Padre di tifoso ferito: "Mio figlio colpito da un lacrimogeno, non da una bottiglietta"
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- Il padre di Marco Leonardo Basoccu, un tifoso della Juventus ferito alla testa prima del derby Toro-Juve, smentisce la versione ufficiale che lo vorrebbe colpito da una bottiglietta, affermando che è stato un lacrimogeno della polizia a causare la frattura cranica.
- Basoccu critica la gestione dell'ordine pubblico.
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Da ieri Pierluigi Basoccu non dorme più. Domenica pomeriggio, quando ha ricevuto la telefonata che lo informava di cos’era successo a suo figlio Marco Leonardo, ferito alla testa durante gli scontri prima del derby Toro-Juve, è saltato in macchina assieme alla moglie Maria Teresa ed è corso da Casale Monferrato all’ospedale Molinette dove il figlio, operato nella notte, è in coma farmacologico.
Signor Basoccu, voi avete capito cosa sia successo?
"Io ho le testimonianze di almeno 200 ragazzi che erano lì fuori, che sono stati con noi fino alle due di notte, che erano parte dei gruppi dei Viking Milano: sono dei ragazzi con la passione per la Juve, che organizzano un po' di tifo rispettoso di tutto e di tutti, non vanno in giro a far casino. Erano lì fuori in attesa di essere controllati nel settore ospiti: sono stati assaliti da un manipolo di tifosi del Toro, dopodiché la polizia ha subito risposto con un lancio di lacrimogeni, uno dei quali, sparato ad altezza d’uomo, è arrivato sulla testa di mio figlio. Ho la testimonianza di un ragazzo che era di fianco che ha sentito un gran botto e ha visto Marco cadere a faccia in giù in un lago di sangue”.
Vi siete fatti un’idea di quale oggetto possa avere colpito suo figlio?
“I danni sono stati così forti che la versione che ho sentito oggi della bottiglietta è francamente ridicola. Perché una bottiglietta ti può far dare due, tre o quattro punti di sutura, ma non crea un danno di questo tipo: lui purtroppo ha la calotta cranica frantumata in più pezzi e non è stata neanche ricostituita tutta, quindi l'impatto è stato devastante”.
Suo figlio frequenta spesso questo gruppo di tifosi?
"Noi siamo di Torino e poi di Casale, mio figlio è andato a lavorare a Milano, è commercialista, lavora per la Rsm Italy, una grande società di revisione a livello internazionale. Questa sua situazione, diciamo di esule, ha fatto sì che trovasse un po' di amicizie per andare a vedere la Juve di cui è tifoso”.
Ci andava spesso?
"Ultimamente andava anche poco, più che altro nelle città più vicine, Bergamo, Torino, Genova, oppure a a Milano quando la Juve giocava lì. E quindi questa situazione era un componente non prevalente della sua vita. C’era altro, a contare in questo momento: con la sua compagna hanno comprato casa da una settimana, hanno fatto il rogito a Milano”.
E doveva andare in vacanza tra poco…
"Sì, dovevano partire per qualche giorno di vacanza a Ibiza assieme alla sua squadra di calcetto della società, sarebbe andato a fare i campionati intergruppo, c’è una specie di convention. C’era tutta una pianificazione, le ferie e quant’altro. Ora è andato tutto, è cambiata la vita, speriamo che non cambi troppo. Ma non dovete diffondere la notizia che si tratta di una bottiglietta, perché è un’ipotesi completamente ridicola. Una bottiglietta non fa questi danni, neanche se fosse piena, neanche se fosse di metallo. C’era un magistrato, c’era il commissario, c’erano i funzionari, sono stati tutti così vicini che questo mi ha fatto anche pensare a un po', come dire, di palle. Hanno capito cos’è successo, lo sanno già benissimo, ci sono 200 ragazzi pronti a testimoniarlo”.
Per quello che sa, secondo lei c’è stata una disorganizzazione dal punto di vista della sicurezza, dell'ordine pubblico?
"Io non sono un esperto del settore, però faccio una riflessione. Uno stadio da 20mila posti non è il Maracanà: è accettabile che non si riesca a gestire l'ordine pubblico in maniera tranquilla e quasi scientifica, senza che si debba ricorrere a contromisure di forza che a momenti non vengono neppure adottate quando i black bloc devastano i centri cittadini? Mi è sembrata una reazione sovraccaricata, assolutamente inutile, anche vista la poca importanza della partita. E di conseguenza sono rimasto completamente sbalordito da tutto quello che è successo. In primis per quello che è successo a mio figlio, che in mezzo a tanti è stato lui a prendersele in testa”.







