Oltre 5mila Comuni italiani senza negozi di informatica o telefonia, 329 senza alcun esercizio di vendita al dettaglio
نظرة سريعة
- Più di 5mila Comuni italiani mancano di negozi di informatica o telefonia, e 329 non hanno alcun esercizio di vendita al dettaglio.
- La crisi del commercio di prossimità ha causato un calo dell'11,2% dei negozi di vicinato dal 2015, colpendo maggiormente il Centro-Nord, mentre il Mezzogiorno mostra una migliore tenuta.
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Più di 5mila Comuni italiani non hanno negozi di informatica o telefonia, oltre 3mila sono privi dilibrerie, cartolerie, negozi di giocattoli o di altri prodotti culturali/ricreativi. Ferramenta, vetrine di arredamento e di prodotti per la casa mancano in 2.163 località. Fino ad arrivare all’estremo: 329 Comuni non hanno neanche un esercizio di vendita al dettaglio.
È la crisi del commercio di prossimità, che colpisce soprattutto i territori del Centro-Nord, dove il turismo non è riuscito a contenere i trend di lungo periodo che sono dietro la desertificazione (dalla grande distribuzione all’e-commerce). La fotografia territoriale è stata scattata dall’Osservatorio Reciprocità e commercio locale di Nomisma, che ha condiviso con Il Sole 24 Ore il trend degli ultimi dieci anni, Provincia per Provincia.
Dal 2015, complessivamente l’Italia ha registrato un calo dell’11,2% dei negozi di vicinato. Un «segnale evidente di centri urbani che si svuotano, di relazioni che si indeboliscono e di comunità che rischiano di perdere i propri tradizionali punti di riferimento – commenta Francesco Capobianco, capo dell’area Public Policy di Nomisma –. Peraltro, il declino del commercio locale non riguarda soltanto l’economia, ma incide direttamente sulla qualità della vita e sulla coesione sociale dei territori».
In fondo alla classifica ci sono Ancona (-21,3%), Pesaro e Urbino (-20%) e Mantova (-19,9%). Sotto di loro, altre 27 province registrano diminuzioni superiori alla media nazionale. Di queste, solo due (Bari e Sassari) sono del Sud. Il Mezzogiorno mostra infatti una migliore tenuta, non solo posizionandosi con tutte le Province sotto la media nazionale, ma addirittura segnando, in 11 casi, una variazione positiva rispetto a dieci anni fa (Trapani, Crotone e Napoli in testa).







