Garlasco: Rita Preda sceglie il silenzio dopo l'affidamento in prova di Andrea Stasi
Auf einen Blick
- Rita Preda, madre di Chiara Poggi, sceglie il silenzio dopo la decisione di affidamento in prova per Andrea Stasi.
- La comunità di Garlasco è stanca dell'eccessiva attenzione mediatica legata al caso e ad altre vicende negative.
KI-generierte Zusammenfassung
Warum es wichtig ist
Rita Preda, madre di Chiara Poggi, ha scelto il silenzio dopo la decisione del tribunale di sorveglianza di Milano di concedere l'affidamento in prova ad Andrea Stasi, condannato per l'omicidio della figlia avvenuto nel 2007. La comunità di Garlasco esprime stanchezza per l'eccessiva e spesso negativa attenzione mediatica.
Sceglie il silenzio Rita Preda, la mamma di Chiara Poggi, uccisa nella sua casa di Garlasco la mattina del 13 agosto 2007.
Dopo la decisione del tribunale di sorveglianza di Milano di dare il via libera all'affidamento in prova a Andrea Stasi, condannato in via definitiva per l'omicidio, non parla.
Al telefono appare esausta, come esausta sembra essere la cittadina del Pavese che non arriva a 10 mila abitanti e costantemente al centro delle cronache.
"Tutti i giorni sui quotidiani, tutte le sere argomento da talk-show televisivi, per non parlare di siti, social, podcast e youtube vari", si sfogano in molti.
Aveva avuto a lungo i riflettori puntati dopo il delitto e durante gli anni dei processi, lo è in modo ancor più pressante negli ultimi 15 mesi, da quando la nuova inchiesta della Procura di Pavia ha riaperto il caso, individuando un sospettato alternativo ad Alberto Stasi e indagando Andrea Sempio, anche lui cresciuto a Garlasco.
Riflettori che ora in tanti vorrebbero spegnere.
Le persone, per la strada, nei bar e nei negozi, declinano sempre più infastiditi le richieste di commento che ricevono dagli inviati sguinzagliati per sentire cosa ne pensano i garlaschesi sull'ultimo sviluppo o retroscena.
Negli ultimi mesi hanno visto il nome del loro paese accostato non solo a un delitto, ma a storie di abusi sessuali, morti sospette, corruzione, trame oscure, massoneria, sette, satanismo, nessuna delle quali ha trovato un minimo di riscontro.
C'è una diffidenza, una sorta di collettiva stanchezza anche nel vedere i droni che sorvolano ogni giorno il centro abitato.
La stessa mamma di Chiara, che non ha mai negato una sua riflessione, risponde al telefono come sempre con estrema cortesia, ma adesso per la prima volta davvero non se la sente di dire cosa pensa della definitiva scarcerazione di Stasi.
"Non ho niente da dire".
Anche il sindaco Simone Molinari, in carica da quasi cinque anni alla guida di una civica di centrodestra vorrebbe spegnere la ribalta.
"Purtroppo - dice - è diventato tutto molto pesante, compresi i commenti di chiunque possa avere la possibilità di rispondere.
Ogni post su Garlasco è pieno di commenti stupidi e di cattiveria inutile.
I cittadini vogliono verità come tutti, ma l'attenzione mediatica ha certamente leso la nostra città.
Non è colpa di nessuno ma è diventata una situazione molto pesante, che ci auguriamo possa presto concludersi.
L'attenzione rimane sul ricordo di Chiara e per la sua famiglia".
Alla fine di marzo l'esasperazione era arrivata anche in consiglio comunale con la proposta di querelare chi, soprattutto sui social, "sta infangando il nome della città".
Offene Fragen
- Quali saranno le prossime reazioni della famiglia Poggi?
- Come influenzerà questo sviluppo la percezione di Garlasco?




