Torino, strage via Nizza: Procura chiede 25 anni per Zippo
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- La Procura di Torino ha chiesto 25 anni di carcere per Giovanni Zippo, accusato dell'esplosione di via Nizza che uccise Jacopo Peretti.
- I pubblici ministeri contestano omicidio, disastro e lesioni sotto il profilo del dolo eventuale, ritenendo che Zippo abbia pianificato l'atto per gelosia verso la ex compagna.
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Giovanni Zippo è accusato di aver causato un'esplosione in via Nizza a Torino, che ha ucciso Jacopo Peretti e ferito altri inquilini. La procura chiede 25 anni di carcere.
Non stiamo processando Al Capone. Stiamo processando una persona nata quando io ho cominciato a fare questo lavoro, per me è quasi un bambino. Un uomo malato e irresponsabile. Le lacrime sono uguali per tutti, sono per i genitori di Jacopo Peretti e per la mamma di Zippo che ci è venuta a parlare del rapporto malato con Madalina Hagiu. Giovanni Zippo lo ha fatto per una donna, santo cielo!
Sono le parole pronunciate dal procuratore aggiunto Emilio Gatti in Corte d’Assise a Torino, che con la sostituta Chiara Canepa ha chiesto di condannare Zippo, responsabile dell’esplosione di via Nizza, a 25 anni di carcere.
Un passaggio della requisitoria che ha messo a nudo la sproporzione del movente, introducendo la richiesta ufficiale di condanna della procura per l’ex guardia giurata accusata del disastro. Considerata l'età e l'incensuratezza dell'imputato, i magistrati hanno proposto il riconoscimento delle attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti contestate per l'esplosione che, la notte tra il 29 e il 30 giugno 2025, ha devastato la palazzina uccidendo il trentatreenne Jacopo Peretti, il vicino della porta accanto, e ferendo gravemente altri inquilini.
L'impianto accusatorio, condotto insieme alla pm Canepa, poggia su tre fattispecie di reato – omicidio, disastro e lesioni – tutte contestate sotto il profilo del dolo eventuale. Secondo i pubblici ministeri, Zippo ha accettato consapevolmente il rischio di una strage. La pm Canepa ha smontato pezzo per pezzo la tesi del "colpo di testa" d'impulso sostenuta dall’imputato, che nella scorsa udienza aveva dichiarato in lacrime di aver voluto soltanto "rovinare i mobili e i vestiti" di Madalina Hagiu, la donna con cui viveva una tormentata relazione clandestina e che in quel momento si trovava in vacanza all'Isola d'Elba dal fidanzato.
Per l’accusa, invece, vi fu una lucida e fredda pianificazione, figlia della frustrazione e della gelosia accumulate nel corso di giugno e acutizzate dopo un'uscita in discoteca della donna che ci provò con un altro davanti a Zippo. Quella notte, prima di raggiungere via Nizza a piedi e usare le chiavi in suo possesso, Zippo lasciò l’auto di servizio e il palmare aziendale nei pressi della sede di Sicuritalia, un'operazione secondo l'accusa studiata appositamente per evitare i tracciamenti interni e precostituirsi un alibi lavorativo.
Poi, il carburante sparso tra il tinello e la camera, l'innesco e il devastante boato. "Uno scenario da esplosione di una bomba", ha ricordato la pm Canepa evocando i primi soccorsi delle 3,14, i sessanta condomini fuggiti in strada nel panico e i quarantamila litri d'acqua – l'equivalente di sette Canadair – necessari a domare le fiamme. Solo alle 11,15 del mattino successivo, scavando a mani nude tra le macerie dell'alloggio adiacente a quello della deflagrazione, i soccorritori trovarono il corpo completamente carbonizzato di Jacopo Peretti. Un disastro così violento che, come sottolineato dallo stesso Gatti nell'analisi dei rilievi tecnici, ha trascinato le condutture in rame del gas verso l'esterno sotto il peso dei calcinacci crollati.
A pesare sulla richiesta di pena sono state anche le condotte successive al disastro e l'aggravante dei motivi abietti e futili. Zippo fuggì senza prestare soccorso e si presentò al lavoro a fine turno con evidenti ustioni sul volto e tagli alla testa, provando a mentire ai colleghi su una finta caduta dalla passerella di Grugliasco. Più tardi, in ospedale, provò a cambiare versione con l'amico fraterno Fabio Caputo, parlando di un bizzarro incidente domestico con l'olio delle patatine. Di fronte alle contestazioni dello stesso Caputo, che gli faceva notare la presenza di una vittima e di un bambino di 12 anni ferito, l'imputato si voltò dall'altra parte.
Via Nizza, la mamma della vittima: “Jacopo ucciso dall’ossessione, la violenza non può essere amore”
di Federico Gottardo e Giada Lo Porto 06 Luglio 2025
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- Quali saranno le conseguenze per la Sicuritalia?





