Newsgather
RetourAree del Mediterraneo sempre più a rischio incendi: studio Greenpeace rivela aumento dell'80% in Italia
Aree del Mediterraneo sempre più a rischio incendi: studio Greenpeace rivela aumento dell'80% in Italia
En développement
Il Sole 24 Oreil y a 1 heureEnvironment1 min de lectureItaly

Aree del Mediterraneo sempre più a rischio incendi: studio Greenpeace rivela aumento dell'80% in Italia

L'essentiel

  • Uno studio di Greenpeace, basato su dati Effis, evidenzia un aumento dell'80% degli ettari bruciati in Italia (36.600) tra gennaio e luglio 2026 rispetto alla media storica.
  • La crisi climatica rende gli incendi più intensi e difficili da gestire nel Mediterraneo, causando evacuazioni e gravi danni.

Résumé généré par IA

Pourquoi c'est important

Uno studio di Greenpeace, basato su dati Effis, rivela che tra gennaio e luglio 2026 in Italia sono bruciati 36.600 ettari, l'80% in più rispetto alla media storica, evidenziando la crescente vulnerabilità del Mediterraneo agli incendi a causa della crisi climatica.

Taille de police

Aree del Mediterraneo sempre più a rischio incendi per via del combinato tra aumento temperature, siccità e condizioni meteo sempre più favorevoli alla diffusione dei roghi.

A sottolinearlo è uno studio di Greenpeace che parte da un dato dell’Effis European Forest Fire Information System, il sistema europeo di monitoraggio satellitare gestito dal Joint Research Centre della Commissione Europea nell’ambito del programma Copernicus, secondo cui «tra il 1° gennaio e il 22 luglio 2026 in Italia sono andati in fumo 36.600 ettari di territorio, circa l’80% in più rispetto alla media dello stesso periodo tra il 2006 e il 2025 (20.329 ettari)».

Nell’ultimo aggiornamento disponibile, riferito al 22 luglio, «la superficie percorsa dagli incendi in Italia è stata di circa 19 mila ettari, un’estensione superiore all’intero territorio del Comune di Milano». Nell’Unione Europea, al 15 luglio 2026, gli ettari bruciati erano già 167.326, un’estensione superiore alla media del periodo 2006-2025.

«Gli incendi che in questi giorni stanno interessando diverse aree d’Italia sono l’ennesimo segnale di territori sempre più vulnerabili agli effetti della crisi climatica - sottolinea Martina Borghi, della campagna Foreste di Greenpeace Italia - . Quella a cui stiamo assistendo non è semplicemente un’estate difficile: la stagione dei roghi sta diventando più lunga e anticipata. Gli incendi sono uno dei segnali più evidenti di un clima che cambia». Condizioni che interessano le Regioni alle prese con i roghi che negli ultimi giorni hanno determinato evacuazioni, gravi danni a boschi, biodiversità e attività agricole.

«In Italia l’innesco degli incendi ha spesso origine umana - aggiunge Borghi -, ma è la crisi climatica a creare condizioni sempre più favorevoli alla loro propagazione, rendendo i roghi più intensi e difficili da gestire, con alte temperature, siccità e vento di scirocco che contribuiscono ad alimentare le fiamme e rendono più difficili le operazioni di spegnimento».

Questions ouvertes

  • Quali misure specifiche vengono adottate per prevenire gli incendi di origine umana?
  • Quali sono le previsioni a lungo termine per la stagione degli incendi?

Sujets liés

This article was originally published by Il Sole 24 Ore.

Articles liés

Rinfrescata estiva ingannevole: il Nord Italia si prepara a un crollo termico, ma il caldo africano tornerà
En développement·il y a 6 heures

Rinfrescata estiva ingannevole: il Nord Italia si prepara a un crollo termico, ma il caldo africano tornerà

Il Nord Italia si prepara a un significativo calo delle temperature domenica 26 luglio, con massime che scenderanno a circa 27 gradi dopo notti tropicali. Tuttavia, questa tregua sarà breve, poiché una quarta ondata di caldo africano è prevista a partire da metà della prossima settimana, riportando temperature elevate e notti tropicali.

Repubblica Cronaca
2 min de lecture
Plus sur ce sujetincendi