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Italy Signs "Cohesion Agreements" Worth 1.7 Billion Euros
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Italy Signs "Cohesion Agreements" Worth 1.7 Billion Euros

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Il Sole 24 Ore
Yayıncı
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Dall’edilizia scolastica alla ricerca su quantum computing e AI. Dalle strutture socio-sanitarie per minori e giovani all’innovazione nelle imprese turistiche. Dalla digitalizzazione degli archivi della Polizia di Stato alla riduzione dei rischi idrogeologici. Sono solo alcuni degli ambiti su cui intervengono i sei “accordi per la coesione” (per un valore complessivo di 1,7 miliardi) siglati ieri a Palazzo Chigi tra altrettanti ministri, la premier Giorgia Meloni e il titolare del dipartimento per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti.

Meloni: siglate 34 intese per un valore di 50 miliardi

Una sestina che si aggiunge alle 21 intese siglate con le Regioni e le Province autonome e alle sette raggiunte con gli altri dicasteri nell’ottobre 2025. In totale - come sottolineato in una nota dalla presidente del Consiglio - si tratta di 34 accordi «che valgono complessivamente oltre 50 miliardi di euro. Risorse estremamente preziose - ha aggiunto - che finanziano interventi strategici per ridurre i divari territoriali e rendere l’Italia più forte, coesa e competitiva». Con i sei di ieri, le ha fatto eco Foti, interveniamo «per i nostri giovani nel campo dell’istruzione, per rilanciare il turismo quale fattore strategico della crescita, per rafforzare il nostro sistema sanitario, per aumentare la sicurezza delle nostre città, per promuovere una ricerca orientata alle nuove tecnologie e per rendere i nostri territori più resilienti rispetto agli eventi calamitosi».

Alla protezione nuove risorse per 470 milioni

Passando ai progetti la dote più cospicua riguarda il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci: 470 milioni del Fondo sviluppo coesione, ai quali si sommano 28,1 milioni di cofinanziamento con altre risorse, per un totale complessivo di 498,1 milioni. Le risorse sono destinate a interventi di riduzione del rischio idrogeologico, di potenziamento del Servizio nazionale della protezione civile (Snpc), di mitigazione del rischio alluvionale e di sviluppo, riqualificazione e ammodernamento di porticcioli, approdi e borghi marinari.

Per ricerca e specializzazione 381 milioni

Leggermente più in basso si colloca la sua collega dell’Università, Anna Maria Bernini. Con i 381,18 milioni (di cui 306,76 milioni di risorse Fcs e 74,41 milioni di Fondo di rotazione) si punterà al potenziamento delle infrastrutture di ricerca e del capitale umano ad alta specializzazione tecnico-scientifica, nonché a progetti di ricerca applicata e di trasferimento tecnologico con attenzione in via prioritaria a tecnologie quantistiche, high performance computing e intelligenza artificiale. Di poco inferiore la quantità di risorse rivolte al Mim. Stiamo parlando di 360 milioni per interventi finalizzati al miglioramento delle condizioni di sicurezza degli edifici scolastici attraverso lavori di adeguamento antincendio, bonifica amianto e messa a norma degli impianti e degli spazi per le attività didattiche, laboratoriali, sportive e ludico/ricreative.

All’Interno 278 milioni in più per la sicurezza

Per il ministero dell’Interno ci sono sul tavolo 278 milioni di euro. Una parte consistente, circa 80 milioni, sarà destinata direttamente ai territori. L’obiettivo è rafforzare il controllo nelle aree più esposte: impianti di videosorveglianza nei quartieri difficili, presìdi tecnologici nei pronto soccorso e strumenti di monitoraggio lungo strade e autostrade, dove la prevenzione degli illeciti si intreccia con l’attività di repressione dei reati. Le altre risorse finanzieranno in larghissima parte il potenziamento delle infrastrutture della polizia di Stato e dei Vigili del fuoco. Non solo sedi, strutture operative e dotazioni, dunque, ma anche interventi con una ricaduta più ampia sul territorio. Tra questi rientrano il recupero e la riqualificazione di impianti sportivi in aree a rischio degrado – da Roma alla Campania, dalla Calabria alla Sicilia – il superamento delle condizioni di isolamento di alcune aree interne e progetti di rigenerazione urbana nelle zone del Paese segnate da una più elevata incidenza criminale.

This article was originally published by Il Sole 24 Ore.

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