Confindustria lancia l'allarme: crescita e credito sotto pressione per guerra ed energia
Petrolio e gas in rialzo, consumi in frenata e ipotesi di nuove misure del governo su accise e flessibilità Ue
En resumen
- Confindustria avverte che la guerra tra Usa e Iran sta peggiorando crescita, inflazione e credito.
- Il governo valuta nuove misure su accise e flessibilità Ue, mentre consumi e industria rallentano.
Resumen generado por IA
Por qué importa
Il testo descrive un peggioramento del quadro economico italiano nel terzo trimestre, attribuito soprattutto alla guerra tra Usa e Iran e al rialzo dei prezzi di petrolio e gas. Confindustria segnala effetti su inflazione, credito, consumi, industria ed export, mentre il governo valuta possibili interventi su accise e flessibilità Ue.
I prezzi di petrolio e gas sono in salita, l'industria perde colpi e i consumi rischiano una frenata. Il terzo trimestre è iniziato male e gli effetti della guerra sull'economia potrebbero protrarsi fino alla fine dell'estate.
Il Centro studi di Confindustria descrive uno scenario cupo e lancia l'allarme anche sul credito. Alla base c'è la guerra riesplosa tra Usa e Iran, che ha fatto salire il prezzo del greggio e aumentato l'incertezza.
“Dopo aver già frenato il Pil italiano nel secondo trimestre, gli impatti della guerra si allungano ora anche sul terzo”, si legge nella congiuntura flash del Centro studi di viale dell'Astronomia, che avverte: “l'inflazione resterà alta per un po' e il canale del credito si sta irrigidendo”.
L'aumento dei prezzi è considerato una variabile cruciale. Anche se l'inflazione fosse “transitoria”, il suo livello resterebbe più alto e avrebbe effetti negativi sul Pil, spiega l'ufficio studi di Confindustria in un focus dedicato.
La flessione a giugno, pari a +3,0%, non deve dunque illudere. Secondo l'analisi, l'inflazione è un fenomeno “vischioso” e la moderazione non sarà immediata. Nel 2023, ricorda il testo, l'inflazione italiana ha impiegato 12 mesi per scendere da +12,0% a +1,0%.
L'ultima indagine della Bce mostra miglioramenti nelle aspettative su inflazione e crescita, ma il sondaggio, effettuato tra il 4 e il 29 giugno, non tiene ancora conto degli sviluppi più recenti. Nel frattempo, il caro-energia inizia a mettere in difficoltà le imprese e incide anche sui finanziamenti.
“Nonostante l'aumento finora moderato dei tassi (3,67% a maggio, da 3,33% a febbraio), i prestiti alle imprese accelerano (+3,5% annuo)”, rileva l'analisi. Tuttavia, questa dinamica sarebbe alimentata soprattutto dalla domanda di liquidità per le bollette energetiche, più che dagli investimenti.
Sul fronte delle famiglie è “in vista” una frenata dei consumi. In questo quadro l'industria “decelera”, mentre i servizi si stabilizzano. L'export registra un calo anche a maggio, pur restando in crescita nei primi cinque mesi dell'anno.
Le nubi si addensano anche sul resto d'Europa. In Francia l'indice Pmi flash di S&P Global torna a luglio in area neutra, segnalando condizioni economiche più stabili. Quello della Germania sale a 51,2 e torna in territorio di espansione per la prima volta in quattro mesi.
Tuttavia, in entrambi i casi gli analisti avvertono che, vista l'escalation delle tensioni in Medio Oriente, lo scenario delineato difficilmente potrà durare.
In Italia si guarda con attesa alle prossime mosse del governo. Mentre i prezzi dei carburanti continuano a salire, consumatori e opposizioni spingono per un nuovo taglio delle accise. “Adesso valuteremo da un punto di vista economico cosa conviene fare. La prima cosa sarà questa scelta di intervenire sulla flessibilità che ci è stata data dall'Ue”, spiega il vicepremier Antonio Tajani.
L'ipotesi ventilata dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti è il ricorso alle accise mobili, ma bisogna attendere i primi 10 giorni di agosto, quando saranno conteggiati gli incassi di luglio. È invece rinviato all'autunno il possibile ricorso allo scostamento derivante dalla flessibilità concessa dall'Ue anche per l'energia.
Le misure sono ancora tutte da definire insieme all'Ue, ma è già certo che lo spazio concesso, che dovrebbe essere dello 0,3% del Pil, circa 6,8 miliardi, non potrà essere usato per tagli alle accise. Il dossier è appena agli inizi: l'iter verrà avviato con le comunicazioni al Parlamento di Giorgetti il 5 agosto, poi entro il 15 l'Italia formalizzerà la richiesta all'Ue; solo dopo il sì di Bruxelles si potrà passare all'autorizzazione del Parlamento, previo voto a maggioranza assoluta.
Qué observar
Perspectiva de IA — posibilidades, no hechos
Il governo formalizzerà una richiesta di flessibilità all'Ue secondo il calendario indicato nel testo.
Muy probable · En días
Continuerà il dibattito su accise e carburanti, con nuove pressioni da consumatori e opposizioni.
Probable · En días
Le imprese potrebbero continuare a chiedere liquidità più che nuovi investimenti se i prezzi energetici restano alti.
Posible · En semanas
Preguntas abiertas
- Quale misura concreta adotterà il governo sulle accise?
- Quanto durerà l'aumento dei prezzi di petrolio e gas?
- In che misura la flessibilità Ue potrà essere usata per l'energia?







