Usa e Iran verso lo stop ai raid a Hormuz, incontro martedì a Doha
Axios riferisce un’intesa per fermare gli attacchi; Israele annuncia la distruzione di un sito sotterraneo di Hezbollah in Libano.
نظرة سريعة
- Stati Uniti e Iran avrebbero concordato lo stop agli attacchi nello Stretto di Hormuz e un incontro a Doha.
- Intanto Israele riferisce di aver distrutto un’infrastruttura sotterranea di Hezbollah nel sud del Libano.
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لماذا يهم
Il testo descrive una fase di forte tensione legata allo Stretto di Hormuz, con attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani dopo un attacco iraniano a una petroliera commerciale. Nel quadro regionale rientrano anche operazioni israeliane contro Hezbollah, accuse internazionali su Gaza e reazioni dei Paesi del Golfo.
Stati Uniti e Iran hanno concordato di sospendere i reciproci attacchi nello Stretto di Hormuz e di tenere un incontro martedì a Doha. Lo riferisce Axios, citando un alto funzionario americano. Secondo Barak Ravid, una fonte dell’amministrazione statunitense ha detto: "Abbiamo decviso di fermare tutte le attività cinetiche".
Nelle ultime ore le forze armate statunitensi avevano condotto attacchi contro una decina di obiettivi iraniani nell’area dello Stretto di Hormuz, in risposta all’attacco iraniano contro una petroliera commerciale. Washington ha però avvertito che continuerà a colpire le infrastrutture militari di Teheran se l’Iran continuerà a minacciare il traffico marittimo nello Stretto.
L’ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, ha dichiarato a Fox News: "Se il regime iraniano pensa anche solo per un secondo che il presidente Trump resterà a guardare mentre continua ad attaccare le navi mercantili internazionali o le nostre basi senza reagire, si sbaglia di grosso".
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in visita a Baghdad, ha accusato gli Stati Uniti di aver tentato di creare un corridoio alternativo nello Stretto di Hormuz. Araghchi ha richiamato l’articolo 5 del Memorandum d’intesa, secondo cui l’Iran deve adottare misure per garantire il libero passaggio delle navi durante i 60 giorni di negoziati prima di un accordo definitivo con gli Stati Uniti. Secondo il ministro, nessuna nave potrà transitare senza coordinamento con Teheran.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha avvertito che risponderà con maggiore forza a eventuali nuovi attacchi statunitensi. Il portavoce Hossein Mohebi ha dichiarato alla televisione di stato Snn: "Come avevamo previsto, il nemico è un nemico che non rispetta gli impegni, è ingannevole e non è affidabile. In qualsiasi momento, in qualsiasi fase dei negoziati, potrebbe intraprendere determinate azioni". Mohebi ha aggiunto: "Qualunque azione intraprenda il nemico a questo proposito, noi abbiamo già reagito e continueremo a farlo. Ripetiamo: se il nemico non rispetta gli impegni e viola il cessate il fuoco, risponderemo con maggiore forza rispetto a prima, e sottolineiamo che risponderemo con ancora maggiore forza. Consideriamo tali mosse del nemico come naturali, perché conosciamo la sua natura".
Intanto l’esercito israeliano ha annunciato di aver distrutto una infrastruttura sotterranea di Hezbollah nell’area del villaggio di Majdal Zoun, nel Libano meridionale. L’ufficio del premier Benjamin Netanyahu ha reso noto che l’operazione, denominata "Sof Pasuk" o "Fine del capitolo", ha colpito una struttura lunga oltre 200 metri e situata a una profondità di oltre 25 metri. Secondo Israele, il sito conteneva centinaia di armi e diversi pozzi di lancio destinati a colpire il territorio israeliano e i suoi cittadini. Israele ha informato preventivamente gli Stati Uniti e il rappresentante americano in Libano dell’operazione.
L’Idf ha inoltre riferito che durante la notte un soldato israeliano è stato ucciso in uno scontro con Hezbollah nel Libano meridionale. Soldati della brigata Golani erano entrati in un edificio sospetto nell’area di Deir Siryan quando hanno incontrato un miliziano di Hezbollah. Nello scontro è morto il capitano David Hazutt, 21 anni, mentre un altro soldato è rimasto ferito. L’esercito israeliano ha avviato ricerche del miliziano e colpito obiettivi nell’area.
Sul fronte diplomatico, il Bahrein ha chiesto un’azione internazionale contro l’Iran. "Il Regno del Bahrein invita a un'azione internazionale per fermare la ripetuta aggressione iraniana", si legge in un post del ministero degli Esteri. Anche l’Arabia Saudita ha espresso "la più ferma condanna e denuncia" per i "flagranti attacchi iraniani contro lo Stato del Kuwait e il regno del Bahrein", oltre che contro la sicurezza e la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha espresso su X "la più ferma condanna per i nuovi attacchi iraniani che hanno colpito nelle scorse ore Bahrein e Kuwait, a cui vanno la piena solidarietà del Governo italiano". Tajani ha aggiunto: "E' indispensabile evitare ogni escalation che possa compromettere le intese faticosamente raggiunte". Il vicepremier ha ribadito l’impegno dell’Italia per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz e per un Medio Oriente di pace e stabilità.
L’Iraq ha offerto una mediazione. Il ministro degli Esteri Fuad Hussein, dopo colloqui a Baghdad con Araghchi, ha detto che il Paese è pronto a ospitare una riunione con i Paesi arabi del Golfo, l’Iraq e l’Iran per parlare della sicurezza regionale e porre fine al conflitto. "La sicurezza nella regione - ha affermato - deve essere responsabilità delle popolazioni della regione e porre fine al conflitto è una priorità per tutti noi".
La Lega Araba ha accusato l’Iran di minare la pace regionale dopo gli attacchi contro Bahrein e Kuwait. Il segretario generale Ahmed Aboul Gheit ha ritenuto Teheran pienamente responsabile delle sue "azioni illegali" e ha chiesto la cessazione immediata degli atti di aggressione contro gli Stati arabi del Golfo. Il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo, Yassim al-Budawi, ha condannato gli attacchi contro Bahrein e Kuwait e ha ribadito sostegno alle misure adottate dai due Paesi per rafforzare la sicurezza e proteggere la popolazione.
Mojtaba Khamenei ha chiesto che Stati Uniti e Israele siano processati per i crimini contro l’Iran. In un messaggio riportato da Press Tv, la Guida Suprema dell’Iran ha affermato: "Devono essere portati con determinazione davanti a tribunali nazionali e internazionali i crimini di Usa e Israele contro l'Iran".
Secondo l’agenzia Mehr, sono in corso colloqui tra Iran e Iraq per pianificare le esequie dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso in un attacco aereo israelo-statunitense alla fine di febbraio. Le cerimonie dovrebbero iniziare il 4 luglio a Teheran e Qom, con una sepoltura prevista il 9 luglio a Mashhad. Le autorità iraniane prevedono la partecipazione di circa 20 milioni di persone. Una cerimonia potrebbe svolgersi anche presso il santuario sciita di Karbala, in Iraq.
Una Commissione Onu ha intanto affermato che a Gaza vi sarebbe un genocidio e che bambini palestinesi sarebbero stati presi di mira. Il team investigativo ha stabilito "l'intento genocida delle autorità e delle forze di sicurezza israeliane di distruggere la comunità", non solo nella Striscia, ma anche in Cisgiordania.
Sul piano economico, l’Istat ha certificato che l’inflazione a maggio è salita al 3,2%. "È un record che non si aveva dal settembre 2023", ha dichiarato il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. Secondo i calcoli dell’Unc, da febbraio a maggio i prezzi sono saliti del 2%, pari a 505 euro su base annua per una famiglia media, 734 euro per una coppia con due figli e 660 euro per una coppia con un figlio.
ما الذي يجب مراقبته
توقعات الذكاء الاصطناعي — احتمالات وليست حقائق
L’incontro di Doha si concentrerà sullo Stretto di Hormuz e sulla tenuta dello stop agli attacchi.
مرجح جداً · خلال أيام
Se Teheran continuerà a minacciare il traffico marittimo, Washington potrebbe colpire nuove infrastrutture militari iraniane.
محتمل · خلال أيام
I Paesi del Golfo intensificheranno la richiesta di iniziative internazionali o regionali per la sicurezza.
مرجح · خلال أيام
أسئلة مفتوحة
- Quali saranno i contenuti precisi dell’incontro di martedì a Doha?
- L’intesa per fermare le attività cinetiche sarà rispettata da entrambe le parti?
- Quali prove sono state fornite sugli attacchi attribuiti all’Iran contro Bahrein e Kuwait?
- Quale ruolo avrà l’Iraq nella mediazione regionale proposta?



