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Tensione nel Golfo Persico: Usa e Iran si scontrano, Netanyahu sotto pressione
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ANSA Mondo03.06.2026Welt5 dk okumaItaly

Tensione nel Golfo Persico: Usa e Iran si scontrano, Netanyahu sotto pressione

Auf einen Blick

  • Scontri tra forze armate USA e iraniane nel Golfo Persico.
  • Netanyahu sotto pressione da Trump per stop in Libano.
  • Negoziati con l'Iran in corso, ma con tensioni.

KI-generierte Zusammenfassung

Warum es wichtig ist

Le tensioni nel Golfo Persico si intensificano con scontri tra forze armate iraniane e statunitensi. Parallelamente, il premier israeliano Netanyahu è sotto forte pressione da Donald Trump per interrompere le operazioni in Libano, mentre sono in corso negoziati con l'Iran sul suo programma nucleare.

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Notte ad alta tensione nel Golfo Persico tra le forze armate iraniane e statunitensi. Gli Usa, che ieri avevano messo fuori uso la petroliera 'Lexie' diretta verso l'Iran, hanno condotto 'raid difensivi' sull'isola di Qeshm, colpendo una torre radio. Gli iraniani hanno reagito lanciando missili contro la nave 'Panaya' e prendendo di mira il Kuwait e il Bahrein. 'Abbiamo danneggiato la base della V Flotta Usa', rivendicano i pasdaran. 'Falso - risponde Washington - tutti i loro attacchi sono andati a vuoto'. Secondo la tv iraniana, esplosioni sono state inoltre udite in Iraq, e le sirene avrebbero suonato anche in Arabia Saudita.

Gli scontri arrivano a valle di una telefonata durissima per piegare Benjamin Netanyahu e non far saltare il tavolo delle trattative con l'Iran appeso a un filo. Quando Donald Trump ha alzato il telefono per parlare con l'alleato israeliano ha sfogato tutta la sua rabbia: "Sei un pazzo. Senza di me saresti in galera", ha tuonato il commander-in-chief accusando Bibi di essere un ingrato."Tutti ti odiano. Tutti odiano Israele" per colpa tua, lo ha incalzato - ha riferito Axios, ricostruendo la chiamata - intimandogli di fermarsi immediatamente in Libano e rinunciare a qualsiasi operazione su Beirut. Di fronte all'attacco frontale il premier israeliano ha ordinato lo stop dei combattimenti. Lo ha fatto con riluttanza e travolto dalle critiche in casa: sia il suo partito che l'opposizione lo hanno criticato per essere un "vassallo", per non difendere la sovranità di Israele e del suo popolo che continua a subire gli attacchi di Hezbollah.

Nonostante l'accordo con Trump, gli scontri infatti continuano: Israele ha condotto vari raid in Libano, mentre Hezbollah ha rivendicato la responsabilità degli attacchi avvenuti dopo il cessate il fuoco annunciato dal presidente americano. In questo contesto di alta tensione, Libano e Israele sono tornati a sedersi per un nuovo round di trattative a Washington, sotto l'egida degli Stati Uniti.

L'amministrazione Trump è consapevole che le due partite sono sempre più incrociate e non può permettersi che Israele, suo alleato di ferro contro l'Iran, possa far deragliare i negoziati in corso. Il "piccolo intoppo" in Libano, così come il commander-in-chief lo ha definito, è "stato risolto rapidamente" e si continua a lavorare a un'intesa che potrebbe avvenire nel corso della "prossima settimana", ha detto Trump. Gli Stati Uniti sono in attesa della risposta di Teheran alla loro ultima proposta inviata venerdì. Il frammentato regime iraniano "sta riscontrando problemi di comunicazione. Possono trascorrere oltre sei giorni per ricevere una risposta dall'Iran", ha spiegato il segretario di Stato Marco Rubio durante un'infuocata audizione in Senato. La guida suprema Mojtaba Khamenei è viva ed è sempre più attiva e impegnata, ha assicurato Rubio difendendo a spada tratta l'operazione Epic Fury dagli attacchi dei democratici. Netanyahu ha aspettato per 40 anni un presidente americano "abbastanza stupido e sconsiderato da unirsi a lui" in un conflitto contro l'Iran, ha attaccato il senatore Chris Van Hollen bollando la politica estera di Trump come un "disastro totale".

Il segretario di Stato ha fatto muro e cercato di respingere una ad una le stoccate dei senatori, notando come l'Iran non può avere l'arma nucleare e ha accettato di discutere alcuni aspetti del suo programma nucleare. "Siamo in trattative: c'è una prospettiva davanti a noi" di un accordo "che potrebbe essere oggi, domani o la settimana prossima. Siamo fiduciosi", ha assicurato. La riapertura dello Stretto di Hormuz è un punto chiave dei negoziati in corso e - ha ribadito - non è stato discusso alcun allentamento delle sanzioni per l'apertura dell'importante crocevia. La morsa americana si allenterà solo nel rispetto di determinate condizioni, ovvero "in risposta alla ragione stessa per cui le sanzioni sono state imposte, vale a dire il programma nucleare", ha chiarito il segretario di Stato.

I chiarimenti e la fiducia mostrata da Rubio sulle trattative in corso, comunque, non sono destinate a smorzare le polemiche interne. Gli alleati di Trump stanno manifestando chiari segnali di insofferenza per le trattative e la guerra, che rischiano di diventare un problema politico per le elezioni di metà mandato.

Sotto pressione Trump continua a ostentare sicurezza ma vuole accelerare, anche perché "annoiato" - come ha ammesso - dal protrarsi dei colloqui. Con l'Iran, affermano gli osservatori, il presidente si ritrova in una fase di stallo, così come in Ucraina e Gaza, e a fare i conti con una realtà ben diversa di quanto promesso e atteso. La completa resa di Teheran non si è verificata e ora il rischio è che le trattative si prolunghino per mesi con il regime consapevole di avere dalla sua parte la riluttanza di Trump a riaprire i combattimenti.

Libano: '5 morti e 48 feriti nei raid israeliani nel sud'

Gli attacchi israeliani di oggi nel sud del Libano hanno causato la morte di cinque persone, tra cui un bambino, e 48 feriti. Lo ha annunciato il ministero della Sanità libanese.

Tra i feriti in questi attacchi nel sud ci sono "un medico e cinque dipendenti dell'ospedale pubblico di Tebnine, che ha subito danni in un nuovo caso della serie di attacchi effettuati dal nemico israeliano contro ospedali e centri sanitari", ha affermato il ministero in una nota.

Usa lanciano missile contro nave, 'voleva aggirare il blocco all'Iran'

Le forze statunitensi hanno lanciato un missile contro una nave che tentava di dirigersi verso un porto iraniano in violazione del blocco americano, mettendo fuori uso l'imbarcazione. Lo afferma l'Us Central Command, sottolineando che la nave, la M/T Lexie battente bandiera del Botswana, ha "ignorato ripetuti avvertimenti" nell'arco di 24 ore. Un aereo è quindi intervenuto e ha messo fuori uso l'imbarcazione "lanciando un missile Hellfire contro la sala macchine della nave".

Worauf zu achten ist

KI-Ausblick — Möglichkeiten, keine Fakten

  • Possibile accordo con l'Iran nella prossima settimana.

    Möglich · Innerhalb von Wochen

  • Continuazione delle tensioni e possibili nuovi scontri nel Golfo Persico.

    Wahrscheinlich · Kurzfristig

  • Possibile aumento dei prezzi del petrolio a causa delle tensioni nel Golfo Persico.

    Wahrscheinlich · Kurzfristig

Offene Fragen

  • Quale sarà l'esito dei negoziati tra Stati Uniti e Iran?
  • Le operazioni militari nel Golfo Persico e in Libano continueranno?
  • Quali saranno le conseguenze politiche interne per Trump e Netanyahu?
  • L'Iran risponderà alle proposte degli Stati Uniti?

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This article was originally published by ANSA Mondo.

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