Quirinale: "Nessuna inconsueta segretezza" sulla grazia a Minetti
Il Quirinale ha ringraziato il ministero della Giustizia per gli accertamenti effettuati e per il parere positivo in merito alla grazia concessa dal presidente della Repubblica a febbraio.
Per la procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, “i fatti riportati nelle notizie di stampa non corrispondono al vero”.
Il Quirinale ha poi sottolineato: "Per il decreto di grazia in questione non c'è stata alcuna inconsueta segretezza"
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso atto del parere positivo espresso dalla Procura Generale di Milano in merito alla grazia concessa a Nicole Minetti. Il capo dello Stato, come si legge in una nota diffusa dal Quirinale, “aveva chiesto pubblicamente al Ministero della Giustizia di far disporre nuovi accertamenti” sul caso e ha ringraziato lo stesso dicastero “per avervi sollecitamente provveduto”. Come reso noto ieri dalla procuratrice generale di Milano Francesca Nanni in una nota, dagli accertamenti "risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito".
Quirinale: “Nessuna inconsueta segretezza”
“La Procura Generale, su presunti fatti raffigurati in notizie di stampa, ha disposto accurate verifiche in ogni direzione necessaria, per il tramite degli organismi di polizia italiani e dell'Interpol, giungendo alla conclusione che essi non corrispondono al vero". Prosegue così la lunga nota diffusa dal Quirinale che ha ribadito come il presidente della Repubblica “concede grazie senza farsi influenzare” e lo fa “abitualmente” se in presenza di “parere favorevole di organi giudiziari”. Il Quirinale ha poi sottolineato che, anche per il decreto di grazia in questione, “non si è discostato dai comportamenti abituali, senza alcuna inconsueta segretezza”. La grazia è infatti stata concessa dal presidente della Repubblica il 18 febbraio 2026, ma la notizia è stata diffusa dalla stampa solo due mesi dopo, l’11 aprile. “Nella maggior parte dei casi di concessione di grazia - ha sottolineato il Palazzo - non viene emesso comunicato da parte del Quirinale, in ragione della presenza di dati sensibili - malattie, vicende e relazioni familiari, coinvolgimento di bambini e altri aspetti delicati - che vanno doverosamente tenuti al riparo da forme di divulgazione".
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Parere positivo della Procura generale
Ieri, 3 giugno, la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni ha reso noto che dagli accertamenti svolti "risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito". Pertanto non ci sono elementi che possano portare a esprimere parere contrario alla grazia concessa a Minetti lo scorso febbraio. Il decreto di grazia firmato da Sergio Mattarella fa seguito a una domanda presentata all’inzio del 2025 che riguardava due condanne: la prima del 2019 a due anni e dieci mesi nel processo Ruby Bis per favoreggiamento della prostituzione; la seconda del 2021 a un anno e un mese per peculato sui rimborsi quando era consigliera regionale in Lombardia. Il dubbio che ha portato agli accertamenti, sollevato da un’inchiesta de Il Fatto Quotidiano, riguardava l’autenticità della sentenza di adozione in Uruguay del figlio di Nicole Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani.
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