
Uno dei due arrestati per la strage di Amendolara usava stupefacenti
Uno dei due arrestati per la strage di Amendolara usava stupefacenti, secondo il superstite Alaymar, in un ascolto riservato agli abbonati premium.

Uno dei due arrestati per la strage di Amendolara usava stupefacenti, secondo il superstite Alaymar, in un ascolto riservato agli abbonati premium.

Quattro migranti pakistani uccisi in un incendio a Amendolara. L'unico sopravvissuto accusa due connazionali di averli intenzionalmente uccisi a causa di una lite per soldi e contratto lavorativo.

Il Gip di Castrovillari ha convalidato il fermo di due 31enni pachistani accusati di omicidio plurimo per la strage di 4 braccianti in Calabria. Il movente potrebbe essere una lite legata alle condizioni abitative.

Quattro braccianti migranti sono stati trovati arsi vivi in un'auto ad Amendolara, Calabria. Le indagini ipotizzano sia il caporalato che scontri tra gruppi di nazionalità diverse per il controllo del lavoro. Un afghano è sopravvissuto.

Quattro braccianti agricoli sono stati uccisi e bruciati vivi ad Amendolara, Calabria. Due pachistani sono stati fermati. Il procuratore indaga sul caporalato come possibile movente, mentre la premier Meloni condanna la violenza. La Regione Calabria si costituirà parte civile.

Due cittadini pachistani sono stati fermati con l'accusa di omicidio plurimo per la strage di Amendolara, in cui quattro braccianti sono stati uccisi e dati alle fiamme. Le telecamere di sorveglianza hanno incastrato i fermati, mentre l'unico sopravvissuto ha raccontato che le vittime chiedevano il pagamento del lavoro e si rifiutavano di pagare per il trasporto.

La strage di Amendolara non è una sorpresa, ma era già emersa nelle inchieste delle procure di Castrovillari, Matera e Potenza. Da anni si racconta di un nuovo caporalato pachistano e indiano radicato tra la Sibaritide, il Metapontino e la Puglia.

La strage di Amendolara non è stata una sorpresa, essendo già emersa in inchieste delle procure di Castrovillari, Matera e Potenza. Da anni si segnala un nuovo caporalato di origine pachistana e indiana radicato tra Calabria e Puglia.