Ritrovate due sorelle scomparse: erano segregate in casa da 15 giorni
نظرة سريعة
- Due sorelle di 12 e 16 anni, scomparse da 15 giorni, sono state ritrovate a Formia.
- Erano segregate in una stanza a casa di una lontana parente, con la madre, il compagno e il nonno indagati per sequestro di persona aggravato.
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Due sorelle di 12 e 16 anni sono state ritrovate dopo 15 giorni di sequestro. La madre, il suo compagno e il nonno materno sono stati fermati con l'accusa di sequestro di persona aggravato.
Le due sorelle di 12 e 16 anni scomparse e ritrovate a Formia hanno vissuto per 15 giorni segregate in una camera da letto, senza mai uscire, con l'unica concessione della televisione. Erano a casa di un'anziana, una lontana parente della mamma, in un appartamento delle case popolari a un quarto d'ora dal paese dove vivono i loro genitori. Avevano con loro un telefonino, nascosto nel cartone di un panettone, con una sim registrata a nome di un pachistano. A fornirgliela era stata la madre che, secondo gli investigatori, aveva pianificato da tempo il sequestro dalla casa famiglia in Abruzzo. Ed è stata proprio una videochiamata tra le ragazzine e la donna a far scattare il blitz dei carabinieri che hanno eseguito il decreto di fermo per il concreto pericolo di fuga dei protagonisti di questa vicenda, la madre Valentina, il suo compagno Vincenzo e il nonno materno delle bambine, Marco. L'interrogatorio di garanzia per i tre è stato fissato per giovedì 25 alle 9.30, in tribunale a Sulmona. Intanto, Giuseppe D'Amici, finora legale della madre, ha rinunciato al mandato difensivo "a seguito di sopraggiunti motivi personali e professionali che rendono impossibile il prosieguo dell'assistenza legale nel rispetto dei principi di deontologia professionale".
La ricostruzione delle indagini
Adesso sono tutti in carcere e tutti con la stessa accusa, sequestro di persona aggravato in concorso. Secondo gli inquirenti che hanno disposto il decreto di fermo nei confronti dei tre, ci sarebbe un "pericolo di fuga" degli indagati. Un pericolo che, secondo quanto emerge dal provvedimento, sarebbe rafforzato dalla "complessità della attività realizzate" e dalle "numerose attività di depistaggio". Per gli inquirenti sarebbero stati loro, la notte tra il 6 e il 7 giugno scorso, ad aver prelevato dalla casa famiglia nell'Aquilano le due ragazzine, fino a portarle a Formia e consegnarle nelle mani della zia Sofia, un'anziana - oggi indagata a piede libero - con cui i parenti "non avevano contatti da 13 anni", come ha svelato il procuratore di Sulmona, Luciano D'Angelo. La donna ha detto: "Qui le ha portate il nonno. Sono stata contattata appositamente per questo e ho seguito un ordine. Dovevo tenere le bambine. Ho capito che le stavano cercando, non sono scema: ne parlava la televisione. Lo rifarei, certo. Perché le bambine volevano stare con la mamma". Con loro avevano numerose buste della spesa, che contenevano anche gli alimenti per celiaci per la più piccola delle ragazze, intollerante al glutine.
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Le sorelle: "Vogliamo stare con mamma"
Il procuratore di Sulmona, Luciano D'Angelo, ha spiegato: "Questa è una vicenda che non ha nulla a che vedere con la criminalità ma con un amore genitoriale malato". Quell'amore che col tempo si è trasformato in lite e procedimenti giudiziari tra la madre e il padre, che al momento del ritrovamento si è detto "pieno di rabbia e felicità". La svolta nelle indagini è arrivata l’altro ieri, quando dal telefonino che la procura aveva fatto intercettare è stata avviata la videochiamata tra le ragazze e la mamma. All'arrivo dei carabinieri nell'appartamento, le sorelline hanno opposto resistenza. "Vogliamo stare con mamma", sono state le loro parole. Il procuratore ha rivelato che "quando le abbiamo trovate non hanno fatto salti di gioia, si sono chiuse nella stanza dove avevano vissuto fino ad allora".
Come proseguono le indagini
È stato necessario l'intervento di un'assistente sociale per convincere le due sorelle a lasciare l'appartamento in tarda serata tra gli applausi delle decine di persone che si erano radunate in cortile. Adesso si apre il fronte giudiziario: "Quello che dicono le bambine non ha un suo significato da un punto di vista giuridico", ha specificato D'Angelo. "Avremo modo di verificare come si sia sviluppato questo senso di predilezione nei confronti dell'uno o dell'altro" genitore. Il riferimento implicito è alla mamma delle ragazzine che, nel caso di sospensione della responsabilità genitoriale, è stata definita dai giudici una "persona manipolatrice". Il fidanzato della più grande delle sorelle si è detto "felice che le hanno trovate e che stiano bene". Le due ora sono in un’altra struttura, e le indagini proseguono per capire se ci siano altri complici che possano aver contribuito a pianificare il sequestro.
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Nonno e compagno in isolamento: "Sono increduli"
Il compagno e il nonno materno di Valentina, la madre delle sorelline scomparse, sono in isolamento e sorvegliati a vista. I due sono nel carcere di Sulmona, mentre la donna è nella casa circondariale di Teramo. I due uomini, si apprende, mostrano l'atteggiamento di chi finisce in carcere per la prima volta. Il 46enne e il 62enne, hanno riferito all'Ansa fonti penitenziarie, sembrano "increduli" per l'epilogo della vicenda, come se non avessero compreso la gravità delle azioni commesse. Mentre l’avvocato della donna, Enrico Mastantuono, ha dichiarato: "Se avessi saputo che la madre stava bluffando, ne avrei dato notizia all'autorità giudiziaria, anzitutto per le bambine". Il legale ha spiegato che "continuerò a difendere queste persone, il dovere professionale mi impone di difenderle". Parlando della mamma delle bambine, l'avvocato l’ha definita "una madre apprensiva e amorevole, descritta nelle relazioni come accudente, come una madre non allineata ai diktat dei servizi sociali e poco autoritaria con le figlie".
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Tutore: "Obiettivo recupero rapporto col padre"
"Al momento si trovano in una casa famiglia, una struttura protetta. Stiamo valutando le azioni da mettere in campo per tutelare i loro interessi, ovviamente in attesa di capire l'evoluzione del tema giudiziario. Le incontrerò nelle prossime ore, dato che prima abbiamo voluto lasciare loro del tempo", ha detto all'Ansa il sindaco di Minturno Gerardo Stefanelli, tutore legale delle sorelle ritrovate a Formia. Poi, su un eventuale incontro con il padre: "Per il momento non so dare dei tempi ma l'obiettivo, come dice la sentenza del 28 maggio, è il recupero del rapporto con il genitore, e capire come si evolverà la vicenda con la madre. Comunque attiveremo dei percorsi di sostegno, come dice la sentenza che ha riconcesso la responsabilità genitoriale".
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أسئلة مفتوحة
- Ci sono altri complici nel sequestro?
- Quali saranno le conseguenze legali per i genitori?
- Come si evolverà il rapporto delle bambine con il padre?







