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Accordo su medici di base nelle Case di Comunità: obbligo di 6 ore settimanali
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Sky TG2424/6/2026Política3 min de lecturaItaly

Accordo su medici di base nelle Case di Comunità: obbligo di 6 ore settimanali

En resumen

  • Firmato un accordo per i medici di base nelle Case di Comunità: obbligo di 6 ore settimanali (48 annue) tra le 8 e le 20, con compenso di 38,72 euro/ora.
  • L'intesa, che entrerà in vigore entro il 30 giugno, mira a potenziare l'assistenza territoriale.

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Dopo settimane di polemiche, con un'accelerazione della trattativa è arrivata già nella serata di oggi, 23 giugno, la firma dell'ipotesi di accordo sul contratto che regolamentata il futuro lavoro dei medici di base nelle Case di Comunità. L’accordo prevede l'introduzione di un obbligo per i medici fino a sei ore settimanali per 48 settimane annue nelle Case di Comunità tra le 8:00 e le 20:00, con un turno di almeno 3 ore continuate. Per ciascuna ora di attività, è garantito un compenso di 38,72 euro, oltre oneri, secondo un principio di tariffazione unica valido per tutto il territorio nazionale. A sottoscrivere il contratto Sisac, in rappresentanza delle Regioni, e i sindacati Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale) e Fmt (Federazione Medici Territoriali). L'accordo trovato dovrà entrare in vigore entro il prossimo 30 giugno, nel rispetto dei tempi previsti dal Pnrr per l'entrata in funzione delle 1.038 nuove strutture per l'assistenza territoriale.

I compiti delle Aziende sanitarie

Come spiega la Conferenza delle Regioni in una nota, ogni singola Azienda sanitaria dovrà definire il fabbisogno orario della struttura, dopo aver impiegato il personale già assegnato ad attività orarie e consultato il referente dell'Aft (Aggregazione Funzionale Territoriale), se presente, e quindi dovrà distribuire le ore residue tra i medici operanti nel territorio della Casa della Comunità.

Schillaci: "Verso una sanità più moderna e più di prossimità"

Già in mattinata, quando era stato raggiunto un primo accordo di base, il ministro della Salute Orazi Schillaci, dall'Assemblea pubblica di Farmindustria, aveva espresso soddisfazione: "Vogliamo fortemente che i medici di medicina generale siano all'interno delle Case di Comunità, perché sono quelli che meglio conoscono i pazienti. Questo ci farà vedere una sanità più moderna e più di prossimità e vicina ai cittadini e spero che ciò porti anche a decongestionare i pronto soccorso".

Fimmg: "Con accordo su Case comunità è prevalso il senso di responsabilità"

La Fimmg commenta l’intesa parlando dell’ennesima dimostrazione “di grande responsabilità della medicina generale a tutela dei pazienti, della categoria e dell'intero Servizio sanitario nazionale". La Federazione sottolinea il prevalere del senso di responsabilità, perché "in questa fase è necessario tenere insieme più esigenze: la sostenibilità del lavoro dei medici di medicina generale, la necessità del Paese di raggiungere gli obiettivi previsti dal Pnrr e il dovere di evitare la restituzione di risorse che avrebbe conseguenze pesantissime sul finanziamento del Servizio sanitario nazionale e, quindi, sui cittadini. A pagare il prezzo più alto sarebbero ancora una volta gli assistiti più fragili, più soli e più in difficoltà".

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Sindacato medico Snami non sottoscrive accordo e convoca organi

Non ha invece sottoscritto l’accordo il sindacato medico Snami (Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani), perché c’è ancora bisogno di “ascoltare e coinvolgere gli organismi rappresentativi della nostra organizzazione prima di assumere qualsiasi determinazione definitiva”, dice la presidente nazionale Simona Autunnali.

Anche lo Smi non firma: "Gravissimo squilibrio contrattuale"

Nemmeno lo Smi (Sindacato Medici Italiani) ha firmato l'ipotesi di contratto, lamentando "uno stravolgimento della natura giuridica del rapporto di lavoro che attualmente disciplina l'esercizio della professione di medico di medicina generale con il Servizio Sanitario Nazionale nell'alveo della libera professione convenzionata". Infatti, argomenta il sindacato, "l'imposizione a tutti i medici in servizio dell'obbligo orario fino a sei ore settimanali nelle Case trasforma l'attività della medicina generale a mera copertura di fabbisogno orario residuo strutturato dall'Azienda Sanitaria Locale. In questo modo s'introducono elementi di un rapporto di subordinazione e allo stesso tempo, permane l'assenza di tutele previste per il lavoro dipendente. Si configura in questo modo un gravissimo squilibrio contrattuale".

L'ipotesi medici ospedalieri nelle Case di Comunità

Per il futuro, il ministro Schillaci ha intanto già aperto alla possibilità che nelle Case di comunità possano operare, su base volontaria e al di fuori dell'orario di lavoro, pure i medici ospedalieri, eliminando alcune incompatibilità.

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This article was originally published by Sky TG24.

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