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Crisi abitativa: affitti in aumento del 22,6% in sei anni
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Crisi abitativa: affitti in aumento del 22,6% in sei anni

L'essentiel

  • Gli affitti in Italia sono aumentati in media del 22,6% tra il 2018 e il 2024, con picchi superiori al 41% in alcune città.
  • L'Istituto Ifel evidenzia l'emergenza abitativa che colpisce oltre 1,5 milioni di famiglie.

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La crisi abitativa in Italia si manifesta con un aumento significativo dei costi di locazione, che colpisce milioni di famiglie e rappresenta un ostacolo all'autonomia delle nuove generazioni.

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L'onda lunga della crisi della casa emerge soprattutto analizzando la situazione degli affitti. In questo settore si registra una crescita media del 22,6% dei costi di locazione tra il 2018 e il 2024, con punte parecchio più alte in alcune aree del Paese e un incremento medio ponderato che ha raggiunto il 27,5%.

E' la fotografia scattata dall'Istituto per la finanza e l'economia locale (Ifel) nel dossier "La questione abitativa" che sarà presentato a Roma nel corso del convegno "Affordable Housing: obiettivi e risorse". Dai numeri anticipati da Il Sole 24 Ore emerge che "la questione abitativa - osserva l'Istituto - non è solo una grande emergenza nazionale, è il tema sul quale si giocano nei prossimi anni le prospettive di sviluppo economico e civile dell'Italia". Secondo l'Istituto, l'emergenza riguarda oggi oltre 1,5 milioni di famiglie, ma il numero di coloro che incontrano difficoltà nel trovare un alloggio adeguato a costi sostenibili è sensibilmente più elevato. Inoltre, "la geografia degli aumenti non coincide soltanto con le grandi città, ma coinvolge anche capoluoghi medi e piccoli, indicando che la pressione sugli affitti è ormai un fenomeno territorialmente esteso", ha spiegato sempre l'Istituto nella ricerca. Nel complesso, il 5,1% della popolazione italiana vive una condizione di sovraccarico abitativo. Le persone sole sono la categoria maggiormente esposta, con un'incidenza del 15,6%, che arriva al 19,9% tra gli under 65. Anche i nuclei monogenitoriali risultano particolarmente vulnerabili, mentre il fenomeno interessa il 7,6% delle famiglie con capofamiglia sotto i 35 anni, a conferma di quanto la difficoltà ad accedere alla casa rappresenti ormai uno dei principali ostacoli all'autonomia delle nuove generazioni.

Un altro elemento che emerge con chiarezza riguarda il rapporto tra affitto e acquisto. Negli ultimi dieci anni vivere in locazione è diventato progressivamente più oneroso rispetto al possesso dell'abitazione. Dal 2014 la forbice tra il peso del canone e quello della rata del mutuo si è progressivamente allargata: oggi la locazione assorbe mediamente il 21% del reddito familiare, mentre il mutuo pesa per il 14 per cento. Un divario che fotografa l'evoluzione del mercato italiano e che, secondo le elaborazioni basate sui dati Ocse, rende nel nostro Paese relativamente più conveniente acquistare una casa piuttosto che prenderla in affitto, naturalmente per chi riesce ad accedere al credito bancario.

La mappa nazionale sul costo degli affitti evidenzia che tra il 2018 ed il 2024 "la media italiana di incremento è stata del 22,6%, ma molti capoluoghi si trovano in una situazione ben peggiore, di crescita sostenuta (tra il 25 e il 36%) o di crescita alta (dal 41% in su). Sono 34 i capoluoghi sopra la soglia critica del 25%, mentre cinque di questi superano il 41 per cento.

Ci sono "intensità molto differenziate tra i capoluoghi". Gli incrementi più elevati si concentrano in pochi casi, tra cui cui Gorizia, Vercelli, Firenze, Aosta e Milano, che compongono la fascia di alta crescita. Una parte ampia del Paese rientra invece nella crescita moderata, segnalando un aumento diffuso ma non uniforme dei canoni. C'è una forte crescita lungo l'asse adriatico, in alcune città del Nord-Est (Trieste è al +32,4%), dell'Emilia-Romagna (Bologna fa +34,1%, Modena +31,3%) e del Mezzogiorno (Matera è al +33,5%, Bari al +29,8%). Roma (+22,9%) si colloca nella fascia moderata, sostanzialmente in linea con la media nazionale, mentre Napoli rientra nella crescita sostenuta (+24,8%).

Tra i capoluoghi, Milano 41,1%, Aosta 42%, Torino 21%, Genova 18%, Firenze 44,2%, Perugia 24,1%, Cagliari 19,3%, Potenza 35,1%, Palermo 16,7%, Reggio Calabria 13,4%, Campobasso 30,8%, L'Aquila 34,1%, Ancona 24,2%, Venezia 15,9%, Trento 11,6%.

Questions ouvertes

  • Quali misure verranno adottate per affrontare l'emergenza?
  • Come si evolverà il mercato immobiliare nei prossimi anni?

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This article was originally published by ANSA Economia.

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