creato un esercito che ogni giorno commette crimini contro l'umanità e spesso oltrepassa ogni linea rossa morale e psicologica". "Il clima si sta deteriorando - afferma ancora il campione mondiale di scacchi -. La Russia è uno Stato-mafia che Putin controlla assicurandosi che tutti i gruppi chiave dell'élite godano di benefici. Finora la guerra in Ucraina si era dimostrata molto redditizia, ma i raid alle infrastrutture energetiche colpiscono interessi privati. Sono sicuro che a porte chiuse bisbiglino e si chiedano se ci sia bisogno di questa dannata guerra. Quindi, sì, Putin è vulnerabile perché non è più il boss che sposta le montagne e, come già detto, in Russia uno zar che non vince la guerra è nei guai". "Bisogna essere obiettivi: che ci piaccia o no, in questo momento, in Russia non c'è alcun germoglio di protesta. Il cambiamento potrebbe nascere se l'Ucraina vincesse la guerra. Bisogna creare le condizioni affinché l'opinione pubblica russa riconosca che la guerra non può andare avanti" conclude Kasparov.
Gli Stati Uniti "continuano a fornire all'Ucraina equipaggiamenti cruciali". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, a margine della ministeriale Nato di Helsingborg. "Questo include sistemi antimissile balistici e di difesa antimissile, compresi i sistemi Patriot, finanziati dagli alleati europei, il famoso programma Pearl", ha sottolineato Rutte, "il programma continua. Sono gli europei a finanziarlo. Quello che vorrei ottenere e' una distribuzione piu' equa del carico, una maggiore condivisione degli oneri, perche' al momento sono solo sei o sette alleati a farsi carico del lavoro piu' gravoso". "La buona notizia e' che il loro contributo e' sufficiente a garantire all'Ucraina l'accesso a questi equipaggiamenti statunitensi fondamentali. Ma ovviamente, sarebbe giusto che anche gli altri alleati della Nato, e in particolare quelli europei, si impegnassero maggiormente", ha detto ancora Rutte, "tuttavia, quando si tratta di sostegno all'Ucraina, e in particolare di sostegno politico, non ci sono dubbi. Tutti ne vediamo la necessita' e vediamo che gli ucraini si stanno comportando in modo egregio sul campo di battaglia".
La guerra in Ucraina e' "a un punto di svolta" e "la pressione su Mosca sta aumentando", secondo il ministro degli Esteri di Kiev, Andrij Sybiha, che ha parlato durante un incontro informale del Consiglio Ucraina-Nato a Helsingborg. "L'Ucraina non si limita piu' a chiedere aiuti", ha scritto su X, "partecipiamo attivamente alla garanzia della sicurezza, siamo donatori e partner, pronti a condividere la nostra esperienza con gli alleati". "L'aumento delle spese per la difesa e' una garanzia di pace ed esorto ogni membro della Nato a contribuire alla difesa dell'Ucraina. Questo investimento portera' il piu' grande dividendo di pace della nostra vita", e' stato l'appello del capo della diplomazia di Kiev. "L'Ucraina sta tenendo duro e le risorse umane della Russia non rappresentano piu' un vantaggio decisivo", ha aggiunto Sybiha.
Un obiettivo prioritario sarà quello di "mantenere e rafforzare" il sostegno all'Ucraina nella sua lotta contro l'invasione russa e ciò comporta che gli aiuti finanziari e militari "siano distribuiti nel modo più equo possibile" tra gli alleati della Nato. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte arrivando alla ministeriale Esteri. Il "peso maggiore" al momento è sostenuto "da 6-7 alleati" e si deve quindi trovare un modo "più giusto". "Quello che vorrei ottenere è una distribuzione più equa degli oneri, una maggiore condivisione degli sforzi. Perché al momento sono solo sei o sette alleati a sostenere il peso maggiore. La buona notizia è che il loro contributo è sufficiente a garantire che l'Ucraina continui ad avere accesso a queste attrezzature statunitensi di fondamentale importanza. Ma ovviamente sarebbe più equo se, all'interno della Nato, e in particolare nella parte europea della Nato, anche altri alleati facessero la loro parte. Ma quando si tratta del sostegno all'Ucraina, e in particolare del sostegno politico all'Ucraina, non c'è assolutamente alcun dubbio", ha aggiunto.
I ministri degli Esteri della Nato si riuniscono questa mattina a Helsingborg, in Svezia, con un obbiettivo principale: sondare il segretario di Stato americano Marco Rubio sui movimenti di truppe in Europa su cui lavora Donald Trump. Da un lato la minaccia di togliere 5.000 militari dalla Germania, rea di non avere appoggiato come molti altri Trump sull'Iran, dall'altro l'annuncio di 5.000 soldati in piu' in Polonia in virtu' del rapporto speciale con il presidente Karol Nawrock. Sul tavolo non solo la reazione di Trump di fronte al rifiuto degli alleati di intervenire nel Golfo, ma anche capirne l'affidabilita' sul dossier Ucraina. Rubio, considerato una colomba, ha confermato comunque l'inclinazione di Washington a "riesaminare" i suoi legami con la Nato. Il segretario generale dell'Alleanza, Mark Rutte, ha minimizzato l'impatto dei ritiri statunitensi, parlando di "normale amministrazione". L'importante, ha detto, e' "che la deterrenza e la difesa complessiva rimangano forti". In Svezia e' arrivato ieri sera anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Sull'Ucraina, ha fatto sapere la Farnesina, ribadira' il convinto sostegno a Kiev e l'importanza di una piena convergenza tra Ucraina, Europa, Usa e la comunita' euro-atlantica nel suo insieme per raggiungere una pace giusta con robuste garanzie di sicurezza. Sulla crisi in Medio Oriente, il ministro tornera' a sottolineare il rilievo strategico del Fianco Sud per la stabilita' euro-atlantica, anche in un quadro di cooperazione Nato-Ue e di un rafforzamento del pilastro europeo dell'Alleanza. Tajani confermera' inoltre la disponibilita' dell'Italia a partecipare a sforzi multilaterali per il ripristino del transito a Hormuz quando le






